LOVE, VELOCE RIASSUNTINO IN CIRCA 4 PUNTI

(CONTIENE SPOILER)




Come se la droga non bastasse, da qualche mese ho scelto di bruciarmi ancora più neuroni con le serie TV.
Non che prima ci andassi piano eh –con le serie dico– ma insomma, ora siamo arrivati a livelli che tipo ne finisco una al giorno.
Vabbè, detto questo, iniziamo.
Qualche ora fa ho terminato di visionare una delle ultime serie prodotte sotto marchio Netflix. Sto parlando di Love.
Con molto piacere ho scoperto che parla della storia di un qualsiasi insicuro maschio eterosessuale. Per questo mi sono affrettato a raccontarvelo.
Sinceramente non ho trovato molto da dire, la storia è abbastanza semplice. Tuttavia vale la pena spenderci un paio di minuti.

Prima di passare ai miei amati elenchi puntati, facciamo una piccola introduzione.
Love è una serie americana, nata sotto il segno della “Commedia Romantica”, attualmente conta una stagione da dieci episodi che si espandono tra i 26 e i 45 minuti l’uno.
Girata con una sola macchina da presa(telecamera), Love inquadra principalmente la storia di due sconosciuti che per caso si incrociano. E sì, prima o poi si baciano. Ricordate? Esatto, “Commedia Romantica”.
I due trentenni sono Gas e Mickey, interpretati rispettivamente dai quasi anonimi Paul Rust e Gillian Jacobs.
Andiamo ora al sodo.


#1 Sigla ok:
Eccoci, come ogni serie che racconto, la sigla gioca sempre un ruolo importante per me. In Love osserviamo un susseguirsi di immaginine rappresentanti “cose dell’amore”, accompagnate da un piacevole motivetto pop-grunge, andando a comporre la parola Love. E guardate un po’ il caso, la parola è pure il titolo della serie.
Il mio parere? Approvata!
Di seguito un esempio che rende la mia descrizione molto più intendibile.

https://www.youtube.com/watch?v=iADYfOyQwhc


#2 Fine puntate, bomba:
Ok, rimaniamo in tema musicale.
Ogni fine puntata, i titoli di coda vengono accompagnati in maniera maestosa da una canzone scelta ad hoc per il momento. Mi spiego, la canzone centra al 100% con quello che abbiamo appena visto.
Tutto ciò ,oltre ad essere geniale, è un richiamo ad un hobby del protagonista maschile, Gus.
Dovete sapere che Gus è un nerd, vedi occhiali e fisico malaticcio. E in quanto nerd ha dei passatempi -o hobby- da nerd. Per esempio, e qua mi riallaccio a quello che stavo dicendo, si trova con i suoi molti amici a comporre canzoni a tema per i titoli di coda di film che, per un motivo o per l’altro, non ne hanno di adatte.
Qui un esempio.

Gus con maglietta Foo Fighters.

#3 È la storia de l’insicuro:
Eccoci al punto degli spoiler.
Immaginatevi, o voi insicuri, di conoscere una ragazza per vie del tutto casuali, e subito ve ne innamorate. Sapete già come andrà a finire no? Ecco, male.
In queste poche parole ho racchiuso l’essenza di Love e della vita di noi insicuri.
Vorrei poi precisare, che quando dico male, intendo proprio male male!
Della serie:
• Voi le fate i favori, lei se ne sbatte.
• Voi le salvate la vita, come premio vi fa uscire con la sua coinquilina.
• Voi le dite che l’amate e lei si comporta peggio di prima tipo che vi bacia, vi chiede di uscire, e poi: «che palle il posto in cui mi hai portato!», ed è tipo il vostro posto preferito.
• Sfotte senza cognizione di causa i vostri hobby, criticandovi.
• Per ovviare a tutto ciò voi andate con un’altra perché okkei stupidi ma fino ad un certo punto.
• Lei lo scopre, sclera, fa la pazza, stalkera la tua vita sull’internet e come se non bastasse, BAM, vi fa fare una figura di merda al lavoro.
• Basta fine degli spoiler.

La morale poi è sempre la stessa, più ci impegniamo e più le cose ci vanno male.


#4 Episodio 8°:
Non centra molto, ma l’ottavo episodio mi ha lasciato molto perplesso, non era per niente in linea con gli altri. Infatti, vado a vedere su Wikipedia e cosa scopro? Directed by Steve Buscemi.
E nulla, ecco perché.

Mikey e Gus in una scena della serie.

Concludendo, come dicevo prima, la serie è semplice ma ha un buon ritmo, è recitata discretamente bene e ci proietta un po’ nelle attuali tresche amorose; con tutte quelle cose tipo messaggi visualizzati, social network, droghe varie ecc…
Personalmente la consiglio a chi non ha voglia di fottersi il cervello con un nuovo “Breaking Bad” ma nemmeno spararsi un colpo con “Death Set”. Una via di mezzo insomma.
In oltre sappiamo già che la seconda stagione è in programma per il 2017 e conterà ben 12 episodi, due in più della prima.

Si lo so, sono stato un po’ sciacquo nell’analisi, ma secondo me basta così dai.
Alla prossima serie.

Con immutata stima
Emanuele Gi


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I miei appunti.

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