EXPOPXE, TUTTO E IL SUO CONTRARIO

Brevi considerazioni a margine di un Insicuro all’Expo.

Mi hanno sempre appassionato cose che la maggior parte delle persone definirebbe quantomeno strane.

I numeri, per esempio, ma non sono un matematico e nemmeno lo desidererei: semplicemente mi piace guardarli, controllare se sono primi, palindromi, analizzarne una sequenza, cercare un legame, risolvere qualsiasi serie di numeri in cui mi imbatto.

Mi appassionano i viaggi lunghi e magari solitari, dove sei costretto a stare solo con te stesso per tutta la durata del viaggio: immaginatevi che bella compagnia.

Mi hanno sempre appassionato quelle cose in cui puoi trovare una qualità e il suo contrario, una caratteristica e la sua corrispondente antagonista, ed è proprio per questa mia ultima passione che oggi scrivo di Expo.

Si, perchè Expo è un susseguirsi di contraddizioni una in fila all’altra, ed è forse per questo che è la più riuscita rappresentazione del mondo in cui viviamo.

Per esempio, ad Expo uno ha potenzialmente tutto il mondo a portata di mano, se non che si deve fare ore e ore di fila davanti ai padiglioni per poterci dare un’occhiata. Quindi, in realtà, per uno che vuole visitare l’Expo in una giornata e senza morirci dentro, tanto a portata di mano non è.

Certo che, se per vedere il padiglione della Svizzera mi ci vogliono due ore di coda, forse partendo da Milano a piedi faccio prima a vedere la Svizzera dal vivo.

Comunque questa è, secondo me, la prima somiglianza tra l’Expo e il mondo che dovrebbe rappresentare, perchè in fin dei conti, al giorno d’oggi, anche il mondo vero è tutto a portata di mano, e se hai un cuore grande e un po’ di pazienza (tanta),con un paio di scali aerei vai dappertutto.

La seconda pennellata di controversia che rende Expo il miglior dipinto della società moderna è quella storia degli sponsor, da sempre una storia malata, quasi malatissima. E’ chiaro che per un evento del genere servono soldi, finanziamenti, la grana, insomma. Però quale vuole essere il senso di un evento di tali dimensioni sulla sostenibilità dell’alimentazione, al cui interno vengono eretti ALTARI a multinazionali come la Ferrero o la Lindt?

Terza controversia (strettamente connessa con la seconda ma credo che valga la pena di analizzarla separatamente) presentata mirabilmente dagli organizzatori: come inserire in un contesto di Paesi diverse e tradizioni diverse il macigno della globalizzazione del cibo?

Come è rappresentata la globalizzazione, che chiaramente ha un risvolto notevole anche sull’alimentazione, ad Expo?

Non voglio dilungarmi tanto su questo argomento, parlerà per me la foto qui sotto: affianco al padiglione del Qatar si erge alta la M smussata di McDonald’s.

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In un evento che dovrebbe riportare la abitudini alimentari dei diversi Paesi del mondo, mi sembra abbastanza fuori luogo, considerando che la catena di fast food si sta espandendo a dismisura e in tutto il mondo. Se ci penso bene, se fra 50 anni dovessero rifare un Expo sul cibo nel mondo, all’interno di ogni padiglione potrebbe esserci il “tipico” McDonald’s del Paese.

“Vedete, noi il BigMac in Cina lo facciamo così!”

Ma in fondo anche questo è il mondo, perchè anche se hai a portata di mano la cucina di tutto il mondo, nessuno comunque ti vieta di mangiare un McToast.

IN SINTESI

Expo è un’ottima rappresentazione del mondo perchè c’è troppa gente in troppo poco spazio, e se sei un attimo indeciso su da che parte andare vieni travolto: la società non ha tempo per gli insicuri, c’è spazio solo per quelli che non pensano perchè “SANNO GIA'”.

Expo è una pessima rappresentazione del mondo perchè, se non hai un attimo di cervello, rischia di essere la fiera dello stereotipo Germania uguale Wurstel e India uguale spezie.

Expo è un’ottima rappresentazione del mondo perchè i padiglioni di Italia, Cina, Russia, Stati Uniti, Germania, Emirati Arabi e compagnia sono tutti originali e sfarzosi, mentre quelli dei cosiddetti Stati minori occupano un quarto dello spazio e sembrano delle scatole di cartone. E’ un’ottima rappresentazione del mondo perchè, una volta notata la differenza tra i padiglioni, la gente in genere prosegue, indifferente.

Credo che Expo sia una pessima rappresentazione del mondo perchè non voglio rassegnarmi a credere che tutta la gente sia indifferente.

Expo è un’ottima rappresentazione del mondo perchè ha la capacità di farti odiare la gente e di farti pensare: “Come sarebbe bello se ci fossi solo io”.

Expo poi è la meta perfetta per l’italiano medio, quello che mentre cammina con suo figlio per mano gli dice: “Ma guarda quanta cazzo di gen..” poi ti urta e si trasforma immediatamente in un gentleman inglese sfoderando un rotondissimo “I’m sorry”.

L’italiano medio si sente a casa ad Expo perchè può interessarsi al mondo senza farsi coinvolgere troppo: può mangiare felafel, riso al curry ed empanadas nella stessa giornata, fare aperitivo in Brasile, vedere il tramonto dal tetto della Polonia e poi fare festa in Olanda, però poi torna a casa sua, tra quelle quattro mura di sicurezza e routine.

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