HARDCORE – ХАРДКОР, NON BASTA NASCERE RUSSI PER ESSERLO.

(NON PUÒ CONTENERE SPOILER)



 

Praticamente, tra una puntata e l’altra di Boris stavo scorrendo la mia bacheca di facebook, quand’ecco apparire un’inserzione sponsorizzata che mi “consiglia” di visionare un video, questo.


Lo avete appena visto anche voi, sto parlando del trailer del film “HARDCORE HENRY”, lo sparatutto in prima persona che uscirà nelle sale italiane attorno al 14 aprile di quest’anno.
La mia prima regola nell’ambito “cineprese” è: «non giudicare mai nulla basandoti sul trailer», ebbene, oggi me ne sbatto altamente delle regole, faccio l’ACAB per un giorno e dico che questo film secondo me sarà una grandissima puttanata.

Andiamo per step.
5 anni fa, un anonimo Iya Naishuller, cantante di un’ancora più anonima band russa, i “Biting Elbows”(una via di mezzo indie tra i “The Offspring” e gli “Alien Ant Farm”), scrive e dirige il videoclip del loro pezzo “The Stampede”, utilizzando semplicemente una telecamerina tipo GoPro. La particolarità del prodotto è il susseguirsi in prima persona di effetti, sangue, botte spari e tette.
Il plot era classico. Un impiegato d’ufficio assieme ad un complice fa scattare l’allarme antincendio per rubare un aggeggio simile ad una valvola per amplificatori, che se bagnato, diventa una sorta di teletrasporto.
Pur non riscuotendo troppo successo, Iya dopo un paio d’anni gira il sequel del cortometraggio, sulle note di un altro loro brano:“Bad Motherfucker”, che a differenza del primo viene stracondiviso sui social, forse grazie alla novità del prodotto, ma più probabilmente per merito dell’immagine in anteprima: due belle tette, ancora.


 

La famosa anteprima. via youtube.
La famosa anteprima, via youtube.

Ora si stava parlando di videoclip musicali, ma come tutti sanno i russi sono famosi per le loro gesta parecchio fuori dalla normalità.
Ecco che il giovane Iya decide di fare il passone e, dal video musicale, salta direttamente al lungometraggio internazionale.
Nasce così HARDOCORE HENRY, 90 minuti di “pellicola” totalmente girato in prima persona a mo’ di videogioco.
Le carte per i grandi incassi sembrano esserci tutte: una bella figa da portare in salvo, armi semiautomatiche, i Queen, esplosioni, sangue, un super-nemico, un sacco di drughi in stile “Arancia Meccanica” e Tim Roth. Sì, nonostante il film sia russo c’è anche uno dei “The Hateful 8”.

Un “dietro le quinte” del film.

Fin qui parrebbe il solito regista emergente che cerca di fare il botto con qualcosa di nuovo, ma non sono d’accordo. E la cosa che me lo ha fatto capire è la didascalia che appare durante il trailer:
OGNI GENERAZIONE HA IL SUO FILM CHE CAMBIA TUTTO PER SEMPRE”.
Ecco, mia mamma me lo diceva sempre: «Emanuele, chi se loda s’enbroda», e forse questa è una delle poche cose che ho imparato da lei.

Insomma, c’è puzza di bruciato, qui mi pare che qualcuno stia cercando di fare il furbo. E per la serie “chi dimentica è complice”, dovremmo ricordare i vari Rec, Paranormal Activity e tutte quelle cazzate girate con quel finto amatoriale che sembrava voler rivoluzionare la storia dell’horror. Ma non è così. Nel cinema il detto “morto un Dario Argento se ne fa un altro” non vale, proprio no.
E vorrei concludere fissando 2 concetti:
Uno, dopo “Shot ‘em Up”  e “Machete” nessuno sparatutto sarà degno d’esser chiamato tale.
Due, usare la parola hardcore per titolare un film è sbagliato; per me di hardcore esistono solo i Grandine.

Comunque staremo a vedere.

Con immutata stima
Emanuele Gi

2 Comments

    1. yo Ale.
      Ovviamente hanno fatto le cose per bene, non dico di no, anzi.
      Il problema sta nella pubblicità che stanno facendo. Veramente mi ricorda troppo quella di “paranormal activity”. Non so se ti ricordi.
      Comunque staremo a vedere, sarò il primo a parlarne bene se ne varrà la pena!
      Daje

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