IMBRUTTENZE – SCARICA D’INIZIO ANNO


“COSA MAI STA SUCCEDENDO?!”
Questo è ciò che ho pensato nei primi giorni di Gennaio 2017, sentendo  un’improvvisa ondata di positività da parte di tutti miei cari. I cenoni e gli spumantini questa volta devono esser stati digeriti proprio bene, perché mi sembra che molti siano carichi come mine per questa nuova annata, tutti pronti a collezionare un pò di momenti magici e quality times. Io stesso sono stato contagiato da tutto questo clima da Medjugorje, iniziando a “CONSIDERARE” il fatto che dovrei vivere con un pò più di serenità la mia vita; sta tutto nelle piccole cose, ad esempio: se non ti stai godendo la giornata, pensa che potresti morire di aneurisma nel sonno per avere immediatamente una scarica di buona volontà. E’ doping per la mente!

Questa grande voglia di cambiamenti però è solo apparenza, una partita di poker contro noi stessi nella quale la nostra mente continua a dirci di avere una scala reale, quando in realtà sta giocando con le carte di Yu-Gi-Oh. Dove sono i fatti? Per carità, magari sono troppo severo a parlare così già nel primo mese dell’anno, ma escludendo i progetti già avviati precedentemente i cambi di rotta sono stati davvero pochi, e molti di questi mirano ad emulare il Titanic. Figuratevi, conosco persone che per 365 giorni non hanno fatto altro che parlarmi della loro intenzione di entrare in politica a gamba tesa e rompere una rotula al sistema con idee innovative (tutte work in progress, ovviamente), e quando ho chiesto a questo trio di Illuminati lo status dei loro preparativi, ho scoperto che due di loro hanno perso la voglia e la dignità, mentre l’altro, il più audace e vorace, sperava di essere assunto come gelataio con contratto a chiamata; NWO, fatti da parte.

Hanno iniziato bene invece gli studenti (complice la sessione), che si sono cimentati in un’attività del tutto nuova: una maratona di studio, così intensa da farmi seriamente preoccupare per la loro salute; ogni tanto ho scritto loro così, giusto per sapere se stessero bene o se tutta questa voglia di apprendere fosse frutto di febbre o morte imminente. Dato statistico curioso, però: più o meno intorno al 13 gennaio, molti si sono trasformati da soldati pronti allo sbarco in Normandia a tanti Silvio Berlusconi, rimandando quanti più appelli possibili. L’ardore di quelli che poco prima erano grandi condottieri si è trasformato in cenere, lasciando il posto a gusci vuoti che ripetono “Non c’è futuro, andiamo a bere, non c’è futuro”. Grazie a Dio hanno un amico come me, sempre pronto a portarli al baretto meno adatto alla situazione, tanto offrono loro.

Vi è poi il reparto più borghese, i servitori del Capitale, gli scapoli più rari ed ambiti (ma incompresi): i lavoratori. I più sono partiti a razzo verso la scalata della piramide aziendale, puntando ad un’agognata promozione da stagista a Mr. Scartoffie part-time pagato a voucher, ma vi è anche chi ha pensato in grande. “Ecco il modello della mia start-up!”, “Beccati il mio sito web che vende magliette con grafica rubata!”, “Venderò caffè per Organo Gold!”, “Aprirò la mia azienda con Black-jack e squillo di lusso, ma senza Black-jack!”. Sì, bravi, grandi, belli. BELLI. Già li vedo mentre scuotono il bacino arrogantemente, lanciando centoni con un sigaro dal filtro d’oro in bocca comprato con le loro grandi idee da Steve Jobs e qualche caffè al sapore di merda. Invece,  stanno già tutti contando i giorni che mancano alle ferie, periodo che useranno per cercare un impiego migliore che cambierà per sempre la loro vita; inutile dir loro che non lo troveranno nelle discoteche di Riccione mentre proveranno a rimorchiare una diciassettenne. Credo.

Ma mai, mai nessuno potrà eguagliare la positività di certi aspiranti cervelli in fuga (dai proprietari). Elementi molto enigmatici, costoro: passano le giornate a vivere in casa con mamma e papà, inviando a malapena qualche curriculum via e-mail per posti di amministratore, capo cantiere e Presidente del consiglio, con la convinzione che il fatto di non possedere diploma, patente, esperienza o facoltà mentali “non sia poi un gran limite, se c’è l’impegno e l’onestà.” [cit.]


Sognano una Germania che li accolga nell’industria, un’Inghilterra che faccia finalmente sbocciare il loro talento musicale ed una Spagna che permetta loro di continuare a fare schifo MA in Spagna. Questa categoria di cabròn è forse l’unica che continua imperterrita a credere nei propri sogni, anche se dal divano e dalla tavoletta del cesso. Beati loro, da un certo punto di vista.

Per ognuna di queste categorie vi sono ovviamente delle eccezioni, dei grandi portabandiera che le fanno risaltare con successi ed un coraggio quasi spaventoso, ma la maggior parte dei campioni utilizzati in questa professionale analisi sociologica è accomunata da un entusiasmo morente che non posso biasimare, poiché autoconvincersi di star bene e che tutto improvvisamente stia migliorando è un atteggiamento autodistruttivo. Bisogna sapere che le cose non vanno per il verso giusto per poterle affrontare. Bisogna sempre sapere che la vita è IL nemico, tutti gli anni e tutto l’anno. Ed il mio buon proposito per il 2017 è cercare di ricordarvelo il più spesso possibile.


P.S: Mi scuso se a tratti sono sembrato Paolo Fox, ma se vi piace potete immaginare questo testo letto con la sua voce.

One Comment

  1. Mirabolanti casi di personalità che non portano altro che ribrezzo sociale giudicando il prossimo senza prima farsi magari un piccolo auto-esame, che si auto compiacciono solo lamentandosi senza mai prendere in mano la propria vita per, magari, sollevarsi dal proprio squallore… nell’insieme però risulta piacevole da leggere.

    Pippo

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