INDIGENZA MORALE

Come prima prova di volo sulle ali de L’Insicuro propongo una riflessione intorno alla questione della povertà o dell’indigenza considerata, per citare le fazioni che hanno fatto la triste storia del Secolo breve, uno stato mentale o una forma inevitabile, da parte della tendenza liberale oggi egemone, oppure uno stato materiale, da parte della tendenza materialista uscita stracciata dall’agonia culturale degli anni Novanta.

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Dal mio umile punto di vista propongo invece di interpretare la povertà “2k15”, come scriverebbero i PR in un post oppure in un volantino promozionale, come uno status quo imposto dalle forze politico-economiche cosiddette egemoni al candido cittadino occidentale, per di più imbambolato al termine del suo periodo di massima espressività da cui vi scrivo – al principio di settembre -, quello vacanziero.

Per indagare intorno alle ragioni di affermazione e quindi proliferazione dello status quo ritengo opportuno, prima di tutto, sfuggire al fascino del palcoscenico, ovvero all’abbagliante realtà geopolitica globalizzata e globalizzante che lo incornicia, per concentrarsi sugli attori che abitano questo palcoscenico, o meglio sui personaggi in cerca di autore che deambulano su questa scena.

Gli attori, come si può facilmente comprendere, siamo noi, candidi cittadini occidentali. Se non fosse che di candore ce n’è rimasto poco – e Voltaire resterebbe sconvolto di fronte alla nostra incapacità di interpretare il suo personaggio più comune, Candido -, mentre per quanto riguarda la cittadinanza sarebbe ingenuo non osservarne la dimensione frammentaria, a tratti esaltata, se consideriamo che la persona giuridica della corporation non se la passa un ca… male, a tratti negata, se consideriamo che per la NSA (National Security Agency) e per la lotta al terrorismo vale tutto, escluso il diritto alla riservatezza per i cittadini e l’habeas corpus per i terroristi sospetti.

Resta tuttavia l’attributo occidentale, eccome se resta! Attorno a esso stiamo costruendo una casamatta con un imponente perimetro minato da carnevalesche operazioni intitolate Mare Nostrum, Triton e via dicendo. Ed è forse questo stesso mitico attributo o qualità millantata che compromette la nostra corretta comprensione dello status quo.

Sì. Perché il Candido di Voltaire solca il Mare Egeo, percorrendo la rotta contraria a quella dell’odierna grande diaspora mediorientale, inizialmente per amore e quindi per trovare la propria libertà attraverso la conduzione di una vita agreste e frugale.

Sì. Perché chi pratica la cittadinanza con consapevolezza collabora con le autorità oppure, in assenza di quest’ultime, si batte per la Giustizia invece di intralciare le operazioni di soccorso scegliendo le isole greche come meta vacanziera.

Sì. Perché Occidente è quasi sinonimo di benessere intellettuale, perché no, materiale, indubbiamente, ma non è di certo sinonimo di benessere morale, ovvero di benessere puro, reale, ripulito delle scorie di un benessere meramente concettualistico oppure ingenuamente materialistico.

Ecco dunque smascherata la colonna portante dello status quo. Si tratta dell’indigenza morale a contrasto della quale, su L’Insicuro, organizzeremo una resistenza strenua e accanita.

Bentrovati!

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