ALCUNE CHIACCHIERE CON FRIDA CASTELLI


Questa è l’intervista a Frida Castelli, un’illustratrice misteriosa. Quasi nessuno sa chi sia veramente, ma dal suo debutto sui social, in aprile, molte persone si sono innamorate della sua arte. Non ci stupisce: è successo anche noi dell’Insicuro. Succederà anche a voi? Sono Insicura di sì.

 

  1. Chi come noi vede una delle tue illustrazioni su Instagram spesso non si rende conto della ricerca che sta dietro l’immagine: quali sono le tue tecniche preferite? Come concepisci le diverse fasi del tuo lavoro?

«Ogni disegno nasce con l’idea di rappresentare uno stato d’animo nel modo più preciso possibile, per poterlo comunicare in maniera chiara e dettagliata.

Il processo nasce quindi con un momento di riflessione e analisi, di scansione di tutte le emozioni come se fossero oggetti da recuperare in uno scantinato, metterli in ordine, catalogarli e infine esporli. Sul lato pratico si tratta di fare qualche bozza veloce, definirla con la matita e poi colorarla. Come colori di fondo utilizzo inchiostri ecoline, definisco le ombre con le matite colorate e infine traccio i contorni con i markers Pantone».


  1. Fotografia: sul tuo sito ha una categoria a parte. Convive regolarmente con i tuoi disegni? Fa loro da supporto?

«In realtà la fotografia è un’arte che non mi appartiene. Ho fatto qualche scatto ai letti delle camere d’albergo che hanno significato qualcosa di estremamente profondo per me, ma sono solo appunti».


  1. Collegandoci a questo: sotto una delle tue foto, nel sito, è scritto “Se vedi solo un letto non eri in questa stanza”. È innegabile che la tua arte grafica sia esaltata dal tuo talento poetico. Quando leggo le descrizioni con cui accompagni i tuoi disegni sui social, leggo frasi molto curate, mai casuali: creano un cortocircuito con l’immagine che stupisce, a volte stordisce. Possiamo chiamarle piccole poesie?

«Ogni disegno nasconde una storia molto importante per me, che cerco di approfondire con qualche frase scritta molto istintivamente. Non so se agli occhi di chi legge siano piccole poesie, ma per me è il racconto in pillole della mia storia d’amore, la poesia più intensa che la vita mi abbia mai dedicato».


  1. Il tuo sguardo alle cose, trasposto nel disegno, a volte esalta in maniera inaspettata alcuni dettagli non solo del corpo, ma della realtà quotidiana che ci circonda. Uno ha colpito alcuni di noi, ci ha attirato: lo smalto rosso che spesso ritorna. Un rosso ciclamino? Un rosso magenta? Ha un significato particolare per te o una valenza estetica precisa?

«Ho sempre le unghie smaltate di rosso. È solo un piccolo vezzo femminile senza nessun significato preciso».


  1. Hai già esposto le tue opere, ti andrebbe di condividere con noi qualche progetto futuro?

«Nell’immediato sto preparando delle stampe da vendere nel mio negozio on-line. Sto anche lavorando al secondo volume del libro e sto collaborando con Roberto Bottazzi, un talentuoso artigiano dei gioielli per realizzare una capsule collection basata sul tema del cerotto. Questa collezione per me ha un significato molto importante che merita un discorso a parte».


  1. Arte erotica: è una categoria che senti rappresentarti correttamente o ti sta stretta?

«Credo che sia la categoria più vicina a quello che faccio, anche se non si tratta solo di rappresentare situazioni ritenute comunemente erotiche».


  1. Fonti di ispirazione: sarebbe facile e forse troppo facile immaginare che in ciò che disegni ci sia tanto di autobiografico. Magari, invece, l’ispirazione ti proviene da libri che leggi, film che guardi, canzoni che senti alla radio. C’è una situazione particolare che stimola il tuo estro creativo?

«Ogni tavola rappresenta una situazione realmente vissuta da me, da sola o insieme al mio uomo.

Ciascun disegno è una dedica a lui, una celebrazione dell’amore che provo e il mio modo di dargli il buongiorno tutte le mattine.»


  1. Rispetto per il privato di un artista: mi piace come non traspaia, online, la tua biografia. Per quanto ne so, Frida Castelli potrebbe essere nella realtà un distinto signore di Napoli sulla sessantina. Credi che questo (apprezzato e non banale) riserbo si spieghi anche con il contenuto delle tue opere o immagini avresti gestito in questo modo la tua ‘immagine pubblica’ in ogni caso?

«Credo che sia secondario, rispetto a quello che faccio, sapere quanti anni ho, da dove vengo e dove ho studiato. Non mi piace attirare l’attenzione, non sono quel genere di persona. Chi vede i miei disegni sa già  tutto di me, è tutto lì. La mia faccia, il mio corpo e le mie emozioni».


  1. Cosa mangia Frida Castelli a colazione?

Sicuramente salato. Generalmente focaccia, spremuta d’arancia e caffè senza zucchero.


Le opere di Frida le trovate su instagram, al sito della Fondazione Frida Castelli e alla pagina ufficiale di Frida Castelli.

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