LA BILE DI GRAVIDE: LE RECIDIVE DI GIANLURIDO

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Capodanno: per i più fortunati l’ennesima occasione di sbronzarsi in strada, per pochi eletti un vero party con baite&laide innevate… per noi altri invece? Una somministrazione intensiva di Amadeus, countdown ed altri terribili disagi socio-televisivi.
E così, tra orologi in anticipo e messaggi subliminali contro divinità dalle fattezze suine, su Canale 5 andava in scena uno di quegli spettacoli che non vorresti perdere per nulla al mondo (di quelli che ti fanno rivalutare una vita ai margini della fiesta loca): il featuring D’Alessio-Grignani live -LIVE!!!-. Fin qui nulla di gradevole (su certe cose non si dovrebbe nemmeno scherzare), se non fosse per il tasso alcolemico versolinfinitoeoltre del nostro impavido Gianlurido!

Figo, ma perché parlarne con due settimane di ritardo? Perché: 1. Posso nascondere la mia pigrizia dietro i disguidi avuti dal nostro sito 2. E’ morto David Bowie, collegato a doppio filo con il nostro Duca Bianco nazionale 3. Fatevi i cazzi vostri.

Gianluca Grignani nasce il 7 aprile 1972 a Milano, dando da subito un forte impulso alla concentrazione di sostanze stupefacenti nelle acque del Po -con la gratitudine di tutta la Lega-, iniziando di conseguenza ad inanellare un’impressionante serie  di partecipazioni a Sanremo; non un grande trampolino per l’artista milanese, che si trova ancora a riproporre pezzi di vent’anni fa.
Sin dagli albori della propria carriera però, Gianlurido intraprese anche un glorioso cammino verso l’ignoranza, una realtà parallela fatta di trash, eccessi e collaborazioni imbarazzanti.

Era il 1995 quando Grignani, invitato alla consegna del Telegatto -vera ossessione di Di Caprio-, si calava in un goliardico siparietto con sua eminenza etilica Vasco Rossi. L’indole dei due artisti si riassumeva così in un breve ma incisivo scambio di battute, tra un “Grignani è molto bello, ma forse non sapete che è un po’… -gesto eloquente di frocezza-“ ed un “Vasco ne ha bisognoooo!!!!”: TV Sorrisi&Canzoni iniziava a scavare celere la propria fossa.

https://www.youtube.com/watch?v=LIrqmlYL4dQ

(Vale la pena ricordare che forse proprio questo primo episodio portò Vasco a definire l’amico come “il John Lennon italiano”).

Passano poco più di dieci anni e tra un tormentone dell’estate e una pista di inverno, Grignani si trova invischiato in un’altra situazione poco piacevole. E’ il 2007 quando viene indagato all’interno della “Operazione Paradiso”: un’indagine che oltre a fare riferimento all’unico pezzo famoso dell’artista, stava smascherando un sensibile traffico di cocaina in un bar lombardo. In quell’occasione ci pensarono i fan a difendere in rete il cantautore milanese, per cui persino Cremonini (già allora consumatore n.1 del Fantabosco) spese belle parole -che perciò non ci preoccuperemo di citare-.
Da lì l’artista iniziò la sua parabola discendente, che lo portò ad una gradita latitanza televisiva con poche ed indolori apparizioni in video.

FINO AD ORA.

Quale occasione migliore per tornare alla ribalta, se non sabotando un live in diretta TV di Gigi D’Alessio?! Che poi diciamocelo, il primo motivo di imbarazzo era senz’altro la situazione in sé. Il povero Gianlurido sale tutto carburato e prima gli danno una chitarra che non funziona, poi lo fanno duettare con quel poraccio. Ma il nostro eroe, sprezzante del pericolo, si cimenta in una performance genuina e generosa-altro che Nirvana ed Alice in Chains-, lui ci mette il cuore schivando gli abbracci e i vocalizzi di D’Alessio, regalando uno show indimenticabile.
Che poi, a dirla tutta, quello terribilmente fuori luogo (per timbro ed intonazione) era il “sobrio” dei due, eppure nessuna macchina del fango si è mobilitata per asfaltare quel parassita neo-melodico.

Per cui questo articolo vuole ringraziare Gianluca Grignani per due motivi, aver sopperito alla mancanza di internet con il video de “L’Aiuola” e aver dato un senso al mio Capodanno.

https://www.youtube.com/watch?v=QvFB3VOGc6s

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