LE RECENSIONI DI GRAVIDE: DEAD CROSS, GENTE STRANA

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Il mondo è un posto pieno di gente strana, spesso di merda eh, ma altre volte semplicemente eclettica e/o bizzarra. Non di rado poi, come persone pessime coltivano rapporti altrettanto pessimi, così la gente creativa imbastisce rapporti con individui singolari.
Tutto questo teorema da filosofi della fattanza è chiaramente dimostrabile anche nella musica, dove basta poco per attirare a sé curiose opportunità come quella colta dal gruppo di oggi, affacciatosi al mondo nemmeno due settimane fa.

Pensate allo studio di Lucarelli, pieno di cartonati in penombra, entrate nel mood narrativo e facciamo un passo indietro.

Uno dei batteristi metal più famosi della storia, Dave Lombardo, viene piantato in asso da uno dei suoi tanti progetti satellite -nella fattispecie i PHILM ndr– alla vigilia di un piccolo tour, una cosa fastidiosissima indipendentemente dalla carriera che hai fatto. E’ un po’ lo scazzo cosmico che ti prende quando convinci i tuoi a lasciarti casa libera per un weekend di sesso selvaggio e scopri che lei quel fine settimana trivella già con un altro.
Diciamo però che se sei il batterista degli Slayer, il Signore delle tenebre è sempre felice di offrirti una seconda possibilità e, così, alla porta di Lombardo si presenta una vecchia conoscenza: Justin Pearson dei Locust. Quest’ultimo è appena uscito da una band (i Retox) che non è mai esplosa veramente, nonostante i presupposti assolutamente incoraggianti.
Accade perciò che Pearson e Lombardo decidano di fare un gruppo al volo per non dover cancellare le date del tour dei PHILM, di mettere insieme qualcosa di musicale da portare sul palco e sbattere in faccia alla gente.

I Dead Cross (sì il nome fa un po’ cagare…ma vabbè).

Una band che ancora prima di mettere mano allo strumento -doppi sensi onanistici a parte- può vantare una Line-up radioattiva costituita da: Gabe Serbian alla voce e Justin Pearson al basso (entrambi ex Locust), Mike Crain (Retox) alla chitarra e Dave Lombardo alla batteria appunto.
Ineccepibile, non c’è che dire, ma “che genere fanno questi, quindi?”.

Eheheh, adesso arriva il bello: questa gente si è messa a fare HC e di quello malato ed epilettico per giunta! (D’altrone con una sessione ritmica così…)

Capirete che quando un mese fa mi erano arrivate all’orecchio tutte queste voci, non stavo più nella pelle, la curiosità mi mangiava vivo; ma non avrebbero fatto alcuna data prima di dicembre e quindi tutto era avvolto da una miscela di mistero e gossip farlocco in stile “Novella 2000”.
Ora però che alcune tappe del tour sono passate ed i Dead Cross hanno visto finalmente la luce del sole, abbiamo effettivamente qualcosa di concreto -strano eh?- di cui ciarlare.
Gli inediti proposti @The Casbah sono brevi e velocissimi come nel DNA di Serbian e Pearson, nei quali però la mitraglietta di Satana imbracciata da Lombardo porta la cosa a livelli veramente cruenti. L’atmosfera convulsa ed elettrificata che ne scaturisce rende ancora più efficaci sia un genere solitamente troppo sterile che le canzoni dalla durata così esigua.
Tutti i dubbi riguardanti la coesione di mondi e stili differenti vengono spazzati via, lo scetticismo che contrapponevo alla mia curiosità era assolutamente fuori luogo. Anche perché gli artisti così eclettici non sono soliti replicare qualcosa di cui hanno già abusato in passato, lo dimostra il fatto che i Dead Cross non abbiano nulla a che vedere con un accoppiamento forzato tra gli Slayer ed i Locust (#zoocoreporn).
A sorprendere è anche l’energica umiltà con cui si pongono al pubblico, in un locale dal palco piuttosto angusto che però onorano a meraviglia, non risparmiandosi mai e dando tutto in quei due minuti per canzone (Crushed under the Wheels of Progress, provare per credere).

Che dire, un supergruppo che si trova a fare Hard Core non è una cosa di cui sentiamo tutti i giorni e ci sembra meno infantile pensare ai Power Rangers che si incastrano tra loro creando Megazord, ma se i risultati sono questi…giù il cappello.
Stando alle parole di Lombardo (che comunque aveva già collaborato con Mike Patton in passato, mica la Pimpa) a breve verranno pubblicati due brani dei Dead Cross prima di un full-lenght che ha già la nostra attenzione(sicuramente la tua, oh estasiato lettore de L’Insicuro), staremo a vedere.

P.S. I metallari puzzano e quelli che fanno punk si alcolizzano e non sanno suonare

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