LE RECENSIONI DI GRAVIDE: GENITALI EXPOSTI

Come sicuramente saprete da ogni canale mediatico sulla faccia della Terra, l’Expo Milano 2015 è finito. Giustamente il tutto potrebbe essere condito da un legittimo e moderno “Cazzomene” ma -si sa- la vita è una merda, specie se sulla nostra strada si immola un mostro sacro del calibro di Leone di Lernia.


DiLernia3(sconosciuta)


Il Freddie Mercury del trash italiano (Trani, 1938) ha subito colto questa occasione per piazzare l’ennesimo singolo di una carriera trentennale, di cui forse alcuni neppure sentirebbero la mancanza. Supportato dallo Zoo di 105 (non chiedetemi di più, la radio è uno strumento misterioso che ha pure il coraggio di scegliere la musica al tuo posto) il Leone nazionale ha pubblicato un video in tempo record, blaterando terronismi sulla base di Sweet Home Chicago (ebbene sì, sfruttando a pieno il trito gioco di parole, tenetevi pronti).

https://www.youtube.com/watch?v=ucqoBP5yuPY


Il prodotto può essere subito paragonato ad una di quelle torte che capita di vedere in TV, invitanti ed apparentemente gustose che però, al primo morso, ci condannano ad una vita di diabete e trapianti di pancreas. Qui la faccenda è la stessa, un pezzo trash, sulla base banale di una canzone banale, inserito in un video che -porca troia vi giuro- la mia cuginetta di 5 anni avrebbe saputo fare meglio.
Che colera.
Lo aprite tra la curiosità ed il divertimento generali -ma di chi?!- e vi ritrovate a vedere un panzone di 70 anni che si dimena ubriaco mentre sullo sfondo si susseguono fondali ridicoli ed artefatti, con tanto di squinzia che finge di saper suonare la chitarra con lo stesso savoir faire di Stephen Hawking.
Il testo poi, manco a dirlo, è un’accozzaglia di minchiate dal suono esotico e gutturale alle quali non riesce il compito di creare nulla di satirico, di mezzo però ci finiscono comunque prodotti gastronomici di nicchia, politici e ovviamente un po’ di gnocca. Il fatto è che non puoi basare la tua carriera su tre decenni di parodie bifolche e poi pretendere di saper architettare un’arguta ed ironica critica ai poteri forti che hanno tirato le fila dell’Expo.
Cioè, puoi, ma fai una figura di merda -meritata, ndr-.
E quindi nulla, meglio Gigione…ciao.

Campanilismi a parte, se si pensa che l’unico brano di protesta -piuttosto che di analisi- verso un evento così controverso, sia arrivato da Leone di Lernia, forse dovremmo farci qualche domanda.
Ed essere pronti alle eventuali risposte.
L’unica nota lieta? L’imitazione esilarante di Ollio fatta d’improvviso sul finire del brano.
Lascio comunque giudicare a voi, sperando di rovinarvi la settimana già di martedì!

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