LE RECENSIONI DI GRAVIDE: MOUNT NINJI E QUELLA ROBA LI’

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Settembre se ne è andato come ogni anno, privandoci dell’estate, dell’ozio e di qualche tipella fica d’occasione.  Quello che ci ha lasciato in dote stavolta, al di là delle foto di Diletta Leotta, è senz’altro il nuovo album dei Die Antwoord.

Mount Ninji and da Nice Time Kid è infatti uscito il 16 settembre, mosso da grandi aspettative alimentate dagli stessi autori, che avevano parlato di qualcosa di diverso dai soliti smascellamenti grezzi.

L’album fa seguito a Donker Mag, uscito nel 2014 e forse passato fin  troppo sotto traccia anche negli ambienti più underground (che fa sempre chic anche quando sta ad indicare, come in questo caso, un manipolo di raver in calore), facendo pensare all’ennesimo gruppo destinato a diventare parodia di sé stesso.

Ma non facciamoci venire i sudorini freddi e andiamo a vedere, senza competenza alcuna, come sia riuscito questo ultimo loro lavoro.

Il disco -dal nome anche piuttosto epico- si presenta quasi come una fiaba sonora, con il primo brano “We Have a Candy” che si presta ad essere una…suggestiva introduzione al tutto. Okay, i topic non sembrano essere cambiati: droga, sesso, Zef, soldi, droga, sesso… ma almeno l’impiattamento parrebbe riservarci delle sorprese.

E INVECE NO.

O meglio, quasi. Perché il “concept” dell’album (se proprio vogliamo essere profondi) ha un’andatura molto altalenante, come le dinamiche al suo interno. L’atmosfera fiabesca infatti, che ci fa un po’ pensare ai fratelli Grimm sotto cassa, è intermittente e a volte troppo labile, sovrastata spesso da pezzi superficiali oltre che fuori contesto. Ed anche quando poi viene ripresa poche tracce più in là, il mood ormai si è un po’ spezzato.

Un vero peccato, che forse denota ancora un pizzico di immaurità in Yo-Landi e soci.

I brani interessanti ad ogni modo non mancano, anche perché godono dei soliti dissing subliminali, con l’aggiunta però di qualche featuring molto stimolante esulando anche dall’ambiente prettamente musciale. Nel pezzo “Gucci Coochie” (anche voi state pensando a Funky Gallo di Zucchero eh?) i Die Antwoord citano e campionano la succulenta star del burlesque Dita Von Teese -una che ha avuto il coraggio di chiavarsi Marilyn Manson ndr-, in “Shit Just Got Real” invece partecipa Sen Dog dei Cypress Hill (chissà che seratona in studio), per poi ospitare l’attore Jack Black nel brano “Rats Rule”.

 

Un discorso completamente a parte lo merita il precoce Lil Tommy Terror, protagonista di due pezzi dai titoli piuttosto…evocativi -Wings on My Penis e U Like Boobies?-. L’artista, di cui non si conosce l’identità, al momento dell’incisione pare avesse 6 anni d’età. Giustamente, che cazzo te ne frega del primo giorno di scuola se prima devi andare in studio a dire al mondo che vuoi le ali sul pisello? Eh!



Insomma, avrete già capito che la follia di questi reietti sudafricani non si è ancora esaurita, a mio avviso però andrebbe accompagnata da uno sviluppo un pochino più maturo visto che Mount Ninji and da Nice Time Kid è comunque il loro quarto lavoro in studio.

Nonostante ciò si tratta comunque di un album godibile, che dà qualche spunto in più rispetto ai precedenti, come tatto emotivo e potenziale evoluzione futura.

No alla droga, sì a Gesù.

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