LE SFIDE DI GRAVIDE: PISTOLEROS MESCALEROS

 

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Round 1.

Che titolo del cazzo eh? Ma vabbè…se cercate qualcosa di serio vi siete evidentemente smarriti. Comunque sia oggi è arrivata l’ora di un’altra VideoBattle, un mezzogiorno di fuoco nel bel mezzo del deserto, roba da western o da gabber che mordono piante grasse.

Con ogni probabilità le band duellanti sono una raffinata sintesi di entrambi gli insiemi, da una parte abbiamo dei veterani nel loro habitat naturale -i Kyuss– mentre dall’altra ci sono gli stranieri (no, non i neomelodici), misteriosi e spacconi come da cliché: i Puscifer.

Partiamo proprio da loro dicendo che sono uno dei due (ma potrebbero essere duemila) side-project dell’eccentrico Maynard James Keenan, già frontman dei TOOL prima ancora che degli A Perfect Circle; che in questo frangente si accompagna ad un altro fuoriclasse del calibro di Tim Alexander (Primus).

Già qui viene l’acquolina pensando a tali collaborazioni ed infatti ci troviamo di fronte ad uno di quei super gruppi che hanno sempre delle perle da offrire a porci come noi, sulla falsa riga dei Them Crooked Vultures per intenderci.

Chi segue Maynard poi, saprà che è una vera garanzia quando si tratta di creare e sublimare materiale musicale, un artista cangiante e mai banale che anche questa volta lascia di stucco. Il video in questione è “Grand Canyon”, il primo singolo estratto dal nuovo disco che uscirà il prossimo 30 ottobre –Money Shot– e che, a giudicare dal primo estratto, promette scintille.

Il mio consiglio è il seguente: luci spente, porta chiusa, schermo intero ed erba pipa, il tutto seduti comodi comodi e pronti per immergervi in un viaggio che sta a metà tra l’esoterismo e National Geographic, ma anche tra Breaking Bad e True Detective.


Parliamo di immagini mozzafiato all’interno del Grand Canyon National Park, riprese da Gavin Fisher e Odin Wadleigh, il tutto diretto dallo stesso M.J. Keenan, che ci danno la netta sensazione di essere dissociati dallo spazio, dal tempo e dal nostro stesso corpo.

In un time lapse non troppo frenetico esploriamo e sorvoliamo gli antri di questo spettacolare paesaggio proprio come se fossimo lì, imbottiti di sostanze scoppiettanti; gole rocciose intervallate da cactus in fiore fanno da cornice a tortuosi rigagnoli di acqua purissima…

….che trip cazzo….

Per finire in bellezza, ebbri di tali meraviglie che l’Universo ci dona (un affettuoso pensiero al canyon di ognuna di voi <3), possiamo notare un luchador -con un fisico da maestro di spadine- allenarsi in maniera goffa sul ciglio di un burrone, sorvegliato da un tetro testimone di Geodude.

Come se non bastasse anche il testo, la sua metrica, le voci e la melodia fanno da contrappunto ad un’esperienza che è quasi extra corporea, un inno avvolgente alla “Grand Holy Mother” ed alla sua soprannaturale magia.

Che dire, Maynard pare non sbagliare mai un colpo ed anzi, migliora se è possibile, uscendo dal solito mix occulto-perverso per lanciarsi in qualcosa che abbonda addirittura di colori caldi e vitalità.

Di fronte a tutto ciò, come potranno i Kyuss e la loro “One Inch Man” affrontare una sfida simile?

Lo vedremo la prossima settimana.


To be continued…

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