BOULEVARD OF BROKEN DREAMS

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L’intenzione dello scritto che segue è  offrire all’Insicuro una traccia rudimentale per crittoanalizzare, decriptare, interpretare e semplificare l’enigmatico movente politico che fa da sottotraccia al nostro vivere sociale quotidiano.

Lo scritto propone di seguito una serie di codici svelati; si tratta di algoritmi che organizzano -disordinandone i fini auspicabili- la società odierna.

 

Il codice napoleonico

Non va confuso con il più noto codice di diritto finalizzato all’ordinamento civile dei territori conquistati dalle truppe napoleoniche. Per codice napoleonico intendo quell’orientamento politico che traspare dalla convinzione diffusa che così traduco in prima persona:

Da grande avrei voluto tenere in scacco genti straniere e sterminati territori come un Cesare o un Napoleone, ma ora che sono adulto sono fiero di emulare i due illustri condottieri minacciando con il mio SUV l’intera area pedonale di un borgo cittadino oppure l’area adiacente la scuola di mio figlio.

 

Il codice genetico modificato

L’ingegneria genetica rappresenta un’inquietante sfida etica dei nostri tempi, nonostante le sperimentazioni di mutazione genetica in campo politico incontrino ormai una diffusa tolleranza popolare. Penso ad esempio alla sempre più numerosa presenza di donne emancipate e per l’emancipazione femminile nei ranghi e ai vertici delle fazioni reazionarie continentali.

Per codice genetico modificato intendo quindi richiamare l’attenzione su quell’orientamento politico contraddittorio -appunto modificato- che sembra oggi guidare le donne politiche destrorse e che così traduco in prima persona:

Ora che sono padrona di me stessa in un partito di padroni, va bene così! Che m’importa di voi altre là fuori? Posso essere vostro simbolo ma non chiedetemi di condividere il mio padronato, sarò capa e istituirò un culto, non possiamo mica essere tutte padrone!

 

Il codice di commercio

Il codice di commercio regolamentava -almeno un tempo- gli scambi di beni, fino a quando il suo acuto compilatore non si è posto il prometeico obiettivo di regolamentare un nuovo bene più complesso e difficilmente equiparabile agli altri, il vivente, a partire dalla sua espressione pratica in forma di lavoro per arrivare alla maternità. Un tempo, come oggi, questo movimento mercatista ha incrociato la spada con avversari degni e meno degni.

Tra i primi annovero l’Umanitarismo del XIX secolo e il Movimento per i beni comuni dell’epoca attuale. Purtroppo il coraggio politico degli interpreti di questi movimenti viene a volte intaccato dalla prepotenza capricciosa degli esponenti di una frangia rottamatrice che solitamente, penso ad esempio alla questione della maternità surrogata, così si esprimono in prima persona:

Ho certamente a cuore l’uguaglianza di tutti gli uomini ma, dal momento che sento il desiderio di qualcosa, quasi quasi me lo compro, in modo da capitalizzare il mio avanzamento, poi per gli altri si vedrà!

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