COME TE LA SMENTISCO: MERKEL COMANDA COLOR

angelona


Per la serie rispondiamo a quesiti esistenziali, oggi parliamo di Germania, e in particolare di quanto la faccia della sua Cancelliera istighi inspiegabile rabbia a molte persone.

Quando qualcuno dice «La Germania prende le decisioni per tutti gli europei» o peggio ancora «La Merkel vuole farci fuori dall’UE» un po’ ci cascano le uova, ma -fatta eccezione per alcuni casi irrecuperabili- il “merito” di tutto ciò va dato ancora una volta ai media di spessore

 

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Ma il premio di miglior burlone va al sondaggio di Libero che, in occasione del compleanno di Angelona nostra, chiede ai suoi lettori quale regalo le farebbero:

 

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Per chi se lo stesse chiedendo: sì -purtroppo- è tutto vero.

Ma l’idea che Angela Merkel, e in generale la Germania, abbia più potere decisionale degli altri Stati membri dell’Unione europea è fondata oppure no?

Ovvio, per dare una risposta esaustiva non basterà certo questo modestissimo articolo, quindi non prendetevela troppo se non sarete d’accordo con quanto dirò.

Ebbene è insita nella natura umana la ricerca di un capro espiatorio a fronte di una situazione scomoda. Risulta infatti più facile incolpare un solo individuo di un problema, risolvendo il tutto in maniera rapida e indolore, piuttosto che indagare a fondo la questione.

Incriminare Frau Merkel per la crisi europea è troppo facile. Molto più difficile assumersi la responsabilità di anni di mancate riforme del mercato del lavoro, del sistema pensionistico e di quello elettorale. «L’austerità ci farà affondare tutti!» vero, ma solo perché per anni governi di ogni schieramento hanno glissato tutti gli interventi considerati necessari per assicurare un futuro prospero al Paese, anche se con qualche rinuncia e malcontento iniziale. Tutto ciò spesso non è avvenuto per non rischiare la mancata rielezione (che tanto poi non avveniva comunque).

Un occhio attento può facilmente mettere in discussione la leggenda metropolitana secondo la quale la Germania governerebbe l’intera Unione europea. Diamo ad esempio uno sguardo ai Presidenti delle principali istituzioni:

Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea-BCE, italiano

Jean-Claude Junker, Presidente della Commissione europea, lussemburghese

Koen Lenaerts, Presidente della Corte di giustizia dell’Unione europea, belga

Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo, polacco

Vítor Manuel da Silva Caldeira, Presidente della Corte dei conti europea, portoghese

Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo, tedesco

La lista potrebbe andare oltre ma non vorrei tediarvi troppo. Ebbene su sei illustri cariche solo una è detenuta da un tedesco. Ma va?

I più accaniti sostenitori del Quarto Reich hanno però ragione: la Germania al Parlamento europeo occupa ben 96 seggi su 751, il numero più alto tra i 28 Paesi. Chi ha osato darle tanto potere? La spartizione avviene a seconda della numerosità della popolazione dello Stato membro: la Germania è la più popolosa di conseguenza ne ha di più. Facile. È il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea a definirlo e indovinate un po’: è stato firmato anche dai restanti 27 membri. A gran sorpresa vi svelo che non è stata la Merkel a deciderlo.

Ora, non spetta certo a me convincervi della bontà delle mie parole. L’intento è quello di dare degli spunti per analizzare il mondo con maggiore consapevolezza, senza lasciarsi trascinare dal gregge impazzito che sui social network, sotto agli articoli di giornale e non, sfoga la propria frustrazione con facili ingiurie per garantirsi un posto nel paradiso degli euroscettici.

E come dico sempre: della verità si dice sia una coperta che lascia scoperti i piedi. Chi vivrà vedrà, io nel dubbio dormo coi calzini.

2 Comments

  1. Argomentazioni e approfondimenti che potrebbero essere quelle di un bambino di sei anni. Anzi, probabilmente un bimbo ha un senso critico più profondo.

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