FATTI INSICURI: NOVEMBRE

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Siamo sopravvissuti anche a novembre, il mese che, giusto per ricordarci quanto è bella la vita, inizia con un giorno dedicato ai morti. Novembre è stato anche il mese del Black Friday, dalle presidenziali americane, nonché il periodo dell’anno in cui l’ansia prenatalizia inizia a perseguitarci con canzoni a tema nei negozi e dove le luminarie moleste sui balconi del nostro vicino di casa non ci fanno dormire la notte.

Ma non temete, anche questo mese si è caratterizzato per una sufficiente insicurezza diffusa nei quattro angoli del mondo, un’insicurezza capace di farci sentire persone migliori.


#Bastausi

Il referendum è alle porte e, per quanto il tema sia rilevante, milioni di italiani non vedono l’ora che quella porta venga chiusa definitivamente -a prescindere dal risultato- perché stufi di sentirne parlare. Per questo non voglio tediarvi ulteriormente con #leragionidelSì o #leragionidelNo ma piuttosto riportare un episodio di insicurezza ben sfruttato. Prendete pure nota.

Il governo italiano nelle scorse settimane ha inviato ai nostri connazionali residenti all’estero la scheda elettorale con il tanto discusso volantino informativo sulle ragioni del . Purtroppo a causa di un errore di stampa il rimando al sito internet dedicato www.bastaunsi.it è stato deformato in www.bastausi.it.

Il volantino incriminato
Il volantino incriminato.

L’assenza della N è risultata -per così dire- fatale alla campagna a favore della riforma. Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri in provincia di Livorno, infatti non ha esitato un attimo a cogliere l’occasione al balzo comprando il dominio incriminato e mettendo in piedi un sito interamente dedicato alle ragioni del No.

bastausi
www.bastausi.it

Un genio dell’insicurezza insomma.


Ti amo presidente <3

Come anticipato il fatto politico che ha tenuto banco per tutto il mese di novembre non poteva non essere l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Tutto il dicibile -e anche il non dicibile- è stato detto. A coloro che appresa la notizia si sono riversati nei boschi per meditare sul nefasto futuro come ha fatto Hillary voglio dire: non tutto è perduto! I più nostalgici potranno infatti sognare ancora un po’ un mondo migliore guardando il film «Ti amo presidente». No, non è un film girato da Lory Del Santo sulla vita di Berlusconi, ma la narrazione della love story tra Barack Obama e Michelle.

Munitevi di fazzolettini -e usateli come meglio credete- perché SPOILER ALERT!! alla fine si sposano.


La Turchia non si adegua all’ora solare

A proposito di canzoncine natalizie… Quanto fatto fino ad oggi dalla Turchia per farsi odiare dal resto dell’Europa probabilmente non bastava per farsi portare il carbone dalla Befana. Per inimicarsi giusto un paio di Stati in più, a settembre il parlamento turco ha approvato un decreto legge che porta il Paese a non allinearsi al cambio d’ora europeo. A fine ottobre quindi i turchi -oltre a non aver beneficiato della tanto attesa ora di sonno in più- non hanno dovuto tirare indietro le lancette tornando all’ora solare, di fatto mantenendo la stessa di Mosca e de La Mecca.

erdogan

«È una questione di risparmio energetico» si è giustificato il governo, ma i più scettici parlano di un nuovo “attacco” all’Europa ormai divenuta sempre più un miraggio per i turchi (a meno che non si parli di immigrazione clandestina ovviamente).

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