FATTI INSICURI: OTTOBRE

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Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie recitava la celebre poesia «Soldati» di Giuseppe Ungaretti, ed è proprio così che ci sentiamo tutti noi di fronte al calare delle temperature che caratterizza le giornate ottobrine.

Ma tranquilli il peggio deve ancora arrivare.

Ovviamente -proprio per via di tale condizione di precarietà e scoramento- i fatti insicuri negli ultimi 31 giorni non si sono certo fatti desiderare. Ecco quindi a voi i più succulenti e -forse- meritevoli.


Il fallimento del referendum sui migranti in Ungheria

Giusto per iniziare col botto parliamo di referendum -tranquilli non quello italiano-. Il 2 ottobre in Ungheria si è tenuta una consultazione popolare molto attesa, non solo dal primo ministro Viktor Orbán, ma anche dalle cancellerie di mezza Europa. Il tema, più scottante che mai, era migranti e quote europee (per le quali l’Ungheria dovrebbe garantire l’accoglienza di 1.300 profughi). Il quesito era: Vuole che l’Ue possa prescrivere l’insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi anche senza il consenso del Parlamento ungherese?.

Donne in vestito tradizionale al seggio referendario

Mentre Matteo Salvini era già pronto a una raccolta firme per proporre un quesito analogo in Italia, il popolo magiaro si esprimeva a gran voce con un secco NO (il 95% dei votanti) senza tuttavia permettere il raggiungimento del quorum. Solo il 43,9% dei cittadini si è infatti recato alle urne, di fatto -come in qualsiasi democrazia che si rispetti- invalidando la consultazione.

Però, c’è un però. Ancora prima della chiusura delle urne Orbán -come ogni insicuro che si rispetti- ha specificato che, a prescindere dal raggiungimento del quorum, qualora ci fosse stato un netto scarto tra favorevoli e contrari, il governo avrebbe proceduto con la modifica della Costituzione per permettere al Parlamento ungherese di essere l’unico a decidere chi accogliere nel Paese. Di fatto -come se nulla fosse- il primo ministro ha annunciato l’intenzione di mantenere la linea dura dimenticando che su 8.167.068 aventi diritto solo 3.200.000 hanno detto la loro.

Nulla di nuovo insomma…


Vietato l’utilizzo degli smartwatch ai ministri inglesi

Ohhh finalmente torniamo a parlare di cose serie! Dopo la gaffe britannica su «Italian-Napoletan» e «Italian-Sicilian», il regno di Sua maestà non poteva che continuare a dare spunti validi per alimentare questa rubrica. Quando il mio amico D. l’altra sera mi ha espresso il suo dubbio circa la possibilità che qualcuno ci spii tramite i nostri smartphone, dentro di me ho pensato che neanche mia nonna poteva sfornare una battuta tanto esilarante.

Ma evidentemente non è l’unico a pensarla così.

Infatti la prima ministra Theresa May nel mese di ottobre ha messo al bando l’utilizzo degli smartwatch durante le sedute dei ministri britannici, avvalorando l’ipotesi che gli hacker possano usarli come microfoni per ascoltare le loro conversazioni top secret. Il dubbio però rimane: la nuova Iron Lady aveva già previsto quanto sarebbe accaduto di lì a poco sulla costa est degli Stati Uniti, oppure si tratta semplicemente di uno stratagemma per eliminare potenziali distrazioni per i politici durante le discussioni circa la soft o la hard Brexit?

Probabilmente non lo sapremo mai.


La Polonia ritira il decreto per rendere illegale l’aborto

Siete del partito «Cambiare idea è sintomo di debolezza-CISD»? Oppure «Cambiare idea è sintomo di intelligenza-CISI»? Per una volta la Polonia sembra essersi schierata per il secondo.

Alla Dieta di Varsavia da qualche tempo era in discussione l’inasprimento della già severa legge sull’interruzione di gravidanza in vigore nel Paese. Tanto per intenderci dal 1993 le polacche possono abortire legalmente solo quando si presenta una delle seguenti circostanze: condizioni di pericolo per la salute della madre, grave malformazione del feto, concepimento a seguito di uno stupro.

bodyIl disegno di legge proposto dal collettivo «Stop all’aborto» avrebbe trasformato la pratica in un atto illegale punibile penalmente con la reclusione fino a cinque anni. Quando il Governo ha respinto la contro riforma proposta dalle attiviste per la liberalizzazione dell’aborto il popolo è sceso in piazza. Il soprannominato «sciopero delle donne» tenuto il 3 ottobre ha visto circa 30mila manifestanti occupare le vie della capitale.

Protestanti
Manifestanti durante la Protesta nera

La «Protesta nera» alla fine ha avuto la meglio con un passo indietro del Governo. Jaroslaw Gowin, ministro di scienza e pubblica istruzione, ha infatti dichiarato: «Le manifestanti ci hanno fatto riflettere, e ci hanno dato una lezione di umiltà».

Ecco un caso in cui l’insicurezza paga.


La promessa elettorale di Madonna

Per concludere in bellezza non potevamo certo tralasciare la campagna elettorale per le presidenziali americane ormai alle strette finali. Dopo la dichiarazione di Madonna che promette sesso orale al suo pubblico in cambio di voti a favore della candidata democratica Hilary Clinton, comincio a temere che un qualche fondo di verità serie tv come House of Cards e Scandal ce l’abbiano. Bisogna ammetterlo colei che gli italiani amano chiamare Lady Ciccone -quando il patriottismo si spreca- ha dato il meglio di sé.

https://www.youtube.com/watch?v=iNZoAIOGDow

Mentre milioni di persone nel mondo hanno già presentato richiesta di cittadinanza statunitense per accedere alla votazione, io mi chiedo, qualora un giorno Madonna dovesse candidarsi per un carica pubblica, cosa mai potrebbe promettere ai suoi elettori?

Lascio la risposta alla vostra fantasia.

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