FATTI INSICURI: SETTEMBRE

gary-johnson


Settembre è un mese tanto brutto quanto insicuro. La frenesia del nuovo inizio fa compiere ai più gesti istintivi o del tutto inaspettati provocando una frenesia generale. La politica e l’attualità non deludono mai in tal senso. Ecco a voi alcuni temi salienti del mese nel quale fino al 1805 per il calendario rivoluzionario francese cadeva il capodanno (almeno allora c’era un motivo per festeggiare).

 

Il Comune di Amatrice querela Charlie Hebdo

Vi ricordate quando tutti su Facebook, Twitter e i Instagram #JeSuisCharlie? Vi ricordate quando la satira che colpiva gli altri era cosa buona e giusta? Vi ricordate quando esistevano le mezze stagioni?

Ecco dimenticatevi tutto ciò.

Charlie Hebdo terremotoSi lo so nulla di nuovo, tutti conosciamo queste vignette per due motivi:

  1. Sono state disegnate dagli autori del giornale satirico francese Charlie Hebdo a pochi giorni dal terribile sisma che ha colpito il centro Italia lo scorso 24 agosto
  2. Sono diventate motivo di indignazione tra il popolo italico

Il Comune di Amatrice, sentendosi leso dalle irrispettose vignette, il 12 settembre ha depositato alla Procura del tribunale di Rieti una denuncia per diffamazione aggravata.

Ora, c’è chi dice sì, c’è chi dice no. Io ovviamente dico forse.

Di certo c’è che l’intento dei vignettisti non fosse sicuramente deridere i morti o provocare l’irrefrenabile permaloso-italiano-medio. La seconda vignetta -quella sulla Mafia- è però forse uno stereotipo di cattivo gusto che rischia di fare di tutta l’erba un fascio.

Per quanto riguarda invece la vignetta “Sisma all’italiana” le parole dello scrittore Roberto Saviano affidate a un post su Facebook racchiudono in poche semplici righe un messaggio a volte difficile da recepire, o semplicemente duro da mandare giù:

La prima vignetta di Charlie Hebdo ha dato fastidio soprattutto perché, in maniera macabra, ha veicolato un messaggio semplice: quando si costruisce male o quando non ci sono piani di emergenza in zone ad alto rischio, quello che non mettiamo nel conto, ma che può succedere, è la tragedia. Questa prima vignetta ha colpito al cuore chi nel terremoto ha perso molto, ha perso tutto. Però, quella prima macabra vignetta, non l’ho letta come una manifestazione di superiorità o di razzismo, o come la volontà di fare del male, ma come la constatazione di un dato di fatto: a fare danni non è stata la natura, ma gli abusi edilizi.

 

Il muro tra Francia e Gran Bretagna

Altra notizia di settembre sono i lavori avviati -o meglio ripresi- dal governo di Theresa May per l’innalzamento di un muro per scongiurare l’arrivo di migranti irregolari sulle coste di Sua Maestà.

Com’è possibile -si chiederanno alcuni- costruire un muro sull’acqua?

Vorrei rassicurarvi: questa volta Gesù non centra niente.

La costruzione del muro era già iniziata nei primi giorni di agosto per poi essere ripresi con settembre. In realtà i due Paesi erano già divisi da tempo dal filo spinato. Per capire le motivazioni di tale scelta bisogna però fare un passo indietro.

Nel 2003 Francia e Regno Unito hanno siglato l’accordo di Touquet con il quale le parti si impegnarono nella cooperazione per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina lungo le coste affacciate sullo stretto della Manica. La città portuale francese di Calais -a poca distanza parte il tunnel della Manica- ha infatti negli anni attratto un numero sempre maggiore di migranti pronti a tentare l’attraversata dello stretto partendo dalla così detta “Jungla” per arrivare sulle coste inglesi.

CalaisDi fatto con l’accordo Parigi si è presa in carico i controlli doganali sulla sponda francese del canale con un contributo di carattere economico da parte di Londra per la costruzione di un muro di filo spianto che nei prossimi mesi diventerà celermente di cemento. Quindi, per quanto i nostri amici inglesi ultimamente -oltre al The- si siano bevuti anche un po’ di cervello, non hanno fatto nulla di nuovo, se non confermare le proprie volontà isolazionistiche che ben si confanno alla loro geografia.

 

La gaffe di Gary Johnson

Johnson chi? Quello dell’olio Johnson’s baby? Vi starete chiedendo.

Gary Johnson è un politico statunitense rappresentante del Partito Libertariano nelle lezioni Usa 2016 finito nel mirino dei media internazionali per la “bella figura” fatta in diretta Tv lo scorso 12 settembre nel corso di un’intervista alla Msnbc. Colui che doveva rappresentare la spina nel fianco di Trump e Clinton alla domanda “Cosa farebbe riguardo ad Aleppo se venisse eletto?” ha candidamente risposto “Cos’è Aleppo?”. Ecco il video del misfatto:

Dopo la domanda più difficile e delicata del mondo “In quale epoca storica avresti voluto vivere” -vedi la risposta di Miss Italia 2015- quella su Aleppo è destinata a entrare negli annali soprattutto per la risposta data dal candidato libertariano -nome che tra il resto ricorda inevitabilmente i rettiliani- cioè “La Siria è un gran casino”.

Ora per sentici tutti meno ignoranti vi lascio con questo video che meglio si confà allo spirito insicuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *