FATTI INSICURI: SPECIALE 2016


Che dire, il 2016 ci ha regalato sufficiente insicurezza per tornare a credere in noi stessi, ma non temete: il 2017 ha in serbo non poche sorprese politiche. Sarà infatti l’anno delle elezioni per molti Stati europei come Francia, Germania, Olanda e -chissà forse- anche Italia. Ma dando un’occhiata all’anno appena concluso tra elezioni shock, attentati terroristici, le previsioni di Paolo Fox e il Nobel a Bob Dylan, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per descriverlo si possono usare vocaboli chiave.

 

A quanto pare la parola più cercata dagli italiani nel 2016 su Google è stata Pokémon Go ma sicuramente quella più temuta è stata “Brexit”. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, prima paventata e poi divenuta realtà con il referendum dello scorso giugno, ha tenuto banco in tutti i 12 mesi appena trascorsi.

Se non fosse che molti britannici ci hanno quasi subito ripensato chiedendo l’intervento della Corte suprema per vagliare la fattibilità del divorzio da Bruxelles, mentre la Scozia ha minacciato addirittura un contro referendum per distaccarsi a sua volta dal Regno Unito Disunito. Della serie: quando l’insicurezza paga.

 

Il 2016 ci ha offerto anche l’opportunità di rispolverare parole ormai fuori uso nella maggior parte degli Stati democratici: “colpo di Stato”.

Sì, perché l’estate calda non ha risparmiato nessuno, e mentre a luglio in Turchia l’esercito cercava di spodestare il presidente Recep Erdoğan, quest’ultimo sorvolava i cieli europei in cerca d’asilo politico in casa Merkel. La questione sarebbe quasi comica se non fosse che l’uomo, per qualche ora più ricercato di Mewtwo -che a proposito di Pokémon mi dicono essere tra i più rari in assoluto- una volta sventato il golpe si è vendicato sui “ribelli” compiendo migliaia di arresti tra militari, professori, giudici, avvocati e giornalisti.


Sicuramente il vocabolo più assurdo del 2016 è stato “Trump”, ma probabilmente ancora di più la parola “Trump” associata a “presidente degli Stati Uniti d’America”.

Il paradosso sta nel fatto che nell’anno dell’entrata in vigore dell’accordo sul clima di Parigi, col quale 195 Paesi del mondo si sono presi l’impegno di intraprendere un cammino volto alla riduzione delle emissioni di gas inquinanti, il popolo americano ha scelto come presidente proprio un negazionista per eccellenza. Tutto regolare insomma.

 

E mentre il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha concluso l’anno ricordando come per alcuni dei giovani che vanno all’estero sia meglio così, in modo da “non averli fra i piedi”, il 2016 ha visto -per la felicità di molti- il susseguirsi di scatti hot delle universitarie di mezza Italia ed “escile” è diventato subito la parola-tormentone di questo 2016.

Nulla da dire, quando vogliono i giovani sanno impegnarsi.

Tra una newsss e l’altra, in attesa di giorni migliori, colgo l’occasione per augurarvi un buon 2017 sicura -o quasi- di ritrovarvi qui anche l’anno prossimo perché l’insicurezza non muore proprio come il concertone di fine anno con Gigi D’Alessio.

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