LE DUE FACCE DELL’AUSTRIA

Norbert Hofer Van der Bellen

di Riccardo Schöfberger


Nel 1986 lo scrittore austriaco Thomas Bernhard scrisse il cupo romanzo “Estinzione. Uno sfacelo”. In questo passaggio il protagonista Murau, intellettuale in esilio volontario, dice a un amico italiano:

Oggi l’Austria è un paese governato da affaristi senza scrupoli di partiti senza coscienza. Ogni mattina che ci svegliamo dovremmo vergognarci a morte di quest’Austria di oggi, Gambetti. Senza sosta torno a dirmi che amiamo questo paese, ma odiamo questo stato.

Bernhard lo disprezzava a tal punto da includere nel testamento il divieto di pubblicazione delle sue opere all’interno dei confini austriaci. Oggi, 23 maggio 2016, si è invece dimostrato come siano proprio le persone meno istruite e meno acculturate quelle che poi votano la chiusura e l’estraniamento dell’Austria. Si tratta di codardia, di paura passeggera o della sincera volontà degli eredi di un intero popolo in definitiva nazionalsocialista-cattolico?

Le presidenziali di ieri sono state forse le elezioni più combattute e appassionanti degli ultimi anni in Austria. Dopo che il primo turno del 24 aprile ha registrato la completa disfatta dei partiti tradizionali SPÖ e ÖVP con un assurdo 11% e l’ovvia sconfitta del giullare di corte Richard Lugner, si è arrivati ieri al ballottaggio con protagonisti i restanti due. Due candidati nettamente contrapposti: da una parte Van der Bellen, indipendente ma ex leader dei Verdi, professore d’università ora pensionato, con l’aria da intellettuale riflessivo, per i giornali un “Kettenraucher”, un fumatore a catena. Dall’altra Norbert Hofer, del partito di estrema destra FPÖ, in apparenza bravo ragazzo dalla faccia pulita (ragazzo per i suoi 45 anni, contro i 72 di VdB), in realtà amante delle armi, iscritto alla confraternita pangermanica Marko-Germania, erede politico di Jörg Haider, che qualcuno forse ricorderà.“Vi sorprenderete di tutto quel che può fare un presidente”, ha minacciato, ricordando che ha il potere di mandare a casa il governo, dovesse “causare grave danno”. Negli ultimi 71 anni, oltre a quest’ultima elezione e ai successi politici del carismatico Haider, morto poi ubriaco fradicio alla guida nel 2008, c’è stata un’altra volta in cui l’attenzione internazionale si è posta su questo piccolo ma felice paese: l’elezione a presidente del 1986 di Kurt Waldheim, ex ufficiale nazista della Wehrmacht, sospettato di crimini di guerra. Come ricorda Armin Thurnher sul giornale tedesco “Spiegel”, allora i suoi sostenitori recitavano “Wir Österreicher wählen, wen wir wollen”, ovvero “Noi austriaci votiamo chi vogliamo”.

Ma chi vogliono votare, oggi, gli austriaci? E, soprattutto, perché? Ho cercato di scoprirlo intervistando Nadine e Bernhard, di orientamento politico opposto.


Nome ed età?

Nadine, 24.

Lavori o studi?

Sono in maternità.

Dove vivi?

A Übelbach, in Stiria, nella campagna di Graz.

Chi hai votato alle presidenziali del 24 aprile?

Norbert Hofer.

Chi voterai al ballottaggio del 22 maggio?

Hofer, dato che in lui vedo rappresentati gli interessi che più mi stanno a cuore, come la sicurezza della mia famiglia. Ci sono fin troppi stranieri e richieste d’asilo. Van der Bellen, invece, non è proprio una valida alternativa.

Come definiresti la politica di Norbert Hofer (FPÖ)? E quella di Van der Bellen (Grünen)?

Hofer mi sembra molto realista e vicino al popolo austriaco. Van der Bellen, invece, è senile, egocentrico ed estraneo alla realtà che lo circonda.

Ti sta simpatico Hofer?

Sì, mi dà l’idea di un austriaco vero, rimasto coi piedi per terra e che si cura davvero del suo popolo, il popolo che per lui è la cosa più importante. Non è assolutamente di estrema destra come dicono, dato che non ha proprio nulla contro gli stranieri che si integrano e si adattano velocemente.

Quali sono i punti della sua politica che più ti convincono?

Soprattutto il tema dei profughi, il rifiuto del TTIP e i primi passi verso la salvaguardia dell’autonomia austriaca.

La crisi dei profughi ha influenzato in qualche modo la tua scelta?

Certo. L’immigrazione incontrollata è del tutto sbagliata e mi fa temere per mia figlia, dati anche i fatti successi ultimamente. Sono stata personalmente vittima di un’aggressione da parte di uno straniero, e devo dire che dopo quest’esperienza la mia soglia di tolleranza si è abbassata molto.

Cosa ne pensi della chiusura o del controllo del Brennero? Pensi che l’Italia abbia contribuito a peggiorare la crisi dei profughi? Come dovrebbe comportarsi l’Italia nei confronti dell’Austria?

La chiusura del Brennero è una buona idea. L’Italia se la prende fin troppo comoda e magari farebbe meglio a pensare al futuro e alla difesa della propria gente. Penso che l’Italia e l’Austria dovrebbero collaborare meglio.

Che ne pensi della proposta di H.C. Strache (FPÖ) di riannettere l’Alto Adige all’Austria? Bisognerebbe chiedere agli altoatesini, ma non è una buona idea quella di buttare il sale sulle ferite.

Pensi che l’immagine dell’Austria in Europa cambierà, nel caso venga davvero eletto Hofer?

Il modo in cui le masse europee guardano all’Austria peggiorerebbe sicuramente, ma questo poco importa, dato che l’Europa è ormai da tanto che non ha più alcun contatto con la realtà.

Perché Hofer ha preso più voti in campagna che nelle città?

Nelle città vivono molti più stranieri che in campagna, e il lavaggio multiculturale del cervello a opera dei media ha sicuramente dato i suoi frutti. Nelle città, poi, vivono la maggior parte degli studenti.

Perché, pensi, gli studenti sono più propensi a votare Van der Bellen?

Il motivo preciso non lo conosco, non ho mai cercato una risposta a questo fatto. So solo che tra i miei amici sono proprio gli studenti quelli che votano il signor Van der Bellen.

Abbiamo assistito a una disfatta dei partiti tradizionali, ovvero dell’SPÖ (socialdemocratici) e dell’ÖVP (democristiani e conservatori). Come mai?

Hanno ignorato per troppo tempo la volontà del popolo e i loro partiti si sono indeboliti a causa di alcuni contrasti interni.

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Nome ed età?

Bernhard, 29.

Lavori o studi?

Sono studente, impiegato e blogger.

Dove vivi?

A Graz.

Chi hai votato alle presidenziali del 24 aprile?

Van der Bellen, era il miglior candidato.

Chi voterai al ballottaggio del 22 maggio?

Van der Bellen, lo ritengo ancora il miglior candidato.

Come definiresti la politica di Van der Bellen? E quella di Norbert Hofer?

Van der Bellen lo definirei un politico borghese di stampo liberale. Trovo curioso che se ne parli come di un candidato di sinistra, dato che non lo è. Hofer, invece, è un uomo di destra, con un buon supporto e che riesce a dire alla gente esattamente ciò che la gente vuole sentirsi dire, ad esempio quando parla del tema dei profughi e della loro integrazione.

Ti sta simpatico Van der Bellen?

Sì, mi sta simpatico, anche solo per il suo orientamento intellettuale e l’atteggiamento riflessivo. Mi piace molto l’idea di avere un presidente che se ne sta all’Hofburg a riflettere, commentando i fatti politici da una certa distanza mentre legge fumetti.

Quali sono i punti della sua politica che più ti convincono?

Trovo ottimo quando dice che dovremmo preferire ciò che ci unisce a ciò che ci divide. Appoggio anche il tentativo di Van der Bellen di riprendersi dalla destra il concetto di Heimat [patria come insieme di valori n.d.r.].

La crisi dei profughi ha influenzato in qualche modo la tua scelta?

No.

Cosa ne pensi della chiusura o del controllo del Brennero? Pensi che l’Italia abbia contribuito a peggiorare la crisi dei profughi? Come dovrebbe comportarsi l’Italia nei confronti dell’Austria?

Vedo la cosa in maniera molto critica: il Brennero rappresenta un forte simbolo per l’Europa unita. Mettere tra di noi barriere e confini ci farebbe ripiombare nel XX secolo. Sono sì d’accordo che i confini vadano controllati, ma una chiusura la ritengo sbagliata. La questione del Brennero è poi particolarmente delicata. L’Italia ha una grande responsabilità soprattutto per il controllo delle coste. Al riguardo mi auguro una più stretta collaborazione dei due paesi in un contesto paneuropeo.

Come hai vissuto la campagna elettorale di Van der Bellen? È riuscito a convincere i potenziali elettori?

Penso che la campagna di Van der Bellen sia la migliore che si sia vista finora in Austria, contraddistinta da un design omogeneo, un buon linguaggio visivo e un messaggio chiaro. Importante è stato anche l’utilizzo dei social media, che ha saputo emozionare. Se ciò darà i suoi frutti, lo vedremo domenica.

Pensi che l’immagine dell’Austria in Europa cambierà, nel caso venga davvero eletto Hofer?

Un’immagine negativa dell’Austria sarebbe certo inevitabile, almeno a breve termine. A lungo termine posso invece immaginare che si guarderebbe all’Austria sempre di più come a uno stato dell’Europa dell’est, nel contesto di un’estremizzazione a destra.

Perché Van der Bellen ha preso più voti nelle città che in campagna?

Dove la gente ha più contatto con stranieri e profughi è anche dove è più tollerante. Un fenomeno curioso, purtroppo realtà europea. Ritengo le aree urbane più liberali, aperte e di orientamento internazionale rispetto alle aree rurali. C’è però da dire che nelle città vi sono grandi differenze interne, ad esempio a Graz ci sono quartieri a maggioranza Van der Bellen e quartieri dove invece spadroneggia Hofer. Sul perché sia così, se ne potrebbe parlare all’infinito.

Abbiamo assistito a una disfatta dei partiti tradizionali, ovvero dell’SPÖ (socialdemocratici) e dell’ÖVP (democristiani e conservatori). Come mai?

Semplice, entrambi i partiti si sono screditati completamente e sono morti, sia per contenuto che per personalità politiche. Tutti e due non vogliono altro che il puro mantenimento del potere. C’è poi da dire che hanno sostenuto una politica, riguardo all’emergenza profughi, che manca di qualsiasi credibilità. Pare poi non si siano accorti in tutti questi anni dell’evoluzione a opera dei social media, di fatto non sono più in grado di comunicare con l’elettorato. In conclusione, i candidati dei partiti tradizionali erano semplicemente pessimi.

Si ringrazia Adriana de Ros per la collaborazione


Per i risultati: http://wahl16.bmi.gv.at/

Fonti e consultazione:

Thomas Bernhard “Estinzione. Uno sfacelo”, 1986.

http://www.bundespraesidentschaftswahl.at/vergleich-kandidaten-stichwahl.html

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/austria_ballottaggio_risultati_hofer_van_der_bellen_fpo_verdi-140198522/

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/austria_ballottaggio_risultati_hofer_van_der_bellen_fpo_verdi-140198522/

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/presidenziali_austria_hofer_scheda-140371131/

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/austria_van_der_bellen_scheda-140370105/

http://diepresse.com/home/politik/bpwahl/4974512/Hofer-hat-in-allen-Bevolkerungsgruppen-die-Nase-vorne

http://derstandard.at/2000037354187/Das-Stadt-Land-Gefaelle-der-Bundespraesidentenwahl

Armin Thurner “Österreich macht dicht“, Der Spiegel, 30.4.2016

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