QUELLO CHE LA FINLANDIA HA DA INSEGNARCI

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Sì, sei stato ingannato.
No, niente figa.
Oggi parliamo di cose serie: istruzione.


Un’organizzazione internazionale chiamata OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ogni tre anni conduce un’indagine per scoprire quali sono i popoli più asini del mondo. Il PISA (Programme for International Student Assissment), nell’ultima indagine risalente al 2013, ha messo alla prova le conoscenze matematiche e letterarie di quindicenni brufolosi provenienti da oltre 60 Paesi.

PISA (Programme for International Student Assissment)


Considerate vostro figlio/nipote/bambino-a-cui-fate-babysitter il più bravo della classe? Vi sbagliate.
Gli studenti italiani escono sempre sconfitti da queste prove -a detta di alcuni- al limite del disumano.

Nella classifica dei primi 40 posti, per la categoria lettura, le prime 5 posizioni sono riservate a Paesi asiatici: 1 Shanghai, 2 Hong Kong , 3 Singapore, 4 Giappone, 5 Sud Corea.

Al sesto posto troviamo la Finlandia, primo Paese europeo che troviamo scorrendo la lista e per questo da molti considerato lo Stato UE con l’istruzione migliore. Per trovare il nostro amato quanto odiato stivale bisogna scendere fino alla ventisettesima posizione. Consoliamoci, l’Austria è un gradino sotto al nostro e la Grecia è addirittura quarantesima (ovviamente come per la crisi economica anche qui la colpa è dell’Europa).

Nella categoria matematica le cose certo non migliorano. Anche qui le prime 7 posizioni sono occupate dai simpatici occhi a mandorla, la Finlandia si piazza alla dodicesima e l’Italia…… alla trentaduesima.

Se vuoi farti del male e vedere la classifica nella sua interezza clicca QUI.


Troppo facile discutere sul perché il sistema scolastico italiano sia così scadente, più difficile cercare invece di prendere a modello chi fa meglio di noi. Essendo sadici vediamo quindi come la gelida Finlandia riesca rendere i propri studenti dei cervelloni.

Innanzitutto il Paese investe ben il 12% del PIL in riforme scolastiche e per legge ogni dieci anni il sistema deve essere rivisto. A chi frequenta il tempo pieno è garantito un pasto gratuito e l’importo delle tasse scolastiche è calcolato secondo il reddito familiare.

Per quanto riguarda l’educazione, nei primi anni di vita del bambino l’obiettivo è favorire lo sviluppo di competenze sociali e d’interazione (altro che “chi fa da sé fa per tre”). I primi nove anni di studi sono uguali per tutti, mentre a partire dai successivi gli studenti possono creare il loro personale “curriculum” scegliendo corsi e materie a seconda delle loro attitudini.

Ricordate verifiche e interrogazioni che nel migliore dei casi non vi facevano dormire la notte e nel peggiore vi facevano marinare la scuola? In Finlandia non esistono. I voti scaturiscono da attività collettive ed esami da sostenere alla fine dell’anno scolastico.

L’architettura delle scuole è studiata per creare un ambiente confortevole e favorire il dialogo. Aule e sale comuni sono simili ad ambienti domestici con tavoli comunitari e poltrone su cui limonare studiare o rilassarsi.

Quella dell’insegnante è una professione particolarmente stimata in Finlandia e la competizione per i posti di lavoro molto alta. Sono gli enti locali ad assumere i docenti in base alle loro competenze e non sulla base di graduatorie e concorsi pubblici.

Tra le materie insegnate Storia dell’Unione europea e Storia del cambiamento climatico. L’obiettivo non è tanto quello di impartire nozioni ma piuttosto di insegnare a leggere il presente e la realtà che ci circonda. Ma indovinate quale sembra essere la materia preferita dagli studenti? Economia domestica. Pensate che da noi è stata eliminata negli anni ’70, mentre da loro ha lo scopo di rendere i giovani più indipendenti e di favorire la parità di genere.

Che dire, abbiamo molto da imparare.

Se vi state chiedendo per quale motivo i nostri ragazzi siano così scarsi ecco a voi uno spunto. Nel 2006 il settimanale Panorama ha sottoposto il test del PISA -oltre che agli studenti- anche ai professori , e indovinate un po’? La maggioranza di loro ha ottenuto lo stesso punteggio dei loro alunni (compreso tra il 36 ed il 40%).

Lascio a voi le conclusioni.

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