USCITE AVVUOTO EUROPEE: NON DESTABILIZZARE LA SQUADRA D’ALTRI

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A una decina di giorni dall’inizio dell’Europeo di calcio la nazionale italiana non convince gli esperti, che prevedono per la spedizione azzurra un’enorme Uscita Avvuoto, mentre le rivali storiche dell’Italia, Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, sembrano in ottima salute e pronte a giocarsi il titolo continentale.

Più per amore dell’insicurezza che per patriottismo però noi proviamo a scompaginare le carte in tavola, perché per quanto possano essere importanti le qualità tecnico-tattiche, nel calcio è fondamentale soprattutto la tranquillità e la tenuta mentale dei giocatori, se così non fosse Cassano avrebbe vinto più volte il Pallone d’Oro.

Il tentativo dichiarato di questa rubrica è quindi quello di destabilizzare gli spogliatoi avversari per rendere insicure anche le squadre che ora ci sembrano imbattibili e che contano il maggior numero di campioni, mentre il c.t. azzurro Antonio Conte si gira verso la panchina e vede la maglia numero 10 sulle spalle di Thiago Motta, con a fianco Ogbonna, Zaza e Giaccherini.

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Quasi non ci sarebbe bisogno di minare le certezze della nazionale inglese, che non vince niente dai Mondiali giocati in casa nel ’66: al puntuale sabotaggio della rappresentativa d’Inghilterra ci pensano da sempre le tantissime pressioni a cui i giocatori sono sottoposti e soprattutto l’efficacissima azione di disturbo dei tabloid, famigerati giornali scandalistici che non esitano a sacrificare la vittoria nel nome dell’ennesima storia di letto da pubblicare e quindi non perdono d’occhio un istante i comportamenti delle famigerate “wags”, le compagne e le mogli dei 23 convocati.

A questo proposito arriva nel momento giusto l’Uscita Avvuoto di Jamie Vardy, che ha deciso di convolare a nozze per la seconda volta costringendo i suoi parenti più stretti a proclamare un particolare “sciopero del matrimonio”.

I genitori e la prima figlia – avuta dalla precedente moglie – del bomber del Leicester infatti non approvano l’unione, considerando Rebekah Nicholson, la nuova compagna, troppo “arrivista e disinvolta in fatto di relazioni” e causa del deterioramento dei rapporti tra Vardy e la sua famiglia d’origine, e per questo hanno deciso all’unanimità di disertare la celebrazione, tenutasi qualche giorno fa nel romantico scenario di Peckforton Castle, castello gotico del Cheshire.

La Nicholson, ex pr di locali notturni, dal canto suo non fa nulla per dimostrare il contrario: già madre di tre figli avuti da tre uomini diversi (Vardy è il padre di Sofia, l’ultima), sempre a caccia di visibilità sui social non fa mistero della sua passione per lo shopping sfrenato e, cercando invano di seguire le orme di Victoria Beckham, potrebbe diventare lo stopper più efficace nel fermare lo strepitoso stato di forma del marito.

Jamie-Vardy-Rebekah-Vardy-Main

 


La Germania invece arriva a questo Europeo da campione del Mondo in carica: la squadra è forte e tradizionalmente solida, così come lo spogliatoio, che difficilmente si fa travolgere da scandali e polemiche extracalcistiche. Nonostante il proverbiale rigore merkeliano porti i giocatori a stare ben lontani dai riflettori, in questo caso però un’insperata sponda ci arriva dalle schermaglie della politica, se così si possono definire le recenti ignobili sparate di alcuni esponenti della rediviva estrema destra tedesca.

Il paradigma classico delle Uscite Avvuoto infatti è riduttivo per descrivere le vergognose offese razziste rivolte sulla pagina Facebook del movimento xenofobo Pegida nei confronti della strategia di marketing della Ferrero, che ha deciso di mettere sul pacchetto dei cioccolatini Kinder i volti dei giocatori della nazionale da bambini, tra cui ovviamente quelli di Jerome Boateng e Ilkay Gündogan, rispettivamente di origine ghanese e turca.

Kinderschokolade

Come se non bastasse a caricare la dose contro il buon Boateng ci si è messo anche il vicepresidente dell’AfD, altro partito della destra tedesca, dichiarando in un’intervista che “le persone pensano sia un buon calciatore, ma nessuno lo vorrebbe come vicino di casa”.
Se nel primo caso ci ha pensato Facebook ad oscurare la pagina incriminata, nel secondo speriamo siano gli elettori a cancellare la carriera politica di chi, scagliandosi contro i top player di quella Germania multietnica che solo 2 anni fa portava a casa il trionfo mondiale, rischia di farsi un clamoroso autogol destabilizzando il clima in casa della principale favorita.

Antonio Conte incrocia le dita e spera, ma poi si gira verso la panchina e vede la maglia numero 10 sempre sulle spalle di Thiago Motta, sempre a fianco di Ogbonna, Zaza e Giaccherini.

 

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