USCITE AVVUOTO: BUM BUM TAVECCHIO, STAVOLTA E’ DOPPIETTA

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Meritano un approfondimento le insicurezze di Carlo Tavecchio, presidente Federcalcio spesso agli onori della cronaca per le continue uscite avvuoto messe a segno praticamente ogni volta che apre bocca. Personaggio improbabile sotto tutti gli aspetti, Tavecchio nella sua lunga carriera ha ricoperto varie cariche pubbliche: sindaco democristiano di Ponte Lambro, suo paese d’origine nel comasco, dal 1976 al 1995, poi consulente ministeriale all’Economia e alla Salute, entra in Figc negli anni 80 fina ad arrivarne ai vertici nell’estate 2014.

Fanno subito discutere le indimenticabili dichiarazioni del nostro su Optì Pobà, fantomatico giocatore della Lazio che prima di giocare in Serie A era in Africa a mangiare le banane, per le quali Tavecchio si discolpa così: “Nel mio discorso di ieri, in maniera impropria e per questo mi scuso ancora una volta, mi riferivo al fatto che sono a favore dell’integrazione. (…) Accetto tutte le critiche ma non l’accusa di razzista”.

Passano pochi mesi e le telecamere di Report svelano un’altra perla del presidentissimo commentando il calcio femminile: “Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sotto l’aspetto della resistenza, del tempo, dell’espressione atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto simili”.

Sorvoliamo quindi sul progetto del calcio femminile da lui presentato in seguito, dall’evocativo titolo “Spogliati e gioca” e sulle frasi del suo collaboratore Belloli che definì le stesse calciatrici italiane “quattro lesbiche” per tornare rapidamente ai giorni nostri, quando Tavecchio in un colloquio con il quotidiano online Soccerlife mette a segno una perentoria doppietta: “La sede della Lega Nazionale Dilettanti? Comprata da quell’ebreaccio di Anticoli, gli ebrei meglio tenerli a bada, e tenete lontano da me gli omosessuali”.

Le critiche e le condanne sono arrivate da più parti, ma in Italia si sa che per essere costretti a dimettersi da una carica pubblica bisogna come minimo compiere una strage, e Tavecchio continua a godere del sostegno incondizionato del sistema calcio italiano . In ogni caso ci sembra superfluo accodarci ad appelli più che scontati mentre ci preme sottolineare l’insicurezza dei preamboli che Tavecchio fa precedere alle sue recenti bombe: “Non ho niente contro gli ebrei” e “Io non ho niente contro gli omosessuali”, che uniti al vecchio “Non sono razzista” svelano evidentemente una natura bipolare del soggetto in questione, pronto a sostenere tutto e il contrario di tutto per compiacere l’auditore e soprattutto per mantenere ben salda la poltrona su cui è seduto. Speriamo prenda fuoco, la poltrona.

 

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Menzione speciale di sicurezza va invece a Mourinho, tecnico del Chelsea sempre più traballante: i risultati non arrivano e la squadra scivola nei bassifondi della Premier League tanto che lo spogliatoio sembra non sostenerlo più, ma l’autoproclamatosi “Special One” in conferenza stampa dichiara: “Quando si raggiunge il mio livello è difficile imparare dagli altri, si deve imparare da se stessi. E io imparo giorno per giorno”.

 

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L’atteggiamento di sicurezza nei propri mezzi che più ci colpisce però supera l’umiltà mourinhana e ci fa tornare al 20 settembre, quando durante il Gran Premio di Formula 1 di Singapore un singolare invasore aveva fatto il suo ingresso in pista costringendo l’intervento della Safety Car sul circuito.

Yogvitam Pravin Dhokia, 27enne cittadino britannico, che dichiarò di aver invaso per voler filmare la gara da vicino, era stato arrestato subito dopo ed ora è stato condannato a 6 settimane di reclusione, ma a noi piace ricordarlo così, rilassato a fianco della monoposto di Hamilton a 350 km/h come durante una tranquilla passeggiata al parco.

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