USCITE AVVUOTO: ERANIO, E CHI FA CERTI ERRORI QUANDO C’E’ DA PENSARE

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L’uscita avvuoto più grave della settimana è sicuramente quella di Stefano Eranio, ex centrocampista del Milan ora riciclatosi opinionista televisivo seguendo il destino di tanti ex calciatori, troppo spesso considerati dai media ugualmente abili con i piedi che con il cervello.

Sulle orme di Beppe Bergomi però è facile inciampare ed Eranio scivola proprio su un’uscita semplice semplice. Commentando Bayer Leverkusen-Roma di Champions League nel caliente dopopartita della televisione svizzera Rsi, l’ex rossonero si sofferma sull’errore difensivo del giallorosso Rüdiger scovandone le cause in improbabili ragionamenti antropologici: “I giocatori di colore, quando sono sulla linea difensiva, spesso fanno certi errori perché non sono concentrati. Sono potenti fisicamente però quando c’è da pensare, spesso e volentieri fanno questi errori”.

Eranio, subito accusato di razzismo, viene licenziato in tronco dall’efficientissima emittente svizzera, ma ancora più insicure sono le sue seguenti dichiarazioni nel tentativo di metterci una pezza: “Volevo solo dire che la scuola calcistica africana di solito cura poco la tattica”. Peccato che Antonio Rüdiger, nato a Berlino da madre originaria della Sierra Leone, abbia una formazione calcistica prettamente tedesca, avendo iniziato a giocare a calcio all’età di 7 anni nella squadra del Neukölln, quartiere berlinese, crescendo nell’under 17 del Borussia Dortmund.

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Il calcio sudamericano regala spesso spunti di insicurezza di altissimo livello, ultimo quello dei tifosi peruviani, che, alla vigilia della sfida di qualificazione al Mondiale di Russia 2018 contro i ben più quotati rivali del Cile, hanno pensato bene di tirare fuori l’arma segreta: lo “Sciamano delle Ande”.

Così, alla vigilia del match, davanti al complesso che ospita la Federcalcio peruviana si è presentato un drappello di pittoreschi personaggi vestiti con costumi tradizionali andini, che sotto la sapiente guida di Juan Osco Dongo, lo Sciamano delle Ande appunto, hanno intonato canti in lingua indigena mentre il santone svolgeva il suo rito su un fantoccio raffigurante Alexis Sanchez, asso della Roja cilena.

“Sappiamo che Sanchez è un fortissimo giocatore e che ha una notevole capacità, per questo gli infliggiamo un castigo spirituale, che attenzione non è magia nera. Con il rito della tartaruga in mano faremo sì che Alexis contro il Perù corra molto più lento”. Così lo Sciamano della Ande spiegava il suo rituale.

Per la cronaca, la partita è stata vinta per 4 a 3 dal Cile, trascinato da un Sanchez in forma strepitosa ed autore di 2 reti e 2 assist.

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Lo sportivo più sicuro della settimana invece è Lewis Hamilton, pilota Mercedes che in stagione ha matematicamente vinto il campionato di Formula 1 a metà del primo Gran Premio, ha battuto il record di vittorie di Ayrton Senna ed ha festeggiato il Carnevale delle Barbados ballando su un carro assieme a Rihanna.

Chi può sentirsi più sicuro di lui? Nessuno. Infatti il pilota inglese si è addirittura permesso il lusso di imbrattare di spumante la giacca di Vladimir Putin durante i festeggiamenti dopo, manco a dirlo, il suo ennesimo trionfo al Gran Premio di Sochi.

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