USCITE AVVUOTO: NON SONO STADIO IO

Varriale


Continua la battaglia antirazzista della pagina sportiva dell’Insicuro che apre con la menzione speciale all’insicuro della settimana, cioè Volodimir Spilchenko, direttore responsabile dell’Olimpiyskiy Stadium di Kiev, per intenderci lo stadio della Dinamo.

Dopo i recenti e ignobili episodi di razzismo che hanno visto protagonisti i tifosi ucraini, colpevoli di aver allontanato dalle tribune alcuni tifosi di colore, ecco la proposta al limite dell’assurdo dello Spilchenko, che farebbe pure ridere se non fosse di una gravità inaudita: “Stiamo pensando di creare un settore apposito per i supporter di colore, così da combattere gli episodi di razzismo all’interno dello stadio”.

La speranza è quella che la Dinamo di Kiev sia celere ed efficiente come la televisione svizzera e rimuova al più presto il mentecatto dall’incarico.

 

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“Non sono stato io” è forse la frase più utilizzata dagli insicuri di tutto il Mondo, che si sentono in dovere di discolparsi anche quando non sono direttamente chiamati in causa, e l’insicurezza, oltre ad una grande autoironia, dev’essere stato primo stato d’animo che Andrea Ranocchia, capitano ormai immaginario dell’Inter, ha provato leggendo una notizia di cronaca di qualche tempo fa: “Ladro riconosciuto ed arrestato grazie alla maglia di Ranocchia”.

Il capitano della panchina, da tempo protagonista di uno stato di forma non proprio esaltante e responsabile di troppi errori nella difesa nerazzurra della scorsa stagione, ha subito commentato la cronaca sui social: “Giuro che questa volta non è colpa mia!!”.

 

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Emanano sicurezza da ogni battuta invece le dichiarazioni di Matthew Hannibal, sconosciuto ingegnere australiano balzato agli onori della cronaca sportiva pochi giorni fa.

Il buon Hannibal infatti è stato immortalato sugli spalti di Twickenham, mitico stadio del rugby londinese, intento a tifare la sua nazionale durante l’importante sfida dei quarti di finale mondiale contro la Scozia, e fin qui nessun problema, peccato che alla fidanzata, rimasta in Australia, avesse detto di essere a Londra per uno stressante viaggio di lavoro.

La bugia viene smascherata e la reazione della compagna, permalosa ma assolutamente sicura delle sue azioni, non si fa attendere: Matthew viene immediatamente mollato. Alla perentoria decisione dell’ormai ex fidanzata però il giovane risponde con una grande dimostrazione di sicurezza e dichiara: “Perdere la fidanzata per vedere l’Australia battere l’Inghilterra ne è valsa la pena, tanto la relazione non avrebbe mai funzionato, visto che lei è alta più di 2 metri e io ho paura delle altezze”.

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