USCITE AVVUOTO: PIZZA, MAFIA, SCOMMESSE E MANDOLINO

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Negli scorsi 15 giorni di sport non è mancato il materiale da Uscita Avvuoto, e soprattutto nel mondo del calcio, tutto lustrini e diritti tv, non è stato difficile riscontrare un buon aumento dell’insicurezza, a partire da certe dichiarazioni degli allenatori di Serie A, come il “neopatentato” De Boer, tecnico dell’Inter: “Mi sento come un pilota di Formula 1 che deve guidare una nuova macchina e che quindi volta per volta deve prendere confidenza con tante cose nuove e regolare la vettura gara dopo gara”.

E a proposito di allenatori, non avremmo mai pensato di ospitare nella nostra galleria degli insicuri uno come José Mourinho: lo Special One, uno che ha praticamente vinto tutto, compiendo miracoli sportivi come la Champions League 2003-2004 con la matricola Porto, uno che per meno di 13 milioni di euro a stagione non si siede neanche su una panchina al parco.

Invece quel giorno è arrivato, complici i risultati poco entusiasmanti del suo Manchester United nonostante i 185 milioni di euro spesi in estate per rinforzarsi, ma soprattutto a causa dei continui alibi addotti a sua discolpa. In puro stile mazzariano infatti Mou dopo alcune recenti sconfitte ha dapprima indicato come responsabile il suo predecessore, l’olandese Van Gaal: “I miei ragazzi giocano ancora seguendo la sua mentalità, è come se fosse una camicia di forza”, per poi passare all’alibi preventivo alla vigilia della sfida con il Liverpool: “Taylor è un ottimo arbitro ma credo che lo stiano volutamente condizionando”, ed infine dando la colpa al presunto catenaccio dei reds: “Loro sono un’ottima squadra e a voi piace dire che sono l’ultima meraviglia del mondo nel calcio offensivo, ma in realtà sanno difendersi bene, se c’è qualcuno che va criticato sono loro, non noi”.

Mancava solo l’accusa ad Anfield Cat, il gatto nero che prima del monday night di settimana scorsa ha fatto la sua comparsa sul terreno di gioco del Liverpool e la trasformazione in José Mazzarri sarebbe stata completa.

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Dal calcio passiamo al ciclismo per l’Uscita Avvuoto di Alberto Contador, due volte vincitore di Giro d’Italia e Tour de France, oltre ad innumerevoli altri tituli. Uno dei più forti degli ultimi anni insomma, che ora, a 34 anni e quasi al tramonto di una splendida carriera agonistica, ha deciso di dedicarsi ai giovani ciclisti attraverso una squadra da lui fondata, la Fundacion Contador, dedicata alla crescita e allo sviluppo dei corridori under 23.

Fin qui tutto bene, se non fosse per il contratto di sponsorizzazione recentemente firmato da Contador con La Mafia. No, non quella mafia, parliamo in questo caso di una catena di ristoranti spagnola interessata a legare il proprio marchio alla squadra ciclistica e che per ora, nonostante un esposto dell’Unione Europea, sarà in bella vista sulle maglie dei giovani ciclisti.

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Il marchio “mafia” è stato scelto perché crea nel consumatore medio spagnolo una “naturale connessione di pensiero con l’Italia”, spiegano dagli uffici marketing della catena di ristorazione, forse non a torto, e noi, rimanendo in tema sponsor e mali del Belpaese suggeriamo un nuovo nome possibile: “Scandalo Scommesse”.

A distanza di un mese infatti non si sono placate le polemiche nei confronti di un altro grande illuminato nella scelta degli inserzionisti, il presidente Figc Carlo Tavecchio, che ha deciso di accettare come sponsor per la nazionale di calcio italiana l’agenzia di scommesse Intralot.

Anche se ricordiamo come il gioco d’azzardo sia una delle dipendenze più pericolose ed in crescita nel nostro Paese, noi non vogliamo certo fare i moralisti, “Le scommesse non sono più un reato, sono lecite. Noi abbiamo operato nel lecito” dice Tavecchio e non ha torto.
L’unica cosa sicura però è che dopo i tutti gli scandali legati alle scommesse che ogni estate travolgono puntuali il calcio italiano, se Tavecchio non ha torto denota comunque una grossa mancanza di buon gusto.


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Infine proclamiamo il punto di riferimento di questo periodo per tutti gli insicuri: Ronaldo, quello vero, Luis Nazario da Lima, il Fenomeno, da non confondersi con l’erede Cristiano.

Vince Ronaldo perché in una recente intervista si è permesso di dire tutto quello che pensa sia a proposito della moglie di un altro grande ex, il portoghese Luis Figo: “Ai tempi del Real il presidente mi disse di stare più a casa e di non uscire così tanto. Prese ad esempio Figo, ma io gli risposi che con la moglie che aveva Figo pure io sarei rimasto molto più tempo a casa”; sia a proposito di due allenatori in Italia considerati intoccabili, Arrigo Sacchi e Fabio Capello: “Sacchi è noioso, sono arrivato in ritardo due volte nella stessa settimana al Real Madrid. La prima volta mi ha fatto una ramanzina di ben 15 minuti e mi ha multato. La seconda volta, prima ancora che cominciasse a parlare, gli dissi: o la ramanzina o la multa. Capello invece non era molto sveglio, non lo scelgo tra i miei migliori allenatori”.
Niente da aggiungere.

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