USCITE AVVUOTO: QUANDO L’INSICUREZZA DIVENTA ILLEGALE

 

zenga


Non si può negare, lo sport italiano sta vivendo un periodo piuttosto fitto di Uscite Avvuoto, con la prematura eliminazione di tutte le compagini nazionali dalle coppe europee di calcio, l’abituale cucchiaio di legno che sancisce l’ultima posizione degli azzurri del rugby al 6 Nazioni ed il caos nel basket sulla partecipazione delle squadre italiane alle competizioni internazionali, che si innestano in un clima generale non troppo ottimistico, a pochi mesi dall’inizio di Olimpiadi ed Europei di calcio.

L’insicurezza è tanta, per cercare di combatterla però non ci soffermiamo sui massimi sistemi sportivi, sfida spesso troppo ardua anche per noi, ma partiamo dalle piccole storie insicure individuali, come quella di Davide Vasta, terza linea dell’Amatori Catania di rugby, che può fregiarsi di un vero e proprio record, ottenuto per stavolta non in campo, bensì nello stanzino degli spogliatoi adibito ai test antidoping.

In tempi difficili per tutti i seguaci del dottor Agricola, mentre persino l’ex tennista numero 1 al Mondo Maria Sharapova è costretta ad ammettere in pubblico di aver assunto un medicinale proibito, il rugbista siciliano classe ‘91 è riuscito nell’impresa di risultare positivo a ben 11 sostanze dopanti contemporaneamente: nello specifico a testosterone, boldenone metabolita, drostanolone, mesterolone, metandienone, metasterone, metildienolone, stenbolone metabolita, clomifene metabolita, 19-noretiocolanolone e 19-norandrosterone.

Del tutto insicuri sono anche gli effetti collaterali delle suddette sostanze, poiché dato che il cocktail composto dai primi 10 anabolizzanti provoca la crescita del seno, il buon Vasta ha ragionevolmente deciso di assumere anche l’undicesima, volta invece a ridimensionare le ghiandole mammarie.

 


Se il calcio italiano in Europa non brilla, questo non è un gran periodo neanche per le big inglesi, le quali stentano in coppa ma ancora di più in Premier League, che, forse nella sua edizione più insicura, rischia di essere vinta dal fin qui miracoloso Leicester, seguito dal quasi altrettanto sorprendente Tottenham.

In questi giorni però la Premier è scossa da una notizia molto più grave: la condanna definitiva a 6 anni di carcere inflitta all’ex promettente esterno del Manchester City e della nazionale inglese Adam Johnson, colpevole di pedofilia per aver adescato una ragazza di quindici anni con la quale ha in seguito consumato dei rapporti sessuali.

Nella scabrosa e deprecabile vicenda il ruolo dell’insicuro è giocato però da tale Rob Mullen, grande tifoso del City, che nel 2011 per festeggiare la FA Cup vinta dai suoi beniamini si fece tatuare l’autografo di Adam Johnson su una gamba. All’epoca la decisione voleva rendere indelebile il ricordo di un trionfo, mentre oggi, alla luce della confessione e della condanna dell’ex calciatore, il tatuaggio non può certo essere un motivo di vanto. Da qui l’appello di Mullen su Twitter al reality show britannico “Tattoo Fixers”, a cui il tifoso chiede urgentemente aiuto per rimuovere l’imbarazzante disegno: “Mi fa senso avere il nome di uno così inciso addosso, ecco perché voglio rimuoverlo il prima possibile”.

Rob-Mullen-with-Adam-Johnson-tattoo

 


Restando nel calcio d’oltremanica, sono sicuramente giornate di discreto imbarazzo e insicurezza anche quelle vissute dall’ex stella e bandiera del Liverpool Steven Gerrard, finito nell’ultima sessione estiva di calciomercato a giocare negli Stati Uniti con la maglia dei Los Angeles Galaxy.

Scotland Yard infatti ha recentemente diramato la lista aggiornata dei criminali più ricercati d’Inghilterra, ed al numero uno spicca il nome di Robert Gerrard, cugino del forte centrocampista. Accusato di spaccio e traffico di droga internazionale, “Uncle Bobby” (come si fa chiamare) sarebbe a capo dell’organizzazione di narcotrafficanti che funge da tramite con i cartelli sudamericani per far arrivare la cocaina sul mercato britannico, con un giro d’affari di circa 60 milioni di sterline che probabilmente fa di lui il più ricco della famiglia, alla faccia degli ingaggi milionari dell’acclamato cugino.

uncle bobby gerrard

 


In chiusura un’appendice alla rubrica di qualche tempo fa, intitolata “Arbitro Insicuro”, con l’Uscita Avvuoto del signor Guido Kleve, consulente finanziario e guardalinee durante la prestigiosa partita amichevole tra Italia e Spagna.

Con l’attenzione rivolta all’azione di gioco, Kleve non si rende conto che Vicente Del Bosque si è alzato dalla panchina degli iberici per dare indicazioni agli undici in campo e si trova proprio sulla sua direttrice. L’impatto è inevitabile e il longilineo guardalinee tedesco riesce nell’impresa di ribaltare i circa 112 chili del tecnico spagnolo, che finisce fragorosamente a terra, oltre che nelle cronache giornalistiche come unica azione degna di nota del primo tempo.

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