USCITE AVVUOTO: QUANDO UN ARBITRO CON LA PISTOLA INCONTRA UN ARBITRO COL FUCILE

Varriale


Chi legge l’Insicuro lo sa bene, a volte la sicurezza la si acquisisce anche cambiando identità, mascherandosi e travestendosi per modificare i propri connotati e nascondere le proprie insicurezze. La metamorfosi di Andreas Boshek avveniva più o meno una volta ogni due settimane, nel weekend, quando l’Uerdingen, club di quarta serie tedesca giocava in casa e lui indossava il simpatico vestito di Grotifant, la mascotte elefantino della suddetta squadra.

Ma cosa accade quando la vera identità viene svelata, magari davanti a diverse migliaia di persone? Durante il derby con il Fischeln alcuni tifosi per scherzare staccano la testa dell’elefantino, lasciando scoperto il vero volto di Andreas e tutte le sue insicurezze. La furia del ragazzo è paragonabile a quella del buon Carletto Mazzone sotto la curva dell’Atalanta, solo che Andreas in questo caso va oltre, scavalca la recinzione e cerca riprendersi la testa decapitata dalle mani del tifoso. Si accende così la scintilla di una rissa che si espande a tutto il settore dei tifosi di casa, proprio mentre in campo la loro squadra raddoppia.

Laconiche le dichiarazioni di Andreas, alias Grotifant, al termine del match: “Il tifoso mi ha chiesto scusa. Mi ha spiegato che voleva essere solo uno scherzo, ma in momenti del genere sei sotto stress e adrenalina e non reagisci in maniera rilassata. Inoltre volevo riprendere la testa, non avevo idea di cosa volessero farci. Ora comunque il problema è risolto ed è inutile continuare a parlarne”.

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Cercando di individuare forme di insicurezza legate allo sport abbiamo sempre analizzato il comportamento di calciatori, giornalisti -o presunti tali-, allenatori e perfino mascotte. Ma la categoria che forse rappresenta meglio l’insicurezza sui campi sportivi è quella degli arbitri che, sempre nell’occhio del ciclone, non possono permettersi di sbagliare decisioni da prendere in pochi attimi e spesso senza l’ausilio della moviola.

Gli atteggiamenti dei direttori di gara volti a mascherare le loro indecisioni e le profonde insicurezze sono tanti, ma mai nessuno era arrivato al livello di Gabriel Murta, arbitro di Brumadinho-Amantes da Bola, campionato regionale brasiliano, che per mantenere l’ordine in campo quando gli animi si stavano esasperando un po’ troppo, invece del solito cartellino rosso estrae dal taschino una pistola. Al fischietto verdeoro è stato consigliato un buono psichiatria ed ora è a rischio radiazione.

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Era chiaro a tutti, inutile tergiversare oltre: lo sportivo meno insicuro della settimana e probabilmente di sempre è Zlatan Ibrahimovic. Non ha mai vinto la Champions, recentemente con la sua Svezia ha mancato la qualificazione all’Europeo e dovrà ripiegare sugli spareggi ma lui non ne fa un dramma, anzi, trova il tempo di vincere il suo secondo “titulo” stagionale dopo la Supercoppa di Francia: il Disco d’Oro.

Tutto troppo facile per Zlatan che accende il microfono e canta l’Inno nazionale svedese, “Du gamla du gria”, per lo spot di una nota casa automobilistica. Il pezzo raggiunge in breve 3 milioni di visualizzazioni su Youtube e porta a casa l’ambito premio musicale.

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