USCITE AVVUOTO: QUELL’ABISSO TRA IBRAHIMOVIC E ARNAUTOVIC

 

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Se sei un giovane austriaco con i piedi buoni ed esordisci non ancora diciottenne in prima squadra in Eredivisie hai due possibilità: o sei un predestinato alla Zlatan Ibrahimovic, oppure finirai a calcare i palcoscenici di qualche campionato europeo senza infamia e senza lode, come accade a tanti, troppi talenti che si fanno le ossa nel massimo campionato olandese.

Marko Arnautovic in carriera è stato entrambe le cose, senza infamia e senza lode lo è ancora oggi che gioca più o meno titolare allo Stoke City in Premier League, predestinato invece lo sembrava quando, nell’agosto del 2009 l’Inter lo strappò al Chelsea pagandolo al Twente 10 milioni di euro, ed è qui che entra in gioco l’insicurezza.

Dopo varie peripezie in giro per l’Europa di cui parleremo magari in futuro, oggi Arnautovic ricorda così lo stato d’animo al suo arrivo in nerazzurro: “Quando vivevo ad Enschede le mie vicine di casa erano le mucche al pascolo. Quando sono arrivato a Milano mi sono invece trovato nel bel mezzo della Fashion Week, c’erano tanti ristoranti e tante belle donne. Avevo 19 anni e nessuna fidanzata, quindi pensai che siccome non sapevo cosa avrebbe potuto succedermi dovevo necessariamente tentare di farmi un nome”. Dichiarazioni cariche di un’insicurezza rispetto la vita che lo ha reso indimenticabile agli appassionati di calcio italiani.

 

Stoke City v Norwich City - Premier League


L’indecisione sulla propria identità sportiva di certo non sta aiutando la carriera di Pablo Daniel Osvaldo: bomber vero, talento, genio, sregolatezza e insicurezza soprattutto per quanto riguarda la maglia che indossa, viste le sue continue peregrinazioni, 18 trasferimenti e 12 maglie diverse indossate in 10 anni di carriera per lui, fonte Transfermarkt.

Sembrava aver trovato pace tornando nel suo Paese natale, l’Argentina, per giocare nel Boca Juniors con il suo amico Carlos Tevez, quando problemi sentimentali con una delle troppe ex fidanzate lo costringono a cambiare continente e a tornare in Europa.

Al Porto, tanto per cambiare, il feeling non scatta e Osvaldo fa più book fotografici che presenze in campionato, così l’attaccante italoargentino, è notizia di pochi giorni fa, in piena e insicura mancanza d’identità calcistica, dà mandato al suo agente di iniziare a trattare la rescissione del contratto con il club portoghese.

 

FOTO OSVALDO


Nella rassegna periodica dello sportivo insicuro come non citare Walter Zenga? Al triplice fischio che pone fine al match con la Fiorentina, vinto 2 a 0 e soprattutto dominato dai viola al Marassi di Genova, l’ormai ex allenatore della Sampdoria vola negli spogliatoi, rilascia le interviste di rito, e poi scappa, destinazione Dubai, per una vacanza con la famiglia.

Molto probabilmente l’uomo ragno aveva percepito più forte del solito quell’odore di esonero che lo accompagna dai 4 gol incassati dal Vojvodina a luglio e dai contrasti con il senatore Cassano, ma abbandonare la nave in questo modo denota più insicurezza di Schettino mentre salta sulla scialuppa di salvataggio della Costa Concordia. La cosa peggiore però, e probabilmente la vera causa dell’allontanamento dell’ex tecnico blucerchiato, è l’inguardabile mano di vernice che da un po’ si passa sulla barba, goffo e insicuro tentativo di nascondere l’età che avanza.

 

FOTO ZENGA


Zlatan Ibrahimovic per l’insicuro è l’utopia, l’irraggiungibile. E’ l’uomo che ha qualificato da solo la Svezia all’Europeo del 2016 e poi ha dichiarato nei confronti dei rivali della Danimarca appena battuti: “Volevano farmi ritirare e invece sono stato io a mandare in pensione tutto il loro Paese”.

Zlatan è anche l’uomo che, in occasione di Paris Saint Germain-Malmoe di Champions in programma mercoledì prossimo annuncia ai concittadini: “Avevo detto che la partita si sarebbe sentita in tutta Malmoe. Adesso mi sono assicurato che tutta Malmoe potrà guardarla: ho affittato la piazza principale dove la gara verrà trasmessa in diretta. Siete tutti i benvenuti. Altre sorprese vi aspettano per quel giorno, ci sto lavorando”.

 

FOTO IBRA


 

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