USCITE AVVUOTO: RESTRINGERE IL CAMPO, SENZA DIMENTICARE I MARO’

Il 10 ottobre, a due settimane dal Mondiale di ciclismo di Richmond e a stagione praticamente conclusa, dopo Milano-Torino il primo ottobre, il GranPiemonte il giorno dopo, e il Giro di Lombardia, si correrà il Giro dell’Emilia.

Non si sa ancora quali saranno i protagonisti, ma mentre i big della bicicletta italiana pensano a programmare la stagione prossima, con Aru che punta già al Tour 2016 e Nibali che esplode gli ultimi fuochi d’artificio alle Tre Valli Varesine, gli organizzatori cercano di rendere interessante una corsa che il grande pubblico ha già posto nel classico dimenticatoio ancor prima di essere disputata.

Ma come stuzzicare i media sul giro dell’Emilia?
Bisogna fare più punti delle tuffatrici cinesi all’olimpiade di Pechino direte voi, è praticamente impossibile.
E invece, ecco l’idea: dedicare la corsa ai due marò, che, per chi ha vissuto gli ultimi anni chiuso in una campana di vetro sotterrata e ricoperta da colate di cemento, sono accusati di aver ucciso, nel febbraio 2012, Valentine (alias Jelastine) e Ajeesh Pink, due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano.

Più che un uscita avvuoto varrialesca, la trovata rischia di essere incisiva come il commento congiunto di Maurizio Costanzo e Giampiero Galeazzi a Notti Mondiali 2010.

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Dal giornalismo insicuro torniamo al campo, nel senso concreto della parola, per riportare lo “sgubb” dei giornali sportivi spagnoli: arriva il Real Madrid e il Malmoe accorcia il campo di un paio di metri, per intralciare il più possibile il gioco in velocità degli spagnoli, come fatto nella scorsa stagione con la Juventus.

I giardinieri non si sono preoccupati più di tanto di nascondere il tentativo di non prenderle, ma l’insicurezza degli svedesi stupisce soprattutto perché il Malmoe è il club in cui si è fatto le ossa Zlatan Ibrahimovic, che evidentemente non ha fatto scuola.

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La rassegna delle insicurezze settimanali si conclude all’Oktoberfest di Monaco di Baviera con un eccesso contrario, Arturo Vidal: l’uomo che rimuove il passato e non vuole alimentare le facili battute.

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