USCITE AVVUOTO: VECCHIE INSICURE CONOSCENZE

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La rassegna periodica delle Uscite Avvuoto, la collezione di insicurezze e i disperati tentativi di mascherarle che la cronaca sportiva offre sempre a piene mani, non si è mai limitata ai confini nazionali o alle notizie sulle prime pagine delle testate di settore, al contrario questa rubrica è sempre stata mossa dalla volontà di raccontare storie provenienti dai più disparati campionati delle più curiose discipline. Il filo conduttore che però unisce gli aneddoti di questa puntata è il calcio, vecchio peccato originale, e il fatto che i protagonisti siano in qualche modo passati dalla Serie A italiana, parliamo di vecchie conoscenze insicure insomma.


 

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Il più insicuro di tutti è certamente Eljero Elia, centrocampista olandese ora in forza al Feyenoord, transitato dalle nostre parti per 4 dimenticabili presenze nella stagione 2011-2012 con la maglia della Juventus, con la quale vinse addirittura lo Scudetto, probabilmente a sua insaputa, e che per la cronaca lo pagò ben 9 milioni di euro.

Elia, da buon bidone, venne subito ceduto al Werder Brema e quindi immediatamente rimosso da tutti i tifosi bianconeri, fino a quando a riportarlo alla ribalta è la cronaca nera di Rotterdam che lo vede invischiato in una rissa da bar avvenuta giovedì scorso, quando il calciatore avrebbe ripetutamente colpito un uomo fino a fargli perdere i sensi e rompergli il naso. Per Eljero Elia inevitabile l’interrogatorio e la notte trascorsa in cella, mentre a noi, come quando dopo anni arrivano notizie di un vecchio amico, ha fatto piacere saperlo in forma.


 

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Sappiamo che sta bene ed è sempre in ottima salute invece Zlatan Ibrahimovic, spesso citato come esempio di sicurezza inattaccabile, che però in questo caso è incappato in un’uscita avvuoto, che a noi nostalgici di un calcio che non c’è più, libero da televisioni, petroldollari ed oligarchi, non è piaciuta troppo.

“Senza mancare di rispetto al passato, il Psg è nato il giorno dell’arrivo della proprietà qatariota” ha dichiarato il fuoriclasse svedese cancellando 41 anni di esistenza con una frase intrisa di aziendalismo che ha scatenato il dibattito in Francia e che ovviamente i tifosi storici del club parigino hanno considerato ben più che una mancanza di rispetto, ed ora Ibra dovrà farsi perdonare con i gol, come si dice in questi casi.


 

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Terza vecchia ed indimenticata conoscenza che andiamo a ripescare oggi è Adrian Mutu, talento rumeno per il quale ci vorrebbe una biografia in stile “Chiamarsi Bomber” di Bobone Vieri. Meglio quindi limitarsi a descrivere l’ultima partita del campionato di Serie A della Romania a cui ha preso parte con il Targu Mures, sua attuale squadra, che nella prima giornata dei playoff ospitava i rivali del Pandurii.

Undici ammonizioni (tra cui Mutu), quattro espulsioni ed un rigore in un match che certo non può essere considerato poco combattuto, e che speriamo faccia riflettere il neopresidente Fifa Infantino su quei cartelloni gialli a bordocampo che dovrebbero vagamente ricordare a giocatori e tifosi il concetto di fair play.

https://www.youtube.com/watch?v=utKF2WfycxA

Infine un funerale, inscenato ma pur sempre un funerale, quello che i tifosi del Leeds United hanno celebrato per contestare Massimo Cellino, ex patron del Cagliari ed attuale presidente della storica squadra inglese.

Poco amato fin dal suo arrivo nello Yorkshire nel febbraio 2014 ed ora criticato anche per gli scarsi risultati ottenuti sul campo dalla sua squadra, l’imprenditore residente a Miami non si vuole arrendere alle contestazioni e qualche tempo fa è arrivato addirittura a pagare un tifoso 500 sterline al mese perché lo elogiasse sui social network, strategia che però non sembra aver pagato di fronte alle troppe sconfitte.

La fantasia sicuramente non manca al gruppo ultras che in suo onore si fa chiamare “Time to go, Massimo”, e che probabilmente raccoglie una certa solidarietà anche in Sardegna, mentre per Cellino assistere al proprio funerale non può certo essere motivo di grande serenità e sicurezza.

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