IL MANUALE DELL’INSICURO: IL GRANDE RITORNO

Un altro anno è passato, un altro anno è iniziato: per l’Insicuro non è cambiata una cippa. Anzi, ora che si trova di fronte alla inevitabilità del Grande Ritorno alla routine esistenziale, il Nostro non farà altro che ripetersi mentalmente quelli che sono tutti i migliori propositi che si era posto qualche giorno fa, as known as “sborade”, già prevedibilmente disattesi.

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Nelle ultime settimane festive, il Nostro avrà dovuto seguire un preciso iter burocratico, un’allegra ascesa con croce al Calvario, che suona più e meno così:

  • domande di parenti che comportano matematicamente risposte deprimenti. (es. Università, lavoro, sentimenti)
  • Non dormire nel voler dormire ed ingrassare sull’ingrassato.
  • Anche queste feste, si scopa le prossime.

E rieccoci qua, si torna alla normalità del SSDD, si torna alla bieca, rassicurante e ripetitiva quotidianità in cui l’Insicuro sguazzerà, per poi lamentarsene. E allora il Nostro tornerà a tutte quelle piccole ed infime bagatelle che costellano la sua giornata-tipo, perché se è vero che «Niente è per sempre!» non lo sono nemmeno le feste, nemmeno se comandate. So back to black, back to basic, back to school! E’ tempo di riprendere in mano i poveri, miseri resti della vita dell’Insicuro, di scansare dalla mente ogni distrazione contingente e di riacquistare (o scoprire) un minimo di lucidità funzionale-operativa: l’Insicuro lo farà, sarà così e non altrimenti. In fondo, che ci vuole, se si conoscono alcuni rimedi-sgamo al grigiore?

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Usciamo some examples: sbronzarsi, scegliere l’ascetismo in vista degli esami, sbronzarsi di nuovo, farsi un amico immaginario e farselo, cose così, che aiuteranno il Nostro, falcidiando le lamentazioni dei suoi compari per il ritorno alla normalità quale tredicesima (non percepita in busta paga, nemmeno quest’anno) fatica di un Ercole contemporaneo, ad arrivare ad una incontrovertibile ed unica verità:

« cazzomene delle vacanze.»

Ma sì: potessero esse, oh Giove opimo, non esistere! Il tempo che intercorre, infatti, dalla metà di Dicembre a quella di Gennaio potrebbe apparire come un solo, misero mese, come 30 giorni giustapposti: errore! Sacrilego errore! Solo l’Insicuro sa di cosa è capace in un lasso di tempo così ampio, intrinsecamente acuito dal lassismo della definizione “vacanze”: l’Insicuro, sotto l’egida dell’Ozio, padre dei vizi, ne avrà combinate di ogni, avrà visto cose che voi umaniblablabla, avrà vissuto 9 vite, che sono comunque più di quelle dei gatti nell’hinterland vicentino. Ma adesso basta, adesso basta davvero: perché consolante, per l’Insicuro, è l’abitudine più di ogni altra cosa, quasi quanto il pranzo dalla nonna o la droga. E si riapproccerà il Nostro alle cose che, in fondo, dai, che gli mancavano: si sarà comprato l’agendina nuova, l’Insicuro, sarà rientrato nella città in cui studia, avrà già begato con i coinquilini per le bollette inattese e disattese, avrà già indagato il proprio innocente letto, col piglio investigativo di Jessica Fletcher in un cammeo per Room Raiders, al fine di scoprire cosa è avvenuto nella sua stanza in sua assenza. Sarà poi, contrariato, uscito di nuovo: carta igienica e caffè, latitanti da ben prima di Natale.

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A seguire il Grande Ritorno, c’è il Grande Confronto del Nostro con i suoi amici (“Come sono andate le vacanze?”/ “Quali sono i tuoi buoni propositi per quest’anno?” / “Quella denuncia pendente?”). Ma come potrà l’Insicuro, socci, distruggere le illusioni degli suoi soci? Con che cuore insegnerà loro che le vacanze sono inutili, se non letali, e che beata sia sempre la delinquente normalità? Con quali parole esprimere il riassunto delle proprie posizioni morali se non in “Un anno è morto, lunga vita al nuovo anno”? Come confessare ai propri cari che sarà sempre tutto uguale, come sempre, e nulla cambierà – purtroppo – nemmeno quest’anno?

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MENTIRE REGAZ, MENTIRE DURO.

Allora anche l’Insicuro – vendicatore della notte di tutti quelli che hanno il coraggio di cominciare una frase con “no, ma quest’anno sarà diverso” – decide di inventarsi e di rendere pubblici i Suoi 10 buoni propositi per l’anno nuovo, pietosi quanto dignitoso il Nostro, per fingere di omologarsi:

  1. Ringrazierà, l’Insicuro ringrazierà: ha superato le Feste ed è già tanta grazia. Cirrosi che? Pensa per te.
  2. Archivierà, l’Insicuro archivierà, almeno almeno la metà delle sue conversazioni natalizie su whatsapp: cancellerà le evidenti prove scritte della sua depravazione mentale e, ribadiamo, quel figlio non è suo. Che se fosse, e ribadiamo se, sarebbe comunque stato concepito in occasione della Festa della figura paterna cui il Nostro maggiormente si ispira: #linsicurocomesangiuseppe. Conquiste delle vacanze? L’Insicuro farà il vago, con un elegante distacco da dissociato dalla realtà.
  3. Si ammalerà, l’Insicuro si ammalerà, che sì, magari non fa figo, ma tra l’inquinamento, le targhe alterne e il cibo (cioè, la situazione ambientale della Cina, chi ci pensa alla Cina? E ai marò? Pazienza, chi vi scrive ha 38 di febbre e non di Smith&Wesson come vorrebbe.) Per questo motivo – rinchiuso in casa – l’Insicuro si riprometterà, anche quest’anno, di perpetuare un clima di eco-sostenibile entropia ed armonia con i suoi coinquilini: tanto nocivi quanto necessari. Così anche con gli amici, che torneranno a frotte a raccontargli dei viaggi fatti durante le vacanze migliori dei suoi (anche semplicemente perché non mentali) e che il Nostro fingerà di ascoltare in paziente e rispettoso silenzio, con l’unica mira compensativa di un caffè offerto. #linsicurocomeildalailamataglioAlta_001202

     

  4. Dichiarerà falso in bilancio, l’Insicuro, lo dichiarerà, per raccontare a se stesso che non ha già speso tutti i pochi soldi che gli sono stati regalati. In cose utili- è chiaro – insicuramente utili, come il Suo ultimo tatuaggio “Only God can bless Moët&Chandon e Nero Afghano”. (Per il falso in bilancia, si veda il punto numero 8)
  5. Partirà col piede giusto, l’Insicuro partirà: basta con tutti questi vizi. E allora si licenzierà (che il lavoro nobilita solo chi non ce l’ha), la mollerà, rimparerà a sillabare la parola bi-blio-te-ca, berrà il teh verde, si taglierà capelli e barba, si farà lo scrub al viso, cambierà le lenzuola estive, si ricrederà su se stesso e il prossimo suo. Forse. Infida età dell’oro quella degli oziosi e polleggiati giorni dei tumulti emotivi da feste, ben tornata ansia da scadenze, da orari stabili e da sessione invernale, ci mancavi <3 Il sogno nel cassetto, che difettoso non si apre, torna ad essere per l’Insicuro il conseguimento, più rapido possibile e decente possibile, di una laurea. Nulla più, alla vita il Nostro altro non chiede, per poi perire da disoccupato, di inedia, in pace ma con dignità. laurea-mc-donald

     

  6. Rinnoverà, l’Insicuro rinnoverà tutti i calzini che gli saranno stati regalati in queste feste: non ti hanno regalato calzini? Non sei un Insicuro.
  7. Consapevole, l’Insicuro sarà consapevole che la vera Festa viene ora: il weekend tornerà a prefigurare – nel Suo orizzonte aspettuale – il fulcro della settimana; l’Insicuro riprenderà fiducia nell’aperitivo come momento sociale, di abbordaggio ufficiale, e non più come momento destinato a ritirare su la balla del giorno prima; recupererà l’istinto del cacciatore disperato in aula studio o alle macchinette, destinato ad un successo folgorante quanto immaginario; riscoprirà la fede nei luoghi di culto del suo pre-serata, i paki e i supermercati, per finire a spleenarsi la notte in giro come suo solito: old but gold.17193226_9773bd41b8_b

     

  8. Vegan, l’Insicuro goes vegan, in primis (dell’ideologia che sta dietro questo settarismo all’Insicuro non gliene cale) perché fa fare su tanta gnagna ed in secondo luogo per la necessità di una purificante dieta da post-vacanze, quella cioè che dissolva come un incantesimo tutto il quantitativo di cibo che il Nostro è riuscito – slancio et impeto di eroe! – ad ingurgitare durante le Feste e che la lavanda gastrica dell’Epifania non ha portato via. In questo momento benedettaparodi va detto: la bieta è un alimento che, oltre ad essere light e rimorchio-friendly, è anche antidepressivo, un plus non da poco visto che l’Insicuro a giorni alterni è allegro come un clown che piange giaroni.
  9. Migliore, l’Insicuro sarà una persona migliore, moralmente superiore. Di quelle che alla mattina si sorridono allo specchio da sole, di quelle che pensano positivo, che arrivano puntuali, che rispettano la parola data, che si auto-amano, ma che all’imbrunire non si ricordano più perché. Né il proprio nome.
  10. Sincero, l’Insicuro non potrà che essere sincero, almeno con se stesso, almeno credo. E si dirà che non cambierà nulla, semplicemente perché alla fine dell’anno è cambiata l’unità, – si segnata in penna verde, vero ? – e il Nostro resterà il solito cazzone di sempre, il solito beato ed auto-consapevole disagiatone di sempre. Detto questo, possiamo riprendere da dove eravamo rimasti? Possiamo celebrare il Grande Ritorno dell’Insicuro della sua ordinaria vita di lucida follia? Lo stiamo già facendo, ma lasciamo la porta aperta alle illusioni da nuovo anno e da cambiamento, dacché in fondo viviamo di quello.

Buon Rientro, o forse no, dalla Redazione dell’Insicuro.

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