IL MANUALE DELL’INSICURO – POSSIAMO RIMANERE AMICI?

Troppo spesso l’Insicuro si imbarca in avventure sentimentali, compra i biglietti e sono già obliterati: hanno una scadenza e lo si sa già in partenza. Si tratta di una serie di incontri improbabili e ingiustificabili, i quali per il loro numero sono paragonabili ai singoli di Rihanna, mentre per la loro qualità e loro successo, sono paragonabili sempre ai singoli della stessa, ma in growl. Va detto tuttavia che – in barba allo spontaneo astensionismo del Nostro da ogni becera forma di contatto fisico – talvolta, purtroppo, accade anche all’Insicuro di imbattersi nella temibile idra che è il rapporto a due (cosa spinga un qualsiasi essere vivente consenziente a frequentare un Insicuro, questo è un mistero). Va da sé che, con altrettanta frequenza, all’Insicuro si imporrà l’esigenza di uscire dalla relazione e così risulterà necessaria una strategia d’evasione dignitosa. O almeno, risulterà necessario capire dov’è la porta di questa casa sconosciuta, in cui l’Insicuro si è appena risvegliato.

Quando il Nostro avrà smesso di riascoltare nella propria testa il podcast da lui autoprodotto dal titolo “Come è potuto succedere?”, di cui esiste anche la versione remix “Come è potuto succedere che manco me lo ricordavo più come si faceva?”, l’Insicuro dovrà suo malgrado fare i conti con un fatto: anche se da quel momento in poi magari le persone cui hai giurato amore eterno non esisteranno più nella sua fantasia (l’unica dimensione reale per il Nostro), in realtà queste sono vive, vegete e spesso rancorose. Succede. Dopo aver rifiutato questo dato per un po’ e dopo aver autolegittimato il proprio disagio nel relazionarsi con l’altro sesso (sparandosi Choose Life nelle cuffiette a cannone), andrà che il Nostro si comporti come si deve e che si riveli per quello che è. Purtroppo, troppo spesso, un coglione.

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Dubbi amletici dilanianti: farsi sentire o sparire nel nulla? Sperare di rivedersi o disilludersi? Darsi una possibilità col prossimo o limitare i danni? Vino rosso o vino bianco? Qui si vede il vero Insicuro, maxime cunctator, padrone dell’esitazione. Il nostro sarà schiacciato dal peso dell’indecisione, in virtù della quale non solo perde il famoso treno che passa una sola volta ma gli si offre come rotaia, più volte. Se l’Insicuro intuisce la minima possibilità che qualcosa possa andare bene, massima allora è la paura: si paralizzerà di fronte a questa sensazione sconosciuta, non vorrà crederci, sederà sull’angolo del letto, ciondolando avanti e indietro, fissando il vuoto davanti a sè, per ore.  L’Insicuro, figlio di Kmer e della Noluntas.

Eccolo quindi, guardatelo!, mentre con impaccio e virginale rossore finge di non vedere la mora di tre sere fa. Eccolo mentre, nel non sapere se salutare o meno, sbadiglia\finge una telefonata di vitale importanza\cerca il tabacco che non ha in tasche che si rivelano infinte\si improvvisa ipovedente\sviene. Eccolo mentre, al bancone, tenta di tramutarsi in camaleonte per acquisirne la virtù mimetica e per ovviare alla carenza di ciò che lo distinguerebbe dall’animale stesso, un po’ di intelligenza, anche poca poca. Eccolo mentre, costretto alla conversazione, non potendo proprio evitarla, spara tre domande educate e imbarazzate a random (si spazia dal “Come va?” al “Hai letto dell’offerta sugli asparagi alla Despar?” passando per “E i marò?”). Ed infine, eccolo mentre fa il vago, lancia un cenno con il capo, si atteggia ad impegnato e si allontana.

Quello appena delineato è, ovviamente, il più roseo degli spaccati. Ma, poiché di ben altre spaccature ci intendiamo, aumentiamo subito il tasso di Insicurezza. Inconveniente spiacevole del vivere Insicuro, infatti, è la totale spensieratezza con cui tratta la diplomazia post-coitum – e questo non perché il suo cuore sia gelido e il suo pensiero cinico (a tanta astuzia strategica il Nostro non arriva), ma perché ancora non si sta spiegando come sia mai potuto accadere proprio a lui, nonostante lui [ricordiamo infatti che l’Insicuro aveva creato a suo tempo un programma radio pur di parlarne, almeno, di sesso. La vita gli ha chiuso il programma, alla prima puntata.] Questo atteggiamento – quello di chi ha la fortuna di trovarsi cinque euro in tasca e ce li lascia, che in futuro, vai a sapere – lo porta spesso a passare per canaglia e, non da meno, lascia spazio al bieco pettegolezzo altrui. Inefficaci dicerie! Parolai! Nessun commento, anche il più crudele, riuscirà mai a scalfire la coscienza dell’Insicuro: nessuna arma, anche la più tagliente, batterà ciò che l’Insicuro già pensa di sè stesso. Nessuna freddura sarà peggio della disistima che l’Insicuro ha per la propria persona. La verità che si nasconde dietro la maschera che l’Insicuro indossa, plasmata su un atteggiamento distaccato e altero, è in realtà il timore raggelante del Nostro di sentirsi dare un feedback negativo, di vedere disattese le minime speranze di conservare un buon ricordo. Insomma, di sentirsi dire, anche questa volta, che quel che pensava fosse amore invece era emmeddì. Alla spaventevole possibilità che possa andare, l’Insicuro preferisce la certezza che almeno per una volta, sia andata.


 

Va da sé, che le cose siano ancora più complesse quando a voler rimanere amici sono due che escono da una storia lunga, seria, matura. I due, evidentemente, non sono Insicuri, fine. Quindi, tornando al Nostro, lo abbiamo lasciato che se ne andava dalla mora, ma non è solo: sulle sue spalle si è accoccolato un imponente senso paralizzante di persecuzione. Spuntano come i funghi, dai tombini della città che è diventata ormai minuscola, i fantasmi delle zingarate di ieri. E l’Insicuro, quando trova il coraggio di alzare lo sguardo da terra, ha paura di incontrarli. Pensa, rimugina. “Che peccato, che gran peccato. Potevamo essere tanto amici. E invece. Invece questo senso di imbarazzo ora ci rende impacciati, paranoici, prevenuti…magari il paki è aperto.” Si siede, l’Insicuro, ne parla con gli amici e questi lo sfottono: come può pretendere di mantenere un rapporto d’amicizia, dopo? Non si rende conto dello sforzo utopico? No! Togliete tutto all’Insicuro, anche le droghe, ma non osate togliere al paladino della gaffe plurilingue ciò a cui tiene di più: le sue illusioni. Perché l’Insicuro ci crede che alla fine, poi, dopo, si possa rimanere amici; ci crede un sacco perché in fondo, ma in fondo in fondo, chi con l’Insicuro ci sta, un problemino o due li ha e con questo comune denominatore si potrebbe anche imbastirla un’amicizia, o no? In aggiunta, come non guardare con occhio caritatevole all’Insicuro – questo povero coglione – e, se chiuso quello, resta solo quello della pietà, a maggior ragione. Serve tempo, solo quello, e il Nostro – quando non arrestato o picchiato da fidanzati offesi – troverà la forza di tornare sui suoi passi e affrontare quei volti, amati una notte e forse mai più. Avrà l’onesta intellettuale di dire l’unica cosa che abbia un senso: scusa. “Scusa – dirà alla mora di tre sere fa – perché di tante sfighe gratuite ed accidentali che il destino ci può propinare, a te è stata riservata (karma? Shhh) la peggiore, una serata con me.” La speranza, malata terminale, è che le scuse vengano accettate dalla controparte, la concupita. Solo così, l’Insicuro potrà porre le basi per un futuro rapporto molto più roseo e maturo perché privo di rapporti (fisici, con lui).

Per questo, da ultimo, rifletterà il Nostro sull’eziologia del suo disagio. Esisterà per lui, purtroppo, un’unica risposta sensata, dopo aver chiarito e analizzato le cause e le conseguenze degli eventi: la soluzione è non scopare. Mai [TZC=Ø]. In modo da evitare tutto questo, in modo da avere tante situazioni spigolose, fastidiose, sifilidose in meno e molte amicizie sincere in più, in modo da non dover palesare così spesso e manifestamente l’inetto che è, in modo da non ritrovarsi ogni tre per due a sbattere la testa contro il muro urlando “perché?”.
“Possiamo rimanere amici?” si chiederà: non dopo, prima. Ecco, finalmente sarà chiara la condotta morale da seguire, al Nostro, sarà evidente che quello in orizzontale è tutto tempo perso (tranne quello speso a guardare le nuvole, ovviamente). Farà così: si asterrà, per sempre, fino alla riconquista della propria verginità. Lo giurerà, lo stragiurerà che non riaccadrà.

Non ci credete? Nemmeno noi.
E per questo il Manuale ha il piacere di annunciarvi una nuova rubrica Insicura, che presto ospiteremo nel nostro www: Coerenza e Libertà.

CL


 

<<E’ fritto.>>

<<Ah, era inevitabile Baloo. Lui non poteva farci niente: doveva succedere. Ora Mowgli è là dov è il suo posto.>>

<<Già, forse hai ragione. Ma penso sempre che sarebbe diventato un orso perfetto. Eh, beh, vieni amico Baggy, torniamo anche noi là dove è il nostro posto, perchè in fondo ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar. Ti bastan poche briciole, sapessi quanto è facile. trovar quel po’ che serve per campar.>>

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