IL MANUALE DELL’INSICURO – RICHIESTA D’AMICIZIA

risiko_piu


    Allora, va bene, magari l’Insicuro non sarà esattamente il capo dei capi quando si tratta di socializzare o anche banalmente di esistere, ma un contesto in cui si sente a proprio agio, in cui sa esattamente cosa fare, magari lontano dal reale, ci dovrà pur essere e c’è: il mondo del www. L’insuccesso che il Nostro registra in ogni circostanza della sua vita quotidiana, anche la più semplice, lo ha anzitempo spinto a rifuggire nel digitale, perché lo schermo del suo computer non gli dirà che non è altro che un fallito, non lo farà sentire in colpa per quei risibili duecento euro spesi in alcol questa settimana, non gli farà notare che però, magari, un po’ di palestra, non gli dirà “No, guarda, non sei tu, sono io. È che ho bisogno di tempo per me stessa, per pensare. Insomma, si chiama Stefano, guida i camion, va avanti da un anno.” Il PC dell’Insicuro sarà al contempo un amico fidato, un fratello, uno spacciatore che fa i saldi e, data questa premessa, andrà da sé che l’Insicuro sarà un bomber fuori scala in quanto a netiquette (anche quando non sa cosa vuol dire): sì, l’Insicuro, lo stesso che da sbronzo tenta di limonare voi, la vostra migliore amica, il muro e vi sussurra dolcemente che siete molto belle, anche se ne avete messo su di culo, proprio lui saprà essere un gentleman raffinato, affascinante e scaltro online. Dietro lo schermo siam bravi tutti, ma lo è ancora di più chi non ha alternativa.

BN-GP883_LAB_il_J_20150126115808


     Immaginatevelo allora, in quel lasso di tempo tra un pacco da grattare e un caffè che sale, mentre rimugina a fatica sulla serata precedente: ricostruisce in modo sommario gli eventi – tre brividi di vergogna, quattro avemarie al contrario e passa la paura del ricordo – e resta sconvolto dalla consapevolezza che gli è capitato un fattaccio proprio strano ieri notte, un fenomeno così improbabile e stupefacente da riconsiderare la quantità di solfiti nel suo pregiato Terrefredde: ieri sera una tizia ha parlato con lui e non per insultarlo. Un fatto impossibile da dimenticare tanto è raro, impossibile a spiegarsi tanto è miracoloso. Tenendo sempre a mente che la vita sentimentale dell’Insicuro potrebbe a buon merito prestarsi come sceneggiatura per l’avvincentissimo documentario ‘La pura pace della tundra’, girato però da un regista che ha alle spalle un’onorata carriera in horror movies giapponesi, il Nostro si ritroverà in quel momento molto confuso. Proverà il desiderio di ricontattare la fanciulla che, probabilmente sordocieca, non lo ha schifato da subito (del fatto che comunque lo farà, che è tutto inutile, che non val nemmeno la pena provarci e via dicendo, è stato così diffusamente trattato nei Manuali precedenti che in questo faremo finta di niente, come se questo fosse uno di quei prequel, realizzati dopo le saghe lunghe e belle, improbabili e pieni di aspettative poi disattese, che servono esclusivamente per fare quattrini. Con la differenza che l’Insicuro, come al solito, non ci guadagna niente).

uvrq89pa9gawvatcl0km


       Per l’Insicuro ‘ricontattare’ significherà richiedere l’amicizia sui social, questo gli impone la società in cui vive, benché rimpianga i gloriosi tempi dell’alzata di sopracciglio e bicipite in tiro appoggiato allo stipite, da serie tv americana anni Novanta, che accompagnavano la sensualissima domanda “Mi lasci il tuo numero?” (che suona anche un po’ come “Posso salire?” e forse anche ‘baby o ‘piccola’ possono accompagnare solo. Beh e ‘pollastrella’ che bello è? Bello da dio). L’Insicuro, mastro Geppetto del web, saprà che inviare una richiesta d’amicizia non è soltanto il modo di attribuire all’altro e di conseguenza a sé il carattere di ‘esistente’ nel mondo reale, quello virtuale, ma che al contempo è anche un gesto politico, una dichiarazione di intenti, un inquadramento psicologico, un dardo eroicamente scagliato contro l’inutilità propria della caducità umana. Altra cosa che saprà il Nostro è che, non appena nel suo cuore dovesse sorgere il dubbio “le chiedo o non le chiedo l’amicizia?”, ebbene, quel che avrebbe davvero voglia di richiedere con l’amicizia ha ben poco a vedere. Quell’esitazione sarà per l’Insicuro sintomo di interesse sudombelicale e di panico che, alla sola idea, logicamente ne consegue.

    Poiché, durante il briefing della Redazione Insicura intorno a questo tema, si è evinto che l’argomento scotta, infiamma quasi e un po’ divide (siamo partiti da “Richiesta d’amicizia il mattino dopo = sono un sottone?”, “Non lo so, non è scritto nel Manuale” e in zero due siamo arrivati ad un conclusivo “FIGLI DELLA MERDA” [capslock non mio, NdA]), il Manuale propone in questa edizione la Regolamentazione Insicura della Richiesta d’Amicizia, suddivisa nelle sezioni cardine ‘quando mai’ e ‘se proprio’, per essere il social media manager di se stessi meno peggio che ci sia.

QUANDO l’Insicuro non dovrà MAI fare una Richiesta d’Amicizia:

  1. Agli sconosciuti (suggerimento di mia nonna, prezioso e mai scontato.)
  2. Stop all’ipocrisia da social: l’Insicuro vero non si cura di bieco pettegolezzo e nefandezze simili. Non chiederà quindi l’amicizia a persone delle quali vuole conoscere in modo subdolo usi e costumi privati, meno che mai dei nuovi\ex morosi della propria amata, meno che mai del rivale in ambito universitario e\o lavorativo.
  3. Alle nuove morose dei propri amici, che sembrano ma – non sono – l’ultimo piatto appena servito sul tavolo di un buffet gratuito, quando l’Insicuro è in fame chimica. L’Insicuro avrà un minimo di decoro, non tanto nei confronti della fanciulla, ma in quelli dell’Amico, che lo sopporta tutti i giorni (e le notti) e al quale il Nostro deve tutto (e molti euro).
  4. Le neo ex dell’Amico. Non c’è bisogno di spiegare.
  5. Inutili rivoli di nostalgia: l’Insicuro non sprecherà il suo tempo nel richiedere l’amicizia a compagni di viaggi occasionali, di esperienze lavoro di una settimana, di brevi seminari in Vaticano. Se la conoscenza si è circoscritta a una stretta di mano e ad un inconscio ‘mors tua, vita mea’ non ne varrà la pena.
  6. Eviterà, per cortesia di Dio, le sorelle minorenni dei propri amici. Questo sia per il discorso (al punto 3) sulla sacralità dell’Amico, sia per quel più noioso discorso della legalità. In generale, l’Insicuro applicherà lo stesso riguardo anche verso gli altri membri delle famiglie altrui, ad esempio verso le mamme buone e i padri in crisi di mezza età, anche se il sale e pepe è sexy, degli amici.
  7. Fedele al proprio senso di inferiorità, l’Insicuro non oserà avvicinarsi troppo ai propri superiori. Quindi non chiederà l’amicizia al datore di lavoro anche se giovane, al professore anche se relatore di tesi, al capo tribù anche se premuroso. L’umiltà, il Nostro, la spiega a Manzoni.
  8. L’Insicuro non avrà pennellate impressioniste, la vaghezza lo terrorizza: se nell’aria ci fosse il minimo presentimento che in seguito alla richiesta il Nostro si potesse amaramente pentire, paralizzerebbe volontariamente il proprio pollice e si asterrebbe. Poiché l’Insicuro è l’Insicuro, questo frangente, di fatto, corrisponde alla quasi totalità dei casi, ma nello specifico esso è collegato a eventi che già si sono verificati nel passato e purtroppo nel mondo tristemente vero e non nel www. C’è il dubbio che lei già sappia che il Nostro ne è innamorato? Silenzio. C’è il dubbio che lei si ricordi che la prima volta che ha incontrato il Nostro, lui stava vomitando, piangendo? Silenzio. C’è il dubbio che lui abbia colto gli sguardi dell’Insicura al baretto e che non miope, bensì disinteressato, l’abbia mal cagata? Silenzio. C’è il dubbio che lei sia la sorella di quella di ieri sera? Silenzio.
  9. L’Insicuro, soppesando le proprie capacità relazionali e quindi soppesando molto poco, non sarà tra quelli che ti chiedono l’amicizia poi non ti salutano per strada (cfr. ‘Figli della merda’ cui accennavamo sopra.)
  10. Quando non è pronto per essere padre e non si ricorda bene com’è che è finita, poi, ieri sera.

maramaionchi


SE PROPRIO l’Insicuro dovesse fare una Richiesta d’Amicizia:

  1. FATTORE TEMPORALE: mai troppo presto, mai troppo tardi. In osservanza alla sacra medietas, l’Insicuro sarà consapevole che richiedere un’amicizia è già perdere una gara d’orgoglio e che, quindi, dovrà almeno saper scegliere il momento perfetto.
  • Mai ‘subito dopo’: il Nostro aspetterà almeno le 14 del giorno dopo, non che la ragazza che vuole ricontattare abbia appena svoltato l’angolo, che si sia appena rivestita o che sia appena rinvenuta.
  • Mai ‘dopo una vita’: già due giorni di attesa potrebbero far percepire alla fortunatissima preda del Nostro di essere ancora nei suoi pensieri. Orrore puro. Mentre, inviare una richiesta dopo un mese dall’incontro, farebbe “apparire” il Nostro un ritardato sociale.
  1. FATTORE RADAR: se all’interno di un gruppo di ragazze, il Nostro dovesse sceglierne una o due (fate partire le risate finte dalla regia), consapevole del fatto che arpionarle tutte gli sarebbe impossibile (risate, ancora, grazie), dovrà selezionare con precisione la preda più adatta, quella cioè non ‘fuori target’, non la più figa, quella invece che maggiormente potrebbe venire stordita da un miscuglio letale di persuasione retorica e compassione, un must del Nostro.
  2. FATTORE GIUSTIFICATIVO: il Nostro non invierà messaggi a chi non è già suo amico sui social. Questo non perché ci sia nulla di sbagliato nel farlo, ma perché il quantitativo di ansia che l’Insicuro potrebbe provare nell’attesa di una risposta (“Non gli è arrivato, non lo ha mai letto, è finito in ‘altri messaggi’, non ha uno smartphone, non ha un computer, non ha mai avuto internet, mi sono immaginato tutto, non so come mi chiamo”) gli comporterebbe un simpatico enfisema. Se la sua cerbottana virtuale invece dovesse cogliere nel segno, sarà pronto a introdursi al prossimo suo, o a riproporsi, giustificando il suo ardito gesto tramite quelle cose come pubblicità al proprio gruppo, domande su esami futuri et alia, che indicheremo in modo generico con “la cultura quando serve a qualcosa”. Il profilo del corteggiato sarà per il Nostro una banca dati finalmente espugnabile, che gli garantirà un quantitativo di informazioni da celare mimez nel proprio cuore e usare, spinti dalla fotta e dal più realpolitiko utilitarismo, al prossimo casualissimo incontro.
  3. FATTORE RISIKO: una volta avuto il coraggio di aggiungere agli amici la persona cui l’Insicuro è interessato e non avendo nel suo arsenale un fattore giustificativo di cui sopra, il Nostro smetterà di mangiarsi le unghie e vestirà i tecnici panni dello stratega. Eviterà – gli cadessero tutti i polpastrelli – i banali “Ma ciao! Come va? ;)”, “Divertita l’altra sera?” o “Ma sai che non mi ricordo chi cazzo sei XD”. Stoico, risoluto, irreprensibile – tipo la Tatcher il giorno che decide che oggi si guzza – l’Insicuro tenderà molteplici agguati alla sua preda. Siederà a bordo del fiume e aspetterà i cadaveri dei suoi nemici: le sue armi saranno i mi piace tattici. Come mine antiuomo: uno qui, uno lì. Abboccherà e, cinta d’assedio, capitolerà.
  4. FATTORE Più BELLO DI SEMPRE DA DISSOCIATI, MERCANTI E MARINAI: l’Insicuro, che è abituato a trovare soluzioni smart per sopravvivere ai punk, se ne inventerà una delle sue. L’Insicuro non ha tempo di fare lo stalker per mesi, soprattutto da quando è uscito Pokemongo, e questa pigrizia esistenziale, unita al cocktail di ormoni che provoca un essere umano esente da minaccia di tortura che parla al Nostro, lo porterà all’escamotage prebellico. Dato un Insicuro X, che dialoga con la preda Y, X entra in Y passando per S(cemo): richiesta di amicizia in diretta, live, di persona. Proprio così, ex abrupto, d’arroganza, in faccia: il Nostro troverà una scusa, anche la più blanda o pindarica per arpionare fin da principio, prima che scappi, chi ha di fronte. Non ci aveva pensato nessuno, eh? Tutti a procrastinare, eh? Non l’Insicuro. E qui un pensiero di profonda riconoscenza va ai suoi genitori, che avendolo obbligato a mentire anni e anni per coprire le proprie malefatte, lo hanno reso ora un abile mercante in grado di vendere i gatti a Vicenza. Formula base:

“DAI, ALLORA TI AGGIUNGO CHE” x “COSì + MOTIVAZIONE QUALSIASI”

    Ché l’insicuro sarà così, un mix tra Lawrence d’Arabia e Fantozzi, si lancerà in queste imprese con il coraggio che gli detta l’incoscienza (consigliabile, ad ogni modo, uno stato lievemente alterato dei sensi, lievemente) e si troverà ad offrire improbabili scuse come:

   Dai, allora ti aggiungo che “così ti passo tutte le puntate di Strange Things, anche quelle che devono ancora girare”, “così ti metto in contatto con la cugina di terzo grado della mia ex coinquilina, che ha fatto l’erasmus a Strasburgo, visto che tu vuoi farlo a Barcellona”, “così ti dico se abbiamo posti in più sulla mia Smart per andare all’Home festival”, “così potremo fare discorsi più intellettuali, noi due, indisturbati, lontani da questa gente triste, cafona e rumorosa, che deve per forza bere per divertirsi”, “così ti informo, allora, rispetto a quei piccoli, tenerissimi e abbandonati gattini”, “così ti invito, senza impegno, ad una cena a quattro”, “così se perdi il mio numero\mail\codice fiscale, mi puoi ricontattare”, “così puoi vedere sul mio profilo le foto che per privacy non si vedono, in cui recito con Mastrandrea”, “così, per scommessa”, “così ci risentiamo allora per quella storia che ti dicevo del sito che cerca giovani artiste, donne, profonde, creative, single, nude”, “così resti aggiornata sulle date del tour estivo della mia durissima band metal, a cominciare dalla sagra del melone di domani”, “così ti mostro quella singola gigante che si libera a casa mia, con balcone, a cinquanta euro al mese”, “così mi vanto con i miei amici”, “così mi ricordo come ti chiami”, “così vengo a fare passeggiate intorno a casa tua”, “così.”, “così ti faccio una scheda di allenamento e una dieta personalizzata gratis e un massaggio e una sauna, con le mie mani”, “così come fosse Antani”, “così riconoscerò nostro figlio”, “così poi vado a vomitare”, “così leggo tutto il tuo blog ironico, illuminante e quintessenziale”, “così saremo amici per sempre”, “così ti segnalo tutte le date del mio cineforum francese, radical chic, in bianco e nero, per due, a casa mia”, “così se passi ancora di qua, o nel raggio di trecento chilometri, hai qualcuno da cui poterti fermare a dormire”, “così ti riparo io il boiler, sai, faccio economia”, “così sarò ispirato dai profondissimi articoli che condividi, dalle tue originalissime playlist di spotify”, “così ti stalkero duro”,“così un lucernario nascosto carissimo wordpress”, “così se ti annoi e non sai cosa fare puoi venire con me e i miei amici a fare un po’ di sana arrampicata, su bancone, di bar”, “così per vedere che amiche hai”, “così mi ricorderò di te quando diventerò il dirigente amministrativo di Zalando il mese prossimo”, “così ti trovo un posto di lavoro”, “così più pace nel mondo”, “così ti scrivo”, “così ti scopo”, “così ti amo”.


“Non ho Facebook.”

 

1,890 Visite totali, 1 visite odierne

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *