IL MANUALE DELL’INSICURO: ERA SOLO PREMESTRUO

 

Versione male friendly

  Squillano le trombe, odore di zolfo, minaccia d’Inferno. Che accade? È forse l’Apocalisse? Peggio, è sindrome premestruale.

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  L’Insicuro, che per sopravvivere combatte quotidianamente contro se stesso, si affiderà al suo infallibile istinto di gabbiano per evitare il mostro minaccioso, l’Insicura in premestruo. Fuggire o perire. Ma se al Nostro non fosse data l’opportunità di allontanarsi da questo nemico lentamente, evitando movimenti bruschi e senza mai voltar le spalle, allora sarà il caso di ribadire quali sono i necessari provvedimenti cautelari. Lanciarle – mantenuta una debita distanza – un pezzo di cioccolato vale sempre, tuttavia esistono parole che possono rendere molto più semplice la difesa dell’Insicuro, in una captatio benevolentiae che, come una marea, dipende dalla luna. Grazie a questi semplici escamotage, il Nostro porterà a casa la pellaccia. Non era la sua? Peccato.

 

Esempi pratici:

L’Insicura in premestruo è bel-lis-si-ma. Mai vista Insicura più bella, mai. Una strappona!

L’Insicura in premestruo è ma-gris-si-ma. Assolutamente non gonfia, assolutamente.

L’Insicura in premestruo è e-qui-li-bra-tis-si-ma. Saggia, razionale, analitica.

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  Et hic sunt leones, o peggio la leonessa isterica: il vero pericolo dell’Insicuro nell’imbattersi, suo malgrado, in una sindrome premestruale è la natura imprevedibile della portatrice stessa. Il motivo è che il periodo che precede il ciclo è un’allegra passeggiata nella follia, solo non allegra. Così, il Nostro starà pronto: dovrà assistere in rapida ed allucinante successione a pianti, risate sguaiate, poi pianti, scene isteriche, ricatti morali, poi pianti. Piatti per terra, “abbracciami!”, poi pianti.

  Non osi l’Insicuro domandare nulla, perda Ei la speranza di trovare un minimo principio logico a governare l’azione della bestia più bella dopo la capra. Non osi. Poi pianti.


 

Versione female friendly

  La più cupa depressione, uno spleen atavico: che è, un anticipo di morte? Perché il suicidio sembra ora l’unica soluzione dignitosa? E’ forse un brutto male mentale? Peggio, è sindrome premestruale.

  Ogni volta, ogni mese, l’Insicura affronta il dubbio amletico più sanguinoso: sopravvivrà al suo stesso ciclo? Non è scontato. Il tunnel del premestruo è buio, al suo interno non si scorgono uscite di sicurezza, di nessun tipo. L’Insicura è consapevole di essere un potenziale pericolo per sé e per il prossimo, una bomba ad orologeria con le lancette rotte. Combatterà la Nostra, non demorderà mai: autolesionismo, denunce, risse, un pacco di orsetti gommosi et alia sono solo alcuni degli elementi ricorrenti della fase critica della nostra Principessa Nuvenia. L’unica soluzione sta nell’onestà intellettuale: l’Insicura in premestruo avverte tutti. Scelga la Nostra il modo, non importa realmente, basta che lo faccia. Un cartello, un post su Facebook, un editto imperiale, una lettera scarlatta, tutto quello che vuole, ma la gente deve sapere, deve sapere che è solo premestruo.

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  Alcuni filosofi hanno, nel tempo, ragionato intorno al concetto metafisico dell’Inspiegabile, si sono interrogati di fronte all’Assurdo. Tardoni: le Insicure hanno esperienza diretta del mistero che accompagna l’agire umano una volta al mese. Infatti, quando ormai è stato superato l’apice dell’orrore psicologico, il premestruo appunto, è tempo di stilare un rendiconto del numero delle vittime e della serie di fenomeni incomprensibili che si sono verificati in quei giorni. Perché l’Insicura ha fatto una scenata di pianto al supermercato, quando ha visto lo scaffale delle gallette vuoto? Perché lo schiaffo a mano aperta al bambino che ha chiamato l’Insicura “signora”? Perché progettare il suicidio, appurato che è finito il dentifricio? Perché si è commossa guardando “Dieci giorni in viaggio nella tundra”? Perché l’Insicura ha cestinato metà della tesi scritta finora, gridando “Alabarda spaziale!”? Come ha fatto l’Insicura a percepire “un senso di precarietà paralizzante, che scandisce gli attimi inutili del nostro vivere caduco” osservando un tarallo? Perché ha accusato l’Insicuro di essere un inetto maschilista e insensibile, quando la sua domanda era “Ti va un caffè”?

  Molte domande, nessuna risposta. Tentare di comprendere la diabolica intenzionalità dei propri ormoni, sarebbe per l’Insicura tanto sensato, quanto chiedere indicazioni stradali ad un cieco. Si è di fronte all’Ignoto, bisogna solo accettarlo.

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  Dunque il Manuale dell’Insicuro vi propone, care Insicure, un pratico modulo copiaincollabile e compilabile, da postare una volta al mese su tutti i vostri profili social:

“Io Insicura (nome e cognome) ___________, nella totale mancanza del pieno possesso delle mie facoltà mentali, volendo disporre per il tempo in cui avrò cessato di mestruare, dichiaro con il presente atto le mie ultime volontà come di seguito espresse: 

Nomino mio erede premestruale l’umana Pietà, nella speranza che mi sia perdonato ogni gesto inconsulto o commento acidone, nel periodo della mia mestruazione. 

(luogo e data)_____, il_______

In fede,(firma digitale)_______”


 

P.S.: Purtroppo, mentre scrivo queste righe, nel mondo migliaia di Insicure sono ferme ai confini di vari stati europei; altre invece non riescono nemmeno a raggiungerli. Loro non lo potranno compilare questo modulo, non lo potranno spiegare alle autorità che le respingono, che è solo premestruo. Piangeranno, anche loro, si dispereranno, avranno pensieri di morte. Proprio come noi: con l’unica differenza che queste Insicure non chiedono Buscopan e cioccolata, ma il diritto di ottenere una vita dignitosa.

Sta a noi. Stay Insicuro, stay human.

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