DE LA UTERINA MANIPULATIONAE: EPOPEA MULTIMEDIALE DEL MARPIONE

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Questa è la storia di un tempo lontanissimo, il tempo dei miti e delle leggende, delle XMAS e Summer Card della Vodafone. Un’epoca dove un pixel di pelo pubico te lo dovevi sudare a suon di promozioni telefoniche.
Per i tanti di voi che hanno subito la deflagrazione ormonale intorno al 2005, la tecnologia iniziava ad offrire un’alternativa concreta al voyeurismo scolastico. La telefonia mobile si accingeva ad espandersi a macchia d’olio divenendo finalmente accessibile a tutti, tanto da finire tra le mani di moltissimi adolescenti arrapati.
Dapprima vennero gli SMS, come una manna dal cielo, per chiunque fosse troppo brutto, timido o inquietante per parlare a voce di pulsioni pelviche e passioni hentai. I pregi dello Short Message Service furono subito evidenti agli occhi di tutti: dati anagrafici, fattezze fisiche e quant’altro diventavano futili dettagli alla mercè della proprietà di linguaggio del marpione di turno; che per di più poteva avere accesso immediato alla corrispondenza con il sesso opposto, senza sottostare ai tempi biblici delle Poste Italiane.
Una grande livella che rendeva giustizia ai nuovi, gracili Leopardi dalla pippetta facile a discapito dei tamarri palestrati, pionieri dei famigeratissimi “xk, bac8, sks…”.

Nascevano così i primi poeti del sabato notte, quelli che tornando a casa sbronzi decidevano di mettersi all’opera stilando (magari previo consiglio di amici e parenti) dei veri e propri mini romanzi hard per imbastire calienti momenti di autoerotismo -altro che le minchiate di G.R. ndr-. Forti della loro promozione telefonica stagionale, questi audaci affabulatori ci davano dentro a suon di zozzerie lunghe pagine e pagine, con la suspence insostenibile del *manca del testo* tra un cane che faceva il suo esordio nella trama erotica ed il paio di tettone della madre di turno (grazie di cuore V).
Come se non bastasse, di lì a poco il terzo millennio ci avrebbe fatto un altro regalo al modico prezzo di 50 cent al dì, un piccolo passo avanti dalle parole ai “”””fatti””””: gli MMS. Ci si trovava così a fine giornata, magari davanti ad una birra con gli amici, a discutere in modo animato se quei pixel scuri nell’immagine della tipetta A appartenessero al suo pube, alle sue ascelle o ai baffi della madre di turno.

Ci sono guerre che iniziano per molto meno.

Fortuna volle che mano a mano gli apparecchi telefonici -e di conseguenza le loro fotocamere- divenissero sempre più precisi e sofisticati, fugando ogni dubbio e dando un po’ di sosta alla nostra immaginazione che fino ad allora si era immolata per decrittare ombre, curve e genitali talvolta indecifrabili.
Parallelamente, in questo turpe lunapark multimediale, una grande fetta di merito va data anche ai computer. Abbiamo già ampiamente ribadito la loro utilità per quanto concerne la pornografia e le sue squisite “sfumature di griggio”, ma non è finita qui. L’insaziabile marpione, ormai a livelli di onanismo compulsivo, non poteva assolutamente prescindere da un nuovo e poliedrico giocattolino, che rispondeva al nome fantascientifico quanto accattivante di webcam.
Buon Dio, a quei tempi tornavo a casa e guardavo mio padre con compassione, conscio del fatto che alla mia età lui zappava la terra invece che masturbarsi su Messenger a casa di R, con L e V (premio fedeltà) mezze nude dall’altra parte.

A volte la vita è dura, altre ti puoi permettere di vedere due ragazze online spogliarsi a vicenda mentre svuoti la dispensa del tuo amico manco fossi al cinema.

“E poi? Come finisce questa storia Papà Castoro?”
Eheh, finisce con Steve Jobs  che muore da martire -o presunto tale- per fornirci gli Smartphone.
Ragazzi..GLI SMARTPHONE.
Fanculo agli SMS, agli MMS, all’ansia di farti le seghe nella camera del tuo amico e della relativa sorella, ora ci sono queste pietre filosofali dai miracoli alchemici.
“Ma che cazzo dici Papà Castoro?”

Entriamo nel dettaglio figliuoli:

1. Whatsapp non solo è gratuito, ma manda pure i messaggi audio (ovvero offre l’opportunità ad una donna di simulare l’orgasmo persino a distanza).
2. Foto ovunque, condivisibili ovunque, in HD ovunque.
3. Chat di gruppo = gruppi di foto (non vi nomino, ma vi ho nel cuore L, M e S).
4. Siete tra quelli fissati per i video? Nulla di più semplice, schede SD e trasferimenti sul PC vi permetteranno di conservare tutti i 72 video della vostra ragazza nuda che lecca le piastrelle a gattoni.
Mi sono permesso questo excursus nella storia dell’hard homemade, una storia che spero di poter narrare anche ai miei pro nipoti, con la speranza di non dare più per scontata la ricchezza tecnologica che abbiamo a portata di mano.
Vi saluto con un ultimo pensiero verso chi invece, nella pubertà, doveva rubare le riviste osè in bianco e nero -dalle pagine sinistramente impiastricciate– dai comodini dei rispettivi nonni.

Onore a voi, je suis telefono fisso.

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