LA RADICE DEL MALE

1


“ Però ecco, allora perché mi tratta così?! Cioè io non riesco proprio a capirvi voi uomini ”.

“ Eeeeh ”sospiro.

“ Mmmmmh ” grugnisce pensoso S.


Aperitivo, ore 18. Anche oggi la vita si è infilata uno strap-on il cui bersaglio è il nostro culo.
Siccome io ed S. non eravamo abbastanza di compagnia, anche oggi F. ha deciso di regalarci un ospite a sorpresa. È per questo che ora stiamo ascoltando gli sproloqui sentimentali di Federica, una sconosciuta che ci sta vomitando addosso talmente tante paranoie femminili che dopo dieci minuti ho già ricevuto una cartolina di saluti dai miei coglioni, emigrati in Slovenia.

La capacità di F. di emulare una vita sfigata come quella del ragionier Fantozzi ha dello spaventoso, e il dolce cucciolo di ebete non perde occasione per dimostrarcelo.

Ci troviamo in questo acquitrino di merda perché il nostro Dottor Stranamore, entrando a lezione in università, ha adocchiato la ragazza che adesso ci sta di fronte. Spinto dalla convinzione che la signorina potesse essere sedotta dal suo fascino, F. si è lanciato in un corteggiamento che ha svariato su ogni tema possibile contemplato nel meraviglioso universo della seduzione. Certo, ogni tema, tranne quello inerente alla domanda “Sei fidanzata? ”.
Senza calcolare questa variabile, il genio ha proseguito nell’ovvia conclusione dell’opera avviata, ovvero “ Ti va di venire ad un aperitivo con un paio di amici? ”.

Devo ammettere che è stato divertente quando, durante le presentazioni, la puledra ha esclamato al sottoscritto “ Ma pensa, Stefano! Proprio come il mio ragazzo! Insomma, quasi ragazzo, ci frequentiamo da un po’ ormai ”.

Quello che è successo in seguito, è che la faccia di F. si è disintegrata come un Oro Saiwa sotto le ruote di un SUV e che sono scoppiati a ridere anche una dozzina di piccioni che beccavano felici dei frammenti di patatine da terra.

Alla scena in questione seguono circa 3 minuti di ordinari convenevoli che lasciano presto spazio a un lungo, eterno, monologo di Federica che ci descrive con minuziosa precisione lo strazio che un cuore deve subire durante una storia a distanza. Il fatto che poi lei ogni tanto dica a F. cose come: “ È così bello parlare con te, è come se fossi una specie di sorella maggiore” non fa altro che aumentare il tono delle risate dei piccioni , i quali hanno smesso di mangiare patatine preferendo mettersi tutti in cerchio per dedicarsi alla derisione del nostro caro deficiente.
È carino però pensare a come due persone possano riuscire a dare un senso completamente diverso ad una situazione: difatti, fino a qualche minuto fa, mentre F. era convinto di poter iniziare a fare a meno di Youporn, Federica stava invece gioendo per aver finalmente trovato l’amico mezzo ricchione su cui sfogare ogni frustrazione sentimentale senza timore alcuno, in quanto F. ai suoi occhi sia poco meno di un simpatico eunuco.

Tuttavia la scena perde via via in divertimento, visto che dopo un quarto d’ora siamo ancora tutti piantati al bar ad ascoltare questo best of di Laura Pausini che ci sta annientando le palle a furia di pene d’amore tra lei e il suo amato Stefano, senza darci la minima impressione di voler smettere o di essere almeno vicina a una conclusione.

Abbiamo appurato che rispondere a grugniti, monosillabi o frasi fatte, non aiuta a far recepire a Federica il nostro esserci rotti i coglioni di sentire questo straziante racconto degno di una telenovela argentina.

Gesù, perlomeno abbiamo evitato il peggio. Esiste solo una cosa, o meglio una persona, che potrebbe aggravare la situazione, e per fortuna che quel disgraziato non mi risponde da tutto il giorno al cellulare.


Lo vedo arrivare al bar con maglietta “ Emargina l’astemio ” e Ray Ban d’ordinanza.
Attraversa il giardino esterno passando in mezzo a una festa di compleanno bestemmiando e starnutendo sulla manica della giacca di un tizio.

Quando D. plana al nostro tavolo e prende posto tra me e Federica ho già capito che non servono parole al nostro eroe per far luce sulla situazione. L’espressione di morte di F. unita alla noia dipinta sui volti di S. e del sottoscritto, favorisce a D. la chiara spiegazione del teatrino in atto. Ne è prova lo sguardo di chi già pregusta l’ennesimo capitolo di una raccolta di demolizioni psicologiche sconfinate.


“ Dunque, chi di voi belle porcelline mi presenta Miss Ciccipasticcia qui? Cioè, chi sta tentando di giocare alla trivella con lei più che altro ? Non sia mai che finiamo a litigare per la figa. ”

Federica è la tipica ragazza solare e alla mano che 99 volte su 100 commette l’errore di non seguire l’istinto di mandare affanculo qualcuno dopo pochi secondi di conoscenza, ma decide di mascherare il fastidio con un bel sorriso e fare finta di niente.

“ Hahaha ciao sono Federica, un’amica di università di F.! ” risponde sorridente.

“ Oooh F., ma non mi dire! UN’ALTRA AMICA? A quante amiche siamo quest’anno? Abbiamo raggiunto l’equivalente numerico della popolazione femminile dell’Estonia? Gesù, hai collezionato più amiche tu in anno che io seghe negli ultimi due ” sbotta D.

Cupo silenzio imbarazzato scende sul nostro tavolo.

“ No dai D, evitiamo di traumatizzare la ragazza per piacere ” sospiro io prima di ordinare un altro Campari, consapevole che tanto, ormai, è destinato tutto ad andare a puttane.

“ Ma guarda che ha la vagina eh, mica un ritardo mentale, Zana. Lo saprà ben che la gente si fa le seghe. Anzi, saprà anche che ognuno ha le sue perversioni, tipo io ad ese…”

“ No guarda veramente sei simpatico, ma non serve che proseguiamo con l’argomento, tranquillo” tenta di interrompere Federica.

“ …mpio ultimamente mi sono buttato su quelle follie giapponesi con le universitarie braccate dai tentacoli stupratori dello spazio. Che poi è anche il motivo per cui non ti rispondevo al telefono prima Zana, sono rimasto tutto il giorno a litigare con la morosa per sta roba. La scena in pratica è stata questa: c’ero io che torno da la…” comincia D. sistemandosi sulla sedia.

“ No veramente dai, cambia argomento ” dice con un filo di voce Federica.

“ …voro con un durone vergognoso e la consapevolezza che la Cri prima di due ore non sarebbe rientrata. Taci che non c’era una torta di mele in casa sennò la scaldavo e mi ficcavo quella. Comunque volo su Youporn e trovo ‘sto video giapponese di una maialina in divisa scolastica che viene inseguita dalle pervertite forze del male tentacolari che le vogliono scopare anche le orecchie. Mi metto in posizione tattica e do il via alle da… ”

“ Sul serio piantala, mi cominci a fare veramente schifo ”

“ …nze. Faccio quello che devo fare col volume a chiodo per immedesimarmi meglio. Poi, colto da un mix di sonnolenza post coito e stanchezza da lavoro, crollo addormentato col cazzo ancora in mano. Tu calcola cosa può essere successo quando la mia tipa è rientrata a casa sentendo tizie giappo strillare tra tentacoli e pixelaggi vari e trovando me addormentato col cazzo in mano . Vabbè tanto ho rilanciato col fatto che a lei piacciono le cose violente con le tipe sculacciate da pagaie che neanche sulle gondole a Venezia le trovi così grandi. Voi invece? ”.

La temperatura sì è abbassata talmente tanto che mi vedo il respiro uscire dalla bocca.
S. si è coperto il volto con le mani.
F. credo sia entrato in coma vegetativo.
Federica vorrebbe tanto parlare, ma D. fa questo effetto.

“ Io … Io veramente…Fai schifo. Ma davvero eh. ” è tutto ciò che riesce a sospirare la dolce scricciola.

“Eeeeh adesso schifo. Esagerata. Però dai, ti voglio venire incontro. Illuminami e dimmi di quale fantasmagorico discorso stavate parlando ” ribatte D.

“ Di cose serie, tipo ” sbotta Federica.

“ Sono proprio curioso Sissi, spara ”

“ Ma tipo della relazione con il ragazzo con cui mi frequento a casa. Di quanto sia dura cambiare città e conoscere nuove persone, adattarsi; tipo di quanto ogni giorno al mio cuore, si aggiunga un peso sempre maggiore sapendo quanto è distante la persona che amo, tipo. Di quanto crescano i miei dubbi sulla solidità del nostro rapporto, TIPO ”. Conclude Federica con gli occhi lucidi.

Cade il silenzio nel nostro, e nei tavoli attorno.

“ … Madò, manco alla FIAT han visto tante Tipo ” è l’unica cosa che riesce a dire D.

“ SCUSA MI PRENDI PER IL CULO PER CASO ?” strilla Federica.

“ Ma no, calmati. È solo che è triste constatare come anche tu non ti sia salvata dalla piaga più grande degli ultimi 20 anni. Cristo, i giapponesi non si devono vergognare per i porno coi tentacoli o per l’aver inventato i distributori di mutandine usate per gli erotomani. Si devono vergognare per aver partorito il più grande cataclisma dai tempi dell’atomica ” sospira D.

“ D., cosa cazzo vai dicendo? ”domanda S. dopo attimi di silenzio “ Hai bevuto di nuovo il disinfettante? Ne abbiamo già parlato e non è che se il Cif ha un buon odore allora lo puoi bere. Pensavo che avessimo passato questa fase, cazzo.”

“ No imbecilli “ replica D. “ sto ovviamente parlando di Rossana. Il cartone. ”

 

“ Il cartone? Ma sei serio? ”

“ Si genio, il cartone giapponese. Ma te lo ricordi? È da li che escono tutte le Federiche d’Italia e le varie schiere di fighe di legno. ” sentenzia D.

“ Ma oh! “ replica visibilmente offesa Federica “ Io non sono una f… ”

“ Ma cosa non sei? Cosa? Sei più di legno tu di un mobilificio della bassa Val Brembana. E il dramma è che non hai nemmeno scelto di esserlo, ti è stato inculcato da anni d’indottrinamento web/mediatico. Scommetto che se ti aggiungessi su Facebook, troverei serie infinite di selfie in cui sfoggi un corpo della Madonna, abbinandolo a… frasi di Jim Morrison a cazzo, profonde riflessioni buttate lì a minchia, pezzi di Platone scagliati su uno schermo senza un motivo reale. Scommetti che è così? Dimmi che sbaglio. ”

Alla piccola cucciola di Federica appassisce la faccia.

“ No beh ma c…cosa c’entra quello? Non vuol dire niente scusa ”.

“ No vuol dire tutto invece. Perché non potete postare una foto in cui siete obiettivamente ultrafighe abbinandoci la didascalia  ‘Dio quanto sono topa ‘ ?!
Perché quando pubblicate una foto in cui mettete in mostra un culo talmente bello che in confronto l’Italia che vince i mondiali nel 2006 è una cosa più o meno graziosa, non ci scrivete sopra  ‘Sparati che razza di culo ho’ !? Ve lo dico io perché, perché seguite un indottrinamento di confusione mentale e sensi di colpa fittizi iniziati con quella stronza di Rossana.”

Ci accorgiamo che la barista che doveva portarmi il Campari è in piedi col mio bicchiere in mano, pietrificata di fianco a D., osservando quest’ultimo come uno zingaro osserva una carriola di rame.

“ Pensateci cazzo. Rossana. La più grande stronza mai creata da mente umana. Star del cinema, sfondata di soldi già in tenera età, figa da fare schifo e… NON SA DECIDERSI.
Oh, quali incredibili bivi esistenziali si è trovata di fronte questa povera ragazza nel corso di quel cartone. La calo al tizio ribelle e misterioso o al mio altro coetaneo, anch’egli figo, ricco e star della tv? ”

“… un po’ come te D…mi bevo un Campari col gin, o un po’ di detersivo per piatti al limone? ”

“ Smettila Zana, è successo una volta e basta. Sul serio rifletteteci. Quello è stato l’inizio di una linea verticale discendente che è culminata nelle fighe di legno e nelle tizie che si sentono colpevoli della loro figaggine.”

“ Si però “ commenta S. “ non è che lo faceva con cattiveria dai, era un qualcosa di goffo, innocente. Non è che puoi addossare la colpa a Rossana di tutto questo”.

“ Ah no? Prendiamo Erik allora. Il tizio silenzioso che si fa Rossana per primo. Analizziamo i fatti: quel tizio a sedici anni si trova un padre alcolizzato a cui non frega un cazzo di lui. ‘Sto ragazzino poteva anche rincasare con un coltello piantato nella schiena e un piranha attaccato al cazzo e il padre l’avrebbe rimproverato perché aveva sbattuto la porta rientrando. Ma non è tutto. Non solo cresce senza madre, ma anche essendo  consapevole di essere lui la causa della sua morte, poiché ella è deceduta dandolo alla luce. A questo si aggiunge una sorella che lo detesta e che -non contenta- non gli fa passare mezza giornata senza rinfacciargli di essere la causa della morte della dolce mami. ”

“.. Tutto questo per dire cosa D? ”

“ Che quella stronza di Rossana è riuscita a rovinare la vita pure a uno messo in queste condizioni! Ma capisci? Cazzo è incredibile. E’ indecisa al limite del masochismo. Che poi cosa ci sarà da essere indecisi? Alle donne piace il tizio figo, complessato, con una vita difficile. L’idea di poterlo salvare, di aiutarlo, magari di poterlo persino cambiare e un giorno di poter dire ‘La sua trasformazione è merito mio ‘ è la cosa che fa sbarellare di più le donzelle. Ma lei no. Lei potrebbe avere chiunque, tutti la vogliono, e lei cosa fa? Un cazzo. Confusa al limite del ritardo mentale, baciava a stampo cani e porci, poi li lasciava depositandoli in un container di depressione e miseria. Siccome non era ancora abbastanza, non appena uno di questi poveri Cristi stava finalmente per uscire dal tunnel della depressione dimenticandosi di Rossana, lei si ripresentava dal nulla e gli imputtanava la vita da capo.
È il capostipite della figa di legno. È lì che inizia il declino. Dopo di lei basta, una discesa agli inferi del “ ti vedo come amico ” – “ non sei tu sono io” e via dicendo. E Federica qui, non è che il risultato di tutto ciò. ”

Federica, dopo attimi di silenzio indecifrabile, si alza senza proferir verbo e scompare dietro un angolo.

D. sorride felice mentre io mi guardo intorno riflettendo sul fatto che, anche stavolta, un bar intero ci osserva pendendo dalle labbra di un profeta che pontifica dall’alto del nulla.

Rinsavisco dai miei pensieri appena in tempo per sentire D. esclamare “ Toh, spizzati le foto della Federica! Che t’avevo detto? Culo della Madonna e frasi dei Doors. Cristo, un giorno tornerò nel passato per ammazzare l’ideatore di Rossana. ”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *