BERLINO E I GREENAZI

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Ho vissuto a Berlino per un piccolo periodo della mia vita, ed ho visto un sacco di cose.
Anche se ormai Helsinki is the new Berlino, Berlino è sempre Berlino e su questo non ci piove.
Anzi, a volte c’è il sole e dopo qualche ora ci nevica. E come se nevica.
In questa metropoli la gente è proprio stravagante, come il clima.
Pensate, li non esiste il timore di Dio, bensì il timore di “Sven Marquardt”.

Berlino ne ha viste di tuti i colori, stringendo e banalizzando, è passata dalla II Guerra Mondiale alla convivenza con il muro in soli 16 anni.
È stata sballottolata per ben mezzo secolo, durante il quale ha cambiato molte volte faccia, vivendo quindi un continuo privo d’identità.
Circa nel 1994, grazie a grandi compagnie investitrici, Berlino ha iniziato la sua ascesa verso quello che fa di lei una delle città più belle del mondo.
Purtroppo, i giovani tedeschi e i giovani emigrati, si sono fatti un po’ prendere la mano da questa “imposta” libertà. Che strano.
Quasi come un figlio, educato alla perfezione ricercata dai genitori, tenuto quindi chiuso in casa per evitare che veda il presunto male del mondo o che venga a contatto con le peggio compagnie; un giorno inizia a frequentare le superiori, ma che dico…le medie! E se è un maschietto, nel giro di un anno lo ricoverano per overdose di qualche nuova droga, se è una femminuccia, la ricoverano sempre per overdose, ma non di droghe bensì di sperma.
E così sta succedendo a Berlino.
Non li biasimo mica sti giovani, eh. Dopo aver vissuto gomito a gomito con mille situazioni di oppressione, nessuno si sarebbe mai e poi mai sognato di far rinascere una città proibitiva o di villeggiatura per anziani

Abberlino, quest’aria libertina e anticonformista, che da anni soffia sui tetti della “Bundesland” più famosa della Germania, ha creato una sorta di movimento giovanile che si è fatto prendere un po’ la mano ed ha nuovamente sottolineato l’impossibilità dell’essere umano, nell’avere una vita priva di (pre)giudizi e classificazioni.
Mi spiego meglio.
Il signor “Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato”, e non parlo di Lord Voldemort, ma di Adolf Hitler; aveva creato nella sua testa, un’idea di razza perfetta.
Per lui i presunti ariani erano la perfezione, gli altri, contavano poco e niente. Infatti, non li ha mica trattati molto bene.
Ora, tutto ciò è ingiusto. Si ricordano in maniera triste i crimini opera della mano militare del regime Nazista.
Si ricorda, non si dimentica, si vuole che gli errori non riaccadano.
Beh, cari lettori, a Berlino sta riaccadendo tutto.
Non c’è più un leader o un Führer, ma un movimento giovanile che ti giudica e ti disprezza. Non puoi mettere la museruola al cane, non puoi fare la spesa in certi supermercati, non puoi comprare certa carne, non puoi comprare la coca-cola, non puoi… Signore e signori, sono lieto di presentarvi: L’ECO-NAZISMO.
L’eco-nazismo, o bio-nazismo, è un movimento che lotta per la libertà del pianeta e di tutta la sua fauna. Eccezione fatta, per chi non fa quello che “nessuno” ha imposto.



Si basa su regolamenti non scritti, perché ognuno deve sentirsi “libero” di fare ciò che vuole.
Però, se non hai l’iPhone non sei nessuno amico. Soprattutto se non ti vesti di nero! Ma che stiamo scherzando?
Basta McDonald’s, solo slow-vegan-food.
Da bere? “Fritz-Cola”, “Bionade” o “Club-Mate
Vuoi la bici? O è a “scatto fisso” rigorosamente bicromatica e minimale, oppure scordatela.
Il cappello? Modello “scaricatore-di-porto” indossato tipo Kippah o ciao proprio.
Scarpe? O quelle con la “N” oppure le “Run” fatte dai bimbi cinesi, quelle con la suola bianca.
La cosa diversa dal vero Nazismo con quello bio, è che fortunatamente non vieni internato, deportato o addirittura ucciso. Ma signori miei, nel 2015 la gente non dovrebbe sentirsi esclusa e giudicata solo per come si veste e per cosa mangia. Soprattutto se a giudicare sono persone che predicano il bene e la pace nel mondo. Tipo Enrico Rizzi.
Per sintetizzare il tutto, la parola d’ordine degli eco-nazi è: apparenza.
È strano, lo so, quasi come il 15 giugno del 1961, “Walter Ulbricht” -capo di Stato della DDR- disse: «Nessuno ha intenzione di costruire un muro».

Con immutata stima
Emanuele Gi

P.S.: se vi sembra di aver già sentito questa storia, allora eravate dei lettori del mio diario.

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