PROVERBI IN TEMPO DI CRISI

C’è crisi, ragazzi.

Ce lo hanno detto cento volte, lo abbiamo pensato mille (semicit.).

Lo abbiamo pensato quando in freezer non c’erano gelati o quando un nostro amico ci provava con

qualsiasi cosa si muovesse, perchè in tempo di carestia lo sappiamo tutti cosa succede ad ogni

buco.

galleria3

Ed è incredibile come questo momento di crisi coincida proprio con il momento storico in cui

stanno sparendo le mezze stagioni e non c’è più religione: piove sempre sul bagnato. Forse è tutto

collegato, e le mezze stagioni non ci sono perchè non ce le possiamo più permettere, o forse perchè

Armani­Valentino­Estigrancazzi stanno finendo le idee e hanno deciso di accorpare la collezione

autunno­inverno e la collezione primavera­estate in un’unica collezione inverno­estate.

[­Per quest’anno presentiamo questo pareo integrale di seta con annessi scarponi da neve con già

gli attacchi per gli sci, che in estate potete comodamente sostituire con degli attacchi per le pinne

da snorkeling, appositamente inventati­

­Scusi, signor Armani, ma non farà un po’ freddo d’inverno solo con il pareo di seta?­

­E quelli sono fattacci vostri, ai Caraibi d’inverno mica fa freddo­]

Ad ogni modo, questa frase sulla crisi sta diventando quasi un modo di dire, una sorta di proverbio.

Certo, anche come proverbio è abbastanza mal pensato, come se fosse troncato a metà, come se

mancasse il seguito a dare senso alla frase. “C’è crisi, ragazzi..”, e tu rimani lì ad aspettare la fine di

‘sta dannata frase, pensando a cosa ti dovrebbero rappresentare quelle parole, e vivi un momento di

vera spannung (tipica dei proverbi), di cuore in gola, aspettando una frase conclusiva, due parole

per tirare le somme conclusive.

Un paio di esempi:

1. due amici stanno facendo una chiacchierata, uno ad un certo punto se ne esce con un “Il

lupo perde il pelo..” ­ momento di pausa in cui la spannung diventa esagerata, all’altro

amico quasi gli viene un coccolone, non capisce cosa stia succedendo e poi..­ “ma non il

vizio”. Segue sospiro di sollievo e il sistema nervoso parasimpatico sostituisce il simpatico,

prontamente attivatosi dopo aver avvertito la tensione;

2. una coppia, etero o omosessuale (come preferite e senza discriminazione alcuna, che se no

poi scoppia il caso) sta osservando il tramonto. Uno dei due ad un certo punto guarda

sospirando verso l’orizzonte e, con tono solenne ­”Rosso di sera..”­. Il/la partner comincia a

scervellarsi ed entra in scena il SNS, mentre lui/lei pensa ­”Cazzo, una volta la sapevo.. ah

si ecco, rosso di sera.. bianco la matt.. “­ ma per fortuna, prima che io finisca di scrivere

questa cosa pessima, l’altro/a conclude con un sempre più solenne ­”..bel tempo si spera” –

che ci toglie tutti da un discreto impiccio.

Con la frase della crisi invece questo processo NON funziona.

Siamo alla cassa di un supermercato, un amabile vecchietto sta pagando la sua spesa e la paga con

un sacchettino di monetine di rame da 1­2­5 centesimi. Mentre la cassiera conta i soldi un po’

contrariata, il vecchietto, a mo’ di scusa, dice ­”Eh, c’è crisi..”­

Silenzio tombale, la cassiera smette di contare e il nervosismo diventa logorante attesa, tutti i

clienti e gli impiegati del supermercato si fermano, immobili ad aspettare la fine della frase, e tutti

i sistemi nervosi simpatici si mettono al lavoro, fiutando il pericolo. La fine della frase però non

arriva più, e comincia l’apocalisse. La cassiera comincia a gridare nel microfono che c’è la crisi e

attiva uno speciale allarme anti­sciacallaggio, ma con mezzo secondo di ritardo perchè tutto ciò

che era sciacallabile è già stato sciacallato. Al banco dei formaggi la gente divora tutto ciò che

trova, cartellini dei prezzi compresi, mentre il macellaio, in un overdose di adrenalina, affetta le

dita di un paio di clienti e, dopo averle pesate si esibisce nel più classico dei “Ho fatto due etti e

mezzo, che faccio lascio?”. Il vecchietto intanto non capisce quello che gli succede intorno, la

cassiera gli grida di finire il proverbio ma lui non riesce proprio a capire cosa stia succedendo. I

clienti, alleati con qualche dipendente sovversivo, decidono di prendere possesso del supermercato

e di viverci dentro, per salvarsi dalla crisi aspettando tempi migliori. Il macellaio viene abbattuto a

suon di padelle anti­aderenti, in promozione per i soci al modico prezzo di 9 euro e 99 centesimi, e

la rivoluzione è conclusa. La gente si barrica dentro sfruttando gli scaffali e prepara una letale

trappola a base di detersivo sparso sul pavimento davanti all’ingresso.

Il giornale, qualche giorno dopo, parlerà dell’evento come della più grande rivoluzione dopo la

presa della Bastiglia, e tutti punteranno il dito contro la crisi.

Ma i nemici veri, quelli contro cui la gente si è ribellata, sono quelle frasi lasciate a metà. Perchè la

gente è stufa delle mezze frasi, e un proverbio, se vuole essere un proverbio o un modo di dire, ha

bisogno di essere finito.

Se invece questo della crisi non è un proverbio, allora ditecelo chiaro e tondo e facciamo qualcosa

tutti insieme per cambiare la situazione, diamoci da fare, perchè “chi dorme..”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *