RIMANERE SENZA CORRENTE NEL 2016

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Stavo tranquillamente e senza rimorsi non facendo un cazzo; ascoltando nel contempo un vecchio vinile degli “AC/DC”, più precisamente ‘Dirty Deeds Done Dirt Cheap’.
Ero esattamente arrivato all’inizio della traccia 5 del lato A: “Problem Child” quando salta la corrente.
Bestemmio. Era una vita che non sentivo quel pezzo.

Quando salta la luce a casa mia bisogna riattivarla da un contatore esterno, raggiungibile solo mediante un giro abbastanza lungo da farmi preferire il rimanere senza elettricità piuttosto che affrontarlo. Almeno fino a quando non ne avrò veramente bisogno o se in casa è presente mia Madre che mi spedisce senza rimorso sotto qualsiasi condizione atmosferica a riattivare l’allacciamento

Normalmente qui la luce salta se si avviano contemporaneamente lavatrice e lavastoviglie, ma siccome ero solo a casa, il problema non poteva essere quello.
All’improvviso il vinile ritorna a girare, abbozzo un sorriso ma non riesco nemmeno a scoprire tutti gli incisivi che la corrente mi abbandona nuovamente. Mi insospettisco.
Prendo quindi la chiave universale per accedere alla botola dove, assieme al nostro contatore, si nascondono almeno 15 specie diverse di ragni.
Fuori fa caldo.
Dopo aver fatto il giro delle case dei miei vicini, arrivo di fronte al mio garage (perché non sei uscito direttamente dal garage? La domanda sorge spontanea. Beh, perché nel 2016 i garage sono elettronici). Apro la porticina ed il mio contatore è spento.
Niente avviso di superamento del 30% del wattaggio consentito. Niente lucine strane. Niente suoni strani. Insomma, niente di niente, solo ragni e ragnatele.

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Il mio contatore.

Mi gratto la testa, ora che posso farlo con facilità. Il caldo e le zanzare mi distraggono dal ragionare.
L’unica idea che riesco a strappare dalla disidratazione è quella di verificare le condizioni dei miei vicini. Suono il primo campanello, non risponde nessuno. Risuono.
Mi ci è voluto un po’ dopodiché ci sono arrivato, no elettricità, no campanello. Ottimo.
Decido di chiamare mia zia che abita un po’ di case più in la, il mio cellulare è quasi scarico e in più non ho salvato il suo numero di casa, opto per usare il telefono fisso.
Faccio di nuovo quel noioso giro per raggiungere casa mia, arrivo al cordless, lo prendo in mano, cerco il numero e faccio partire la chiamata. Che non parte.
Ovviamente se non c’è corrente non vanno nemmeno i telefoni di casa. Che faccio?
Decido di chiamare la ditta responsabile delle forniture di gas e luce.
Fortunatamente il mio laptop è ancora in vita, apro internet. Nessuna connessione.
Cazzo è vero, senza elettricità il modem non funziona.
Ieri mi si è pure riattivata la promozione sul cellulare. Pago dieci euro al mese, ovviamente ne avevo solo 8,47 e se voglio usufruire della mia promozione devo ricaricare.
Perfetto! Senza internet e per di più con il telefono scarico.
Come lo trovo ‘sto numero?
Salgo in soppalco per cercare le fatture. Le velux sono tutte chiuse per via del sole, non vedo un cazzo di niente, faccio per alzare una tapparella, peccato che siano motorizzate, le tapparelle. Ma porca troia, è possibile che nel 2016 senza corrente non si possa fare un cazzo? Sì, è possibile.

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Illustrazione di Marta Lonardi.

Vabbè, scendo nuovamente le scale e arrivo in camera dove tengo il mio zaino da lavoro, estraggo la torcia e ricomincio la ricerca. Trovo una loro fattura e fortunatamente c’è segnato pure il numero verde.
Chiamo con il cellulare ormai scarico, per fortuna la mia compagnia telefonica no ti scala i soldi se non ne hai abbastanza. Per fortuna lo vorrei sottolineare.
Dopo dieci minuti di ostie nei confronti di proposte inutili da parte di vocine registrate male, mi risponde Susanna che molto gentilmente mi chiede come può essermi d’aiuto.

Le spiego la situazione. Mi dice che senza il mio “Codice Contribuente” non può verificare.
« È la prima volta » le dico,
« Aiutami a trovarlo sulla fattura ».
Con gentilezza Susanna mi spiega che lo trovo in alto a sinistra.
« Eccolo! » esclamo,
« Evvai! » ribatte lei.
Non è vero, però sarebbe stato figo.
Comunque, inizio a dettarle il numero:
«uno-zero-sette-elle di livorno-nov…»
«aspetta!» dice Susanna, se c’è la lettera vuol dire che quello è il numero della “Gestione Rifiuti Urbani”.

« Scusa Susanna, ma con il buio ho preso la fattura sbagliata ».
Mi fa riattaccare per cercare quella giusta.
Trovata! Era fortunatamente vicino a dove avevo trovato la precedente. Richiamo. Aspetto il tram-tram di vocine registrate e dopo un assolo di musichetta bitonale mi risponde Francesca.
Le racconto la mia triste storia, le detto il numero, lei verifica e dice:
« per quanto ci riguarda voi avete pagato tutto correttamente, quindi la luce non ve l’abbiamo staccata noi. Le passo il numero dell’ufficio guasti, loro sapranno sicuramente aiutarla ».
« Grazie Francesca, buon lavoro! » attacco il telefono e mi accorgo che si sta scaricando del tutto.
Nel frattempo la gente del rione è scesa per strada, i bambini piangono e sono partiti pure un sacco di antifurti, credo per via della modalità anti-sciacallaggio.
Le vecchiette si urlano da un balcone all’altro, la voce che corre è che c’è un blackout in tutto il paese e stiamo aspettando l’intervento di qualcuno con un gruppo elettrogeno.
C’è chi si lamenta dei frighi spenti, chi del condizionatore che non va più, chi di internet, chi della tv. C’è chi dice che allora non serve pagarle nemmeno più le bollette, chi teme l’intervento in massa degli ‘zingari’ e chi ribatte dicendo che una volta in questi casi si stava tranquilli anche con le porte aperte e che i treni erano sempre in orario.
Fa caldo.
Mi va di traverso quel poco di saliva che mi era rimasta.
Rientro in casa e chiamo l’ufficio guasti, non riesco a terminare la chiamata che mi si scarica la batteria.
Ed ora? Cosa faccio?
Entro in casa e mi butto sul divano, con la coda dell’occhio guardo il telecomando.
Sorrido.
Prendo in mano un libro.
Io, con un libro.
O piove o torna la luce.
Fortunatamente, in quel momento, “Bon Scott” in persona mi avvisa che potrò tranquillamente andare in città perché non pioverà. E le sue parole sono state:
«I’m hot, and when I’m not[…]»

La luce era tornata ed il vinile era ripartito.

Queste sono due ore senza luce nell’odierno duemilasedici.
Cliccate qui per ascoltare il bellissimo pezzo che “Trenta S.P.A” ha deciso di dividere in due atti.

Con immutata stima
Emanuele Gi

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