SOTTOCULTURA SENILE : I RIBELLI COMPRANO ALGASIV

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AAAAH “ Versi d’agonia dalla stanza da letto.
“GNAAAAAH” Rantoli di morte.
“ OOOOOH “ Ok ci siamo. Mio padre è malato.

Quando ciò accade le proporzioni del disastro sono immani. Fukushima a confronto diventa grave come un bicchiere di succo d’arancia rovesciato sul tavolino di un bar. Chernobyl acquista la stessa importanza di un coppino tirato nel corridoio di una scuola media di Ragusa.
So già cosa mi aspetterà. Un susseguirsi di notai, convocati tempestivamente da mio padre, gireranno per casa per scrivere un testamento aggiornato. Un quantitativo di urla di sofferenza pari a quelle di un leghista alle cui orecchie sono state saldate cuffie che riproducono in loop la discografia di Nino D’Angelo. Le pretese del mio vecchio di vendicare la sua morte. Il tutto mentre il termometro segna 37.8 gradi Celsius e rivolge a tutti la stessa faccia che faceva mia madre quando -all’età di quattordic’anni- le dicevo che l’odore di fumo che avevo addosso era dovuto al fatto che c’era un tabacchino vicino all’uscita di scuola.

(L’espressione)

Parte così la classica trafila:

–   Caricarsi sulle spalle il moribondo
–  Sbatterlo sul sedile del passeggero mentre ripete a ciclo continuo “Ho ancora tante cose da fare” e “ Signora con la falce non mi avrai, non ancora”
–  Guidare fino all’ambulatorio di quartiere, ove il medico curante si farà una grassa risata e manderà affanculo entrambi, probabilmente prescrivendo delle Goleador.

Ah, l’ambulatorio. Un universo parallelo. Un mondo nel mondo. La Narnia nell’armadio. O, per meglio dire, la Fantasia della senilità.
Checché ne dicano tutti, i vecchi non sono così asociali e burberi come vengono stereotipati. Anzi, il più delle volte la straordinaria longevità che il progresso scientifico ha regalato all’uomo, spinge i vegliardi a bisogni di socialità e contatto umano che vanno ben oltre la regolare data di scadenza. Le statistiche inoltre, ci dicono che l’Italia è un paese i cui abitanti hanno una media d’età che si aggira attorno ai 45 anni. Gli over 65 rappresentano quasi il 21% della popolazione nazionale. Sono un esercito, se ci ragioni su. A merda il TG5 e i suoi servizi “ il nuovo che avanza”.
Questo -in realtà- è il vecchio che indietreggia.
In pratica, una persona su quattro in Italia inizia una frase con “ …ai miei tempi”, rallenta il traffico procedendo a 38km/h in tangenziale,  e segue in tour gli operai che lavorano nei cantieri del centro storico.
Sono talmente tanti che, a conti fatti, costituiscono una sottocultura.
Tolkien direbbe: “ un girello per domarli, una puntata di Forum per ghermirli, e nell’ospizio incatenarli”.
Ad ogni modo, come ogni sottocultura, anche quest’ultima necessita di luoghi d’aggregazione. Per i Punk furono i marciapiedi. Gli stadi appartennero per lungo tempo ai Casuals. Ai Gabber spettarono le discoteche.
Nessuna praticabile per la sottocultura che darebbe tutto per una dose di algasiv e un poster di Santi Licheri.
E’ qui che entra in gioco l’ambulatorio.
L’ambulatorio -per ovvi motivi- è la risposta perfetta alle esigenze dell’octogenarian crew.
E’ riscaldato, triste e silenzioso, frequentato in larghissima maggioranza da affiliati alla banda, ma soprattutto ha a che fare con la salute del fisico.
E si sa, l’anziano vive delle proprie malattie.
Un recente sondaggio rivela infatti che il 79% dei discorsi degli ultras della Signora in giallo, vedono come protagoniste le proprie malattie e quelle che portano alla morte di conoscenti/famigliari. L’ambulatorio quindi sta all’anziano medio come il bar sta al giovane. Il punto di ritrovo della banda per eccellenza. La mia convinzione è che la stragrande maggioranza degli anziani si rechi dal dottore pur essendo sana come un pesce. E’ solo una scusa per poter fare una capatina al covo della crew. In esso si parla sempre delle stesse cose poiché, per chi ha sempre una ricetta fresca per qualche farmaco per la pressione in tasca, l’amore per la routine è una cosa viscerale. Questa è la top three dei discorsi da ambulatorio:

Malattie, come detto poc’anzi. Ma si badi bene, non se ne parla come se ne potrebbe pensare. Non esiste conforto, non c’è un compatirsi vicendevole. Scatta la competizione, è un rialzo della disgrazia. Vecchio A e Vecchio B.
Vecchio A “ Mi hanno trovato un valore di ferro nel sangue fuori dal normale”. Asportati un rene e scommettilo sul fatto che Vecchio B, non solo andrà a vederlo con un valore più sballato, ma rilancerà con un problema più grave. Idem sui lutti familiari. Se alla signora Gina è morto di recente un cugino nel sonno, la signora Paola replicherà, dopo 15 secondi di condoglianze, con il fratello morto sbranato da un branco di condor in circostanze misteriose ( più violenta è la morte, più vale punti). La donna anziana è più ostinata dell’esemplare maschio, ma in questi casi o si va in all-in con un figlio tossico morto in un canale, o si cambia argomento.

Grey’s Anatomy over 70 “. Nulla piace all’essere umano quanto lo sguardo meravigliato che gli viene rivolto quando riesce a mostrare agli altri quanto egli sia saggio e colto. Certo, se non sai le cose, le puoi sempre inventare. Ho sentito anziani che per 50 anni hanno zappato la terra per guadagnarsi da vivere, diventare all’improvviso chirurghi di fama mondiale azzardando teorie accurate su sintomi banalissimi, per poi diagnosticare glaucomi .Vecchiette che litigano col telecomando per svariati minuti prima di riuscire ad accendere la tv al mattino, abbandonarsi a lunghi monologhi sui pericolosi effetti collaterali del farmaco prescritto dal medico due giorni prima. In pratica si scommette sulle malattie, è il punto SNAI degli acciacchi fisici

Politica: ultima ma non meno importante. Salta fuori, prima o poi. E’ Fondamentale, e grazie al cielo che esiste. E’ la valvola di sfogo necessaria affinchè i vecchi sfoghino il loro odio e non lo accumulino goccia dopo goccia, fino al momento in cui esso finisca per esplodere. Il che potrebbe portare a uno scenario apocalittico in cui essi si organizzano per marciare su Roma,  conquistano il potere a colpi di catetere, e spendono il budget del governo in farmaci senza obbligo di ricetta. In pratica in tic-tac da 2 euro l’una.
Il dibattito politico della crew che ritiene che in parlamento ci sia ancora De Gasperi, è semplice e contiene sempre tre cardini su cui poggiare. Primo : sono tutti coglioni e rubano. Secondo: la crisi è una cosa fastidiosa. Terzo: dove andremo a finire?. A fine discorso di solito si tira un sospiro, e si riparte a parlare di cadaveri e virus letali.

Fateci un giro, è un’esperienza che vi lascerà ammaliati e sorpresi. Un po’ come andare a una festa erasmus con Amanda Knox, e alla fine uscire senza trovare dei nastri della polizia attorno al perimetro della casa.

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