MARVELLOUS HOTEL: V

V

20b.


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Ore cinque del mattino, la sveglia punge.

Le poche ore di sonno pesano sul collage di ossa e pelle che è il vecchio della reception. Uno, due, tre: piedi a terra. In piedi.

Il bagno diventa ogni giorno più distante, pensò. È così la vita dei vecchi, lontana. È spaventoso come più si avvicina la fine più la vita si fa distante. È così, superata una certa soglia si smette di vivere, s’incomincia a ricordare. È così, non c’è un momento uguale per tutti, ognuno smette di andare in avanti quando capita, smette, punto. È così, non interessa più quello che c’è domani, si pensa solo a quello che è stato ieri. È così, distante, la vita si fa distante, pensò.

Il crudele riflesso dello specchio restituisce un viso scarno, severo. La pelle macchiata dal tempo è piuttosto tonica, cede leggermente solo per deformarsi in due occhiaie gonfie. Gli occhi raccontano nostalgia, enormi, color nocciola.

Calze. Pantaloni. Camicia. Bretelle. Cravatta. Giacca.

Il Marvellous Hotel dormiva ancora quando il vecchio in giacca e cravatta uscì sulla strada. Passi lenti ma sicuri, come quelli di qualcuno che sa dove va. Come quelli di qualcuno che va in un posto da tanto tempo. Ospedale s. Domenico, sesto piano, reparto di rianimazione. Adele dorme. Da tre anni ormai, dorme.

Un corpo esile, violentato da tubi e flebo.

Nella stanza c’era silenzio. Solo il bip regolare del cuore artificiale di Adele scuoteva l’aria. C’era odore di ospedale, il classico odore da ospedale, quell’orribile odore di disinfettante e lattice, di dolore. Il vecchio in giacca e cravatta aprì la finestra.

 – Ecco, così va meglio. -, sorrise, triste.

– Come va piccola? Ti vedo diversa dal solito, più serena come. -, si fermò qualche istante, – Da queste parti è il solito schifo. So che non ti piace quando dico così, ma non saprei come altro descriverlo. Al Marvellous Hotel è successo un casino. Un tipo ha deciso di farsi fuori proprio nel tuo hotel, nella 6b., non poteva starsene a casa sua, ho pensato. A confermare il suicidio è venuto un ispettore ubriacone. Per fortuna non ci voleva un genio a capire che si era fatto saltare il cervello da solo, altrimenti saremo stati in guai seri. Quel tipo si ricordava a malapena dove aveva messo la sua fiaschetta. Per non parlare poi del mezzo pazzo che c’è nella 18b., è tutto scemo quello. -, sorrise, sempre più triste.

La porta si aprì.

-Salve signor Morelli. -, il dottore aveva una voce impostata, seria, buia.

– Salve. –

– Ho brutte notizie per lei. La situazione di sua moglie era ormai stabile da parecchio tempo. Stanotte però, intorno alle tre, sua moglie ha avuto un ictus. Non c’è stato nulla che potessimo fare, le condizioni di sua moglie erano già gravissime. Sua moglie è in coma irreversibile, non ci sono più speranze che si risvegli. Adele è morta, signor Morelli. –

– Irreversibile? Morta? -, il vecchio in giacca e cravatta lo disse come se fossero le ultime cose che si aspettasse di sentire.

– Sì. Se prima c’era una minuscola possibilità che sua moglie si risvegliasse, ora non c’è più. -, il dottore guardò in basso, – Mi spiace, non c’è più nulla che possiamo fare. Deve lasciarla andare. È stremata, Adele ha combattuto per tre anni, ora è arrivato il momento che si riposi. -, pose una mano sulla spalla del signor Morelli, – So che non è semplice… –

– Esca. –

– Signor Morelli… –

– Esca. Ho bisogno di stare solo con mia moglie. –

– Aspetterò qui fuori. –

Silenzio.

– Ciao piccola. Sai, sono ormai tre anni che ogni giorno mi sveglio, mi metto in giacca e cravatta, e vengo qui da te. Ho sempre pensato fosse l’unico modo in cui potevo vestirmi per venire da te. Avrò comprato una decina di completi diversi in questi tre anni. Ogni giorno mi svegliavo, ne mettevo uno, e venivo da te. Mi dicevi sempre che quando mi mettevo in giacca e cravatta diventavo l’uomo perfetto, l’uomo che volevi accanto a te per tutta la vita. Per questo ogni giorno mi svegliavo, mi mettevo in giacca e cravatta e venivo da te, la donna che volevo accanto a me per tutta la vita, la donna che quando si sarebbe svegliata avrebbe trovato al suo fianco l’uomo perfetto. Anche quando litigavamo sapevo che potevamo non parlarci per giorni, ma se mi fossi presentato davanti a te con un completo tu mi avresti perdonato. Ti saresti ricordata che ero l’uomo che volevi accanto a te, per tutta la vita. Adesso invece… Cosa mi metterò domani? Qual è il vestito adatto ad un uomo che perde la donna che voleva accanto a sé tutta la vita? Adele… Mi hai trovato in un angolo, seduto. Guardavo semplicemente il tempo passare, scivolarmi addosso. Era l’unico posto che avevo trovato con le spalle coperte, l’unico posto dove la vita non poteva colpire il bersaglio che avevo sulla schiena. Poi sei arrivata tu, mi hai preso per mano e mi hai portato via con te, in un posto dove il cielo era solo il riflesso dei tuoi occhi. Mi hai salvato… –

Un bacio morbido, lento. Un bacio leggero, nostalgico. Un bacio, l’ultimo, un addio.

– Per l’ultima volta sarò l’uomo in giacca e cravatta, per te. Per l’ultima volta sarò l’uomo che avresti voluto accanto a te per tutta la vita. -.

Una carezza.

– Riposa Adele, la guerra è finita, riposa Adele, ti amo. –.

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