MARVELLOUS HOTEL: VII & VIII

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“L’insegna luminosa in realtà di luminoso aveva ben poco. Le poche lettere che ancora funzionavano emanavano una luce rosastra. Erano la m iniziale e le ultime quattro di hotel. Motel.”

VII

18b.

Ore 6.30
È il giorno. Oggi sono nato. Oggi tutti mi vedranno.

Ore 7.15
Non sono un’ombra. Sono luce.

Ore 8.00
Sono un’artista. Dio in persona mi ha dato questo talento. Devo farlo vedere a tutti.

Ore 8.45
Nessuno mi ha mai amato. Ero un randagio. Emarginato. Ma oggi tutti mi vedranno.

Ore 9.30
Solo don Paolo mi amava. Noi ci amavamo. Per lui ero importante. Erano gelosi. Io l’amavo.

Ore 10.00
Me l’hanno portato via. Pedofilo l’hanno chiamato. Ma loro non sapevano niente. Noi ci amavamo.

Ore 10.20
Sono un’ombra. Sono il sole. Sono Dio.

Ore 11.05
Creo la vita dalla luce. La mano destra di Dio è sulla mia testa.

Ore 12.00
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.

E fu sera e fu mattina.

Ore 12.40
Sono il paladino della luce. L’artigiano della luce. Colui che grazie allo Spirito Santo sconfiggerà le tenebre. Sono luce. Tutti mi vedranno.

Ore 13.30
Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

E fu sera e fu mattina.

Ore 14.10
Io sono la terza luce grande di Dio. Il firmamento del cielo sarà il mio posto. La luce è nella mia arte. È nelle mie mani. Sono l’artigiano di Dio. Creo luce a mia immagine e somiglianza.

Ore 15.55
È quasi il momento. Quando le tenebre staranno per uccidere il giorno la mia luce le sconfiggerà.

Ore 17.15
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.

Ore 19.05
È il mio settimo giorno. Il mio lavoro è concluso. Il sole tramonta.

Ore 19.06
LUCE.

Il suo nome era Roberto Scardino. Orfano. Bambino molestato. Artigiano. Artista. Bombarolo.

Quella sera il sole tramontò qualche minuto più tardi. Quella sera l’esplosione spaventò la sera solo qualche minuto. Quella sera morirono il signor Morelli e Roberto Scardino. Quella sera tutti videro la luce, solo per un istante.

E fu sera e fu mattina.


VIII

Il Marvelluos Hotel saltò in aria il ventisei settembre millenovecentonovantatre.

Era un posto qualsiasi, in una strada qualsiasi. Ma soprattutto era un luogo dove le persone trovavano il coraggio di raccontare la propria storia. Era un posto franco, un posto schietto. Un posto dove le emozioni avevano il loro spazio.

Io evitai l’esplosione di poche ore. Me ne andai la mattina, e lo strano tipo della 18b. fece esplodere l’ordigno artigianale che teneva nella ventiquattrore alle 19.06, appena sceso nella hall, come faceva tutti i giorni. Il signor Morelli non se ne accorse nemmeno. Quella sera era diverso, era un uomo qualsiasi, era un uomo in camicia e jeans.

Fu un lampo. Un tuono. Luce.

Il Marvellous Hotel scomparve.

Sembrò quasi che nessuno se ne accorse. Ma come ho già detto, in tutte le città ci sono questi posti, questi territori dell’indifferenza, questi cortocircuiti della realtà.

Questa è la storia di un posto qualsiasi, in una strada qualsiasi.
Questa è la storia di una notte d’amore.
Questa è la storia di Nessuno.
Questa è la storia di un vecchio in giacca e cravatta.
Questa è la storia di un ragazzo che ha perso la sua metà in un giorno di pioggia.
Questa è la storia di un uomo che voleva essere visto.
Questa è una storia senza peli sulla lingua.
Questa è una storia, che come tutte, aveva bisogna di essere ascoltata.

Questa è la storia del Marvellous Hotel.

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