LE RECENSIONI DI GRAVIDE: SUPERCALIFRAGIWARLOCK

Ci accingiamo ad archiviare anche il 2016, che già di per sé è stato un anno scabroso, ma che nel mondo della musica ha veramente fatto disastri. Però tra le morti celebri e le sopravvivenze nefaste (vedi Vasco e Ligabue) è uscito anche qualche bel disco, che ovviamenten noi de L’Insicuro abbiamo bellamente ignorato in favore di album grezzi e rudi.

Uno di questi è senz’altro l’ultima fatica di Rob Zombie (al secolo Robert Bartleh -!?- Cummings) che si presenta con un titolo sobrio ma di impatto, per palati fini alla ricerca di qualcosa di leggero ma frizzantino.

THE ELECTRIC WARLOCK ACID WITCH SATANIC ORGY CELEBRATION DISPENSER…o no!?

Il poliedrico artista statunitense, già frontman dei White Zombie e regista cinematografico, ci stupisce di nuovo con la sua impronta vintage da horror porn che tanto mi fa ricordare una versione di Scooby-Doo per adulti arrapati.

Al di là del nome impronunciabile -ma che comunque gasa una cifra ndr– questo suo sesto lavoro si presenta bene, a partire dai musicisti che sono andati in studio insieme al cantante. Difatti la band annovera John 5 (chitarra) e Ginger Fish (batteria), compagni di merende dapprima di Marilyn Manson, Zeuss (tastiere) che in carriera ha spesso strizzato l’occhio anche a band Hard e Metal Core ed infine Piggy D. (basso), più volte collaboratore del nostro coprofago preferito Alice Cooper.

Con queste premesse c’era senz’altro da essere positivi, infatti proprio Rob Zombie ha trovato negli anni la sua naturale collocazione come anello di congiunzione (sia a livello cronologico che musicale) tra Alice Cooper e il reverendo Manson, talvolta superandolo come impatto, qualità e freschezza, come in questo caso. Per cui i pezzi, seppur brevi e meno articolati dei loro stessi titoli, risultano comunque incisivi e trascinanti (plauso particolare a brani come Well, Everybody’s Fucking in a U.F.O. e The Hideous Exhibitions of a Dedicated Gore Whore) con quella spolveratina di campionamenti cinematografici che fa apparire tutto più scenico e sinistro.

L’asceta perverso insomma ha impresso il suo inconfondibile marchio anche in questo disco, a 18 anni di distanza dal suo esordio solista.

C’è da sottolineare però, al di là della garanzia che risulta essere per i propri fan, che forse l’album è un po’ povero di novità. Indubbiamente il Signor Cummings è invecchiato bene, specie se si considera la sua duplice carriera tra studio e cinema, ma nel 2016 se sei l’eremita dell’Industrial Metal forse hai gli strumenti tecnologici per osare di più. I testi splatter ed allupati, l’atmosfera da luna park abbandonato, Satana che passa l’herpes genitale ad una puttanella goth, tutto bellissimo come sempre, ma avrei gradito qualcosa di più evoluto e rischioso in un certo senso.

Magari un album influenzato da un’elettronica più spinta e presente come in American Made Music to Strip By, che stavolta però presentasse solo inediti.

Ad ogni modo stiamo magari chiedendo troppo ad un artista che a differenza di moltissimi altri (soprattutto del settore), sta già invecchiando più che bene mantenendo degli standard sempre dignitosi (sarà per questo che ultimamente nessuno gli dà retta).

Oh…se poi vi fanno cagare i suoi dischi potete sempre accanirvi su e con la sua filmografia splatter che presto potrà farsi vanto di un’altra pellicola! Ma per vostra fortuna sul cinema sono una capra peggio di Aurelio De Laurentiis, quindi glisserò sull’argomento lasciandovi all’ascolto di…(fate un bel respiro e ditelo tutto d’un fiato) THE ELECTRIC WARLOCK ACID WITCH SATANIC ORGY CELEBRATION DISPENSER.

Sperando che non vi si sia slogata la mascella, alla prossima.

 

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